venerdì 13 gennaio 2017

Finanza e Lavoro

L'economista Furbini ha scritto nei giorni scorsi sulle pagine del primo quotidiano italiano che i crediti delle banche riguardanti erogazioni di mutui le cui rate non vengono pagate dai debitori devono essere riscossi con il mezzo del veloce pignoramento dei beni immobili in questione. Non è la prima volta che il Furbini si produce in simili prese di posizione radicalmente ostili ai più, in ciò paragonabile al professor Inchino, esperto di diritto del lavoro, sostenitore delle politiche di precarizzazione e subordinazione del lavoro al capitale.

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lunedì 29 dicembre 2014

Spirito d'equità

Già pidiessino, non sappiamo se ancora iscritto alla CGIL, passato a Scelta Civica dietro a Monti, oggi in scia dietro a Renzi, con la cattedra che fedele lo attende come una vecchia madre in qualche "scuola" di economia o di giurisprudenza, infatti un domani chissà - il tipo s'intende di diritto del lavoro, materia che spesso camuffa i servizi ai padroni, e comunque a chi ha il potere economico-politico, forniti da parte degli azzeccagarbugli nemici del popolo come lui, dai media denominati "giuslavoristi", dove gius non sta per giuseppe, ma per jus, che significa, in latino, diritto. Orbene, il tipo, sadico, sbraita, fumante ancora il mucchio d'escrementi detto "Jobs Act", di cui massimamente puzzano le nuove norme fatte per lasciare in mano ai padroni tutto il comando sul lavoro dipendente privato, che inclusi in tali norme devono essere anche i dipendenti pubblici. Per dio! Questo è spirito d'equità: tutti col cappio al collo a dir di sì, tra un licenziamento e l'altro.
A proposito: i dipendenti delle province, istanza amministrativa locale in via di scioglimento, giustamente temono per il loro futuro, con questo clima! Noi non sappiamo se le province sono "inutili", del resto di "utile" mica c'è tanto, non è vero? Ma sappiamo che i loro dipendenti devono mantenere lo stipendio,  e certo un ragioniere non deve essere mandato a fare il custode del Museo della Spingarda di Monculi (di sopra). Con tutto il rispetto per la spingarda.

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giovedì 9 ottobre 2014

Impasse

I sindacati italiani, CGIL in testa, non proclamano tanti scioperi generali quanti ne servirebbero per timore di fallire, non solo perché sono all'incirca "venduti" al sistema. D'altra parte le masse colpite dalla disoccupazione, dalla perdita di potere d'acquisto, dalla delusione, senza guida non saranno mai capaci di fare niente e, dato che i sindacati non partono, le masse stesse se ne allontanano sempre di più. Così l'impasse si allunga, e i padroni ridono. magari con i pochi denti che gli son restati in bocca, e il Grullo può dire in faccia alla Camusso che promette di "agire": ce ne faremo una ragione, che significa all'incirca chi se ne frega.

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