lunedì 23 febbraio 2015

Libbia

Ieri il Corriere della Confidustria dava spazio a Galli Ernesto contro l'Onu, o meglio contro l'enfasi del rimettere le decisioni all'Onu.  Il Galli sostiene che l'Onu conta poco, che tutto deve passare dal setaccio dei membri fissi del consiglio di sicurezza, che sono Cina, Francia, Inghilterra, Russia ed Usa. 
Al Galli piacerebbe che ce ne fossero due di meno, scommettiamo?
l'Onu è inoltre capace di partorire risoluzioni assai discutibili e "pazzotiche", così scrive il Galli. 
In cinque dizionari della lingua italiana e nel dizionario enciclopedico Treccani l'attributo "pazzotico" non l'abbiamo trovato; dobbiamo credere che il Galli non solo scriva (o detti, o faccia scrivere i suoi testi) in modo poco "eccellente", sì, non solo che sia disperatamente libero di farsi pagar bene per pensare e scrivere (...) quel che vuole, ma che inventi o peschi parole nuove.
L'attacco del Galli all'Onu (che ha i suoi difetti, ma è pur sempre un embrione di governo mondiale ed una sorta di parlamento), sta nel quadro dei pruriti neocolonialistici che diversi politici e pubblicisti si grattano in queste settimane di "Libbia". 
Più in generale il Galli ed alcuni suoi compari sionisti, o anti-antisionisti, hanno premura che non s'alzi dito (come appunto talvolta l'Onu alza) contro Israele. 

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