giovedì 18 giugno 2015

Tutti derubano tutti, se possono, il commercio è furto legalizzato, paghi novanta quel che costa dieci, mentre i politici saliti dove si decidono le spese di pubblico interesse, ignari di ogni etica, raccattati, fanno a mezzo con imprenditori spregiudicati. Cedono potere decisionale in cambio di denaro. Vendono quello che hanno. A caro prezzo. Non è una prerogativa romana. A proposito: il sindaco Marino non è lì da una settimana, non può far finta di niente, quindi ora ha la possibilità di dimettersi come atto di rifiuto distintivo rispetto ai politici raccattati e privi di etica. 

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venerdì 5 dicembre 2014

Imprenditoria romana

Imprenditori particolarmente pugnaci, pubblici (amministratori, politici), e privati (affaristi), collaborano a Roma (e certo anche altrove) per sfruttare la spesa pubblica ai loro fini di arricchimento, che sono quelli imposti dal comando effettivo del denaro sulla vita. Ci spieghiamo meglio: la crescente trasformazione in merce di ogni "oggetto" dei bisogni delle persone trasforma queste ultime in famelici cacciatori di denaro - o in vittime di tale caccia. Ciò, e non altro, è il film di questi giorni, intitolato "Mafia Capitale". 

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