giovedì 10 marzo 2016

Il presidente Usa ha criticato Francia e Gran Bretagna per la distruzione della Libia (2011), cui per altro parteciparono anche gli Usa. Ha inoltre rivendicato il non bombardamento Usa della Siria (2013). Il dinoccolato giovanotto, che tanti cuori fece palpitare ai suoi inizi e che ora si trova sulla porta in procinto di uscire di scena per entrare nel magico mondo delle conferenze pagate centinaia di migliaia di dollari l'una, si è dimenticato di dire qualche altra cosetta: per esempio che in Egitto il suo Paese ha favorito un colpo di Stato allo scopo di confermare i militari da sempre al potere, e che la causa prima dello stato di malattia inguaribile che tormenta l'intera zona è Israele.
Comunque: in seno all'Avversario si agitano serpenti. Bene.

Etichette: , , ,

giovedì 25 febbraio 2016

Libbia

Comunque esso sarà presentato ed infiocchettato, o negato, o nascosto, o contrabbandato, sul probabile intervento militare italiano in Libia dobbiamo dire un paio di cose. La prima è che non ci stupisce che il governo s'infili in quest'affare, visto che l'Italia fa parte di un sistema di "potenze" (come una volta si diceva) dedito all'errore, all'ingordigia, all'assassinio ed alla imbecillità. La seconda è che, nonostante la mancanza di stupore, siamo assolutamente contrari a tale intervento militare in Libia, infatti esso va nella direzione opposta a quella che noi riteniamo giusta, che si chiama non ingerenza.
Ne vedremo delle belle.
Pro memoria: la Libia è un territorio ricchissimo di petrolio e gas; lo stato di confusione criminale di cui parlano i media, ammesso che non sia esagerato a bella posta, dipende dalla distruzione del regime di Gheddafi, avvenuta anni fa non soltanto per ingordigia energetica, ma anche come favore a Israele, che con Gheddafi al potere aveva un avversario forte e compatto (v.alla voce Siria). La distruzione della Libia è stata operata dalla Francia, dall'Inghilterra, dagli Usa e anche dall'Italia, in ipocrita subordine: la tromba mediatica di guerra, valente non sappiamo quanto, fu suonata dallo scrittore ebreo B.H.Levy, da Parigi, città nella quale costui sopravvive da perseguitato, come s'immagina.

Etichette: , ,

lunedì 23 febbraio 2015

Libbia

Ieri il Corriere della Confidustria dava spazio a Galli Ernesto contro l'Onu, o meglio contro l'enfasi del rimettere le decisioni all'Onu.  Il Galli sostiene che l'Onu conta poco, che tutto deve passare dal setaccio dei membri fissi del consiglio di sicurezza, che sono Cina, Francia, Inghilterra, Russia ed Usa. 
Al Galli piacerebbe che ce ne fossero due di meno, scommettiamo?
l'Onu è inoltre capace di partorire risoluzioni assai discutibili e "pazzotiche", così scrive il Galli. 
In cinque dizionari della lingua italiana e nel dizionario enciclopedico Treccani l'attributo "pazzotico" non l'abbiamo trovato; dobbiamo credere che il Galli non solo scriva (o detti, o faccia scrivere i suoi testi) in modo poco "eccellente", sì, non solo che sia disperatamente libero di farsi pagar bene per pensare e scrivere (...) quel che vuole, ma che inventi o peschi parole nuove.
L'attacco del Galli all'Onu (che ha i suoi difetti, ma è pur sempre un embrione di governo mondiale ed una sorta di parlamento), sta nel quadro dei pruriti neocolonialistici che diversi politici e pubblicisti si grattano in queste settimane di "Libbia". 
Più in generale il Galli ed alcuni suoi compari sionisti, o anti-antisionisti, hanno premura che non s'alzi dito (come appunto talvolta l'Onu alza) contro Israele. 

Etichette: , , ,

domenica 3 agosto 2014

Febbre mortale

La guerra civile in Libia è il risultato dello schiacciamento del regime di Gheddafi, voluto e realizzato dalle potenze europee, che ci hanno messo la musica: parole a cura di B.H.Levy, rappresentante d'Israele a Parigi. In effetti un Paese unito come la Libia era indigesto per Israele, invece l'accozzaglia di sciamannati guerriglieri tribali oggi impazzanti non è un pericolo, almeno militare, per il forte esercito d'Israele. 
Il governo dei "fratelli musulmani" in Egitto è stato velocemente rovesciato allo scopo di rimettere in sella una guida prona agli Usa (finanziatori dell'esercito) e di mano molle con Israele. 
In Siria il colpo ancora non è riuscito, ma certo la situazione di quel Paese non è tale da consentirgli di avversare con efficacia il piccolo grande Stato usurpatore in Palestina. 
Dove il colpo è riuscito, invece, è in Iraq, territorio dove nessuno conta più niente. Il "Califfato" vedremo cosa potrà fare, oltre alle stragi di sciiti. 
La stessa crisi di Hamas, a Gaza, potrebbe aver dato luogo alla moltiplicazione di forze pericolose per Israele sul terreno delle brutte sorprese, non su quello militare. Libano e Giordania non contano nulla. 
In Iran, come in Siria, il progetto distruttivo non è riuscito. Ancora.
La sicurezza d'Israele ha come costo una febbre mortale in tutta la regione - qui abbiamo tentato di descriverla in sintesi. Il cosiddetto occidente mantiene un alleato-padrone folle e criminale, mai sazio: Israele. 
I popoli pagano caro. 
Ne vedremo di tutti i colori. 
Tra una "giornata della memoria" e l'altra.

Etichette:

lunedì 21 marzo 2011

Libia diversissimamente sconvolta, rispetto a Tunisia ed Egitto: trattasi in Libia di guerra "civile" a scopo di smembramento, almeno tra Cirenaica (est) e Tripolitania (ovest), adesso lo capiamo, ed ammettiamo di essere in ritardo. Le potenze imperialistiche, con la scusa della "risoluzione" Onu (United Nations Organization), intervengono secondo gli usi: ammazzando e distruggendo, a favore dei frammentatori (come in Jugoslavia). Naturalmente con uno scopo di dominio sulle fonti energetiche o sui percorsi (pipelines) di petrolio o gas.

A proposito delle risoluzioni Onu: ve n'è una pila di quelle che non hanno avuto un seguito operativo.

Etichette: ,