giovedì 31 gennaio 2008

La dittatura del libero mercato.

Gl'introiti dei dipendenti in Italia sono tra i più bassi d'Europa, leggo, lavori in nero a parte. Ma di tenere sotto controllo i prezzi, invece che di aumentare gli stipendi, non si parla mai? L'aumento degli stipendi provoca inflazione. I prezzi, non dei diamanti o delle settimane bianche, né delle Bentley, né delle diete, ma del pane, della verdura, del latte, del cibo quotidiano, dell'elettricità, dell'acqua, degli affitti e dei prezzi delle case, della vita di base, devono essere regolati. Come? Non lo so, c'è la prospettiva del mercato nero, certo, ma facciamo chiudere per una settimana i negozi dei ladri che vendono a prezzi da boutique generi comuni, e vediamo. Per realizzare ciò serve un governo centrale forte. La forza invece è tutta in mano alla ditta dura del libero mercato.

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lunedì 17 dicembre 2007

"Declino" e "depressione" in Italia.

Leggo e ascolto chiacchiere sull'immagine dell'Italia in Usa, in Inghilterra ecc.
Se il nostro paese è triste (e tristo) dipende dalla perdita continua di valori che non siano il profitto, anzi il denaro, poco o tanto non importa, e quindi dall'ignoranza.
Tramite i pareri angloamericani su di noi i nostri commentatori vogliono propagandare l'allargamento del comando sul lavoro e della privatizzazione, che ipocritamente sono definiti riforme. Dunque chi scrive di "declino" e "depressione" in Italia lavora per il loro incremento. E non vedo come la vita in USA possa essere presa a paragone per la nostra.
Noi abbiamo bisogno non di più mercato, ma di meno, abbiamo bisogno di meno privato e di più socialità. Di non essre consumatori, ma cittadini.

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