lunedì 20 aprile 2015

Masse in fuga

Molti vedono i migranti in Europa via mare Mediterraneo nella posizione unica di vittime passive di un "imbuto" di miseria guerra schiavismo e pirateria; noi continuiamo a considerarli anche come masse di individui che attuano in modo deliberato, almeno al momento di lasciare i loro Paesi, tentativi migratori a dispetto della loro micidiale pericolosità. Per comprendere tali masse di individui non bastano gli strumenti che molti usano, in definitiva banalizzanti e neanche troppo nascostamente razzistici, serve anche un riferimento teorico inerente la psicologia di massa come il classico Psicologia delle folle , di Le Bon (1895); aiuta il novecentesco Masse e potere , di Canetti (1961), che comprende un paragrafo intitolato "Masse in fuga" (p. 62, edizione italiana Adelphi). Si tratta di due autori alquanto estrosi e più tendenti alla teorizzazione che non alla "scienza". Anche La mente del viaggiatore, di Leed, vale (edizione italiana Il Mulino). Se si desidera un approccio meno speculativo, consigliamo l'ottimo manuale di psicologia sociale a cura di Hewstone (edizione italiana Il Mulino). Se non la rassegna di psicologia collettiva di Mucchi Faina (Carocci). 

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