domenica 6 marzo 2016

Dove ci odiano

Si rifletta sui quattro nostri connazionali resi celebri loro malgrado in Libia, due alla memoria. Costoro erano (sono) tecnici specializzati, anche anzianotti tra l'altro, con ogni probabilità ben remunerati ed esposti a rischi tremendi in un Paese senza un governo - però ricchissimo di petrolio e gas. Costoro erano (sono) membri della cosiddetta aristocrazia operaia: facciamo notare che un notaio è difficile che sia ucciso in Libia, magari può essere rapito se va a fare il bischero nel deserto, tutto qui; che un borghese può essere rapito e ucciso se va, dove ci odiano, a fare la spia. Un proletario rischia la vita sempre, anche se lavora a un chilometro da casa, magari in fonderia, e per pochi soldi. Se ne vuole di più lo ficcano nel deserto a pompare olio di pietra, e crepa. 
Prima di tutto il governo italiano deve fare in modo che tutti i nostri connazionali facciano ritorno a casa; se poi alcuni intendono continuare a lavorare dove ci odiano, sappiano che cosa può attenderli. Può attenderli la morte, usata poi per far propaganda alla guerra "occidentale" in Libia.

N.B. A fare con gli europei d'ogni erba un fascio i musulmani hanno torto, naturalmente.

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