giovedì 9 aprile 2015

Quel che accadde a Genova nel 2001, era d'estate, fu ordinaria amministrazione repressiva da parte dello Stato, nella circostanza interpretata dalla coppia Berlusconi Fini, ben contenti di mostrare ai "grandi" convenuti l'ordine che il loro governo era capace di offrire, in particolare al padrone Usa. I giovani convenuti dall'Italia e da fuori ebbero occasione di imparare che cos'è lo Stato, gli ingenui tra loro si stupirono della repressione, molti è probabile che abbiano rinunciato alla lotta politica, preferendo l'integrità delle ossa. O della vita (vedi l'assassinio di Carlo Giuliani). 
Quel che accadde nella scuola "Diaz" (ma anche a Bolzaneto), dove erano alloggiati alcuni manifestanti in procinto di tornare a casa, il giorno seguente, fu un vendicativa spedizione punitiva di tipo cileno animata in modo sadico dai molti autentici fascisti inseriti nelle forze dell'ordine. I manifestanti furono picchiati a freddo, poi portati via e quindi torturati, come giustamente osserva un autorevole (ma ipocrita) organismo europeo, al riparo di occhi indiscreti. Torturati per pura vendetta fascistoide, "cilena" (vedi alla voce 11 settembre 1973). Alla normale forza-violenza dello Stato si aggiunse un extra, dovuto certo anche alla cialtroneria del governo Berlusconi. 

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