giovedì 8 ottobre 2015

Roma e le altre

Che il sindaco di Roma si sia dimesso o semidimesso, dal punto di vista pratico non conta molto, qualsiasi sindaco in questo mondo tutto affaristico ha le mani legate, se non vuole tenerle in pasta. L'enfasi in merito alle spesucce personali che Marino avrebbe caricato sull'amministrazione comunale è oscena. In questione semmai è il buon gusto. S'iniziò a battere i piedi mediatici già con la stupidaggine dell'auto di famiglia lasciata in divieto di sosta. Da ultimo sulle vacanze, sul non invito del Bergoglio. Cazzate. 
Abbiamo città sottomesse agli interessi di categorie imprenditoriali, di confraternite ladresche anche criminali, città cattive, care, imbruttite, intasate di auto e di scooter, attraversate da tangheri presto resi abili all'arte di fare i comodi loro. Un sindaco? Per Roma ce ne vorrebbero quattro o cinque. Con le mani libbere.



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