mercoledì 19 luglio 2017

Visioni di Tremonti

L'economista Tremonti, già ministro nei governi presieduti da Berlusconi, uomo colto e intelligente il cui valore si apprezza meglio oggi, dopo che i fatti lo hanno sganciato dal governare, la sera del 19 luglio durante la trasmissione "In onda" (La7) ha affermato che nell'Africa subsahariana ci sono "duecento milioni" di persone in procinto di passare in Europa (cioè in Italia), perché costoro sarebbero pressati da sud dalla presenza crescente dei cinesi, i quali, a quanto ne sappiamo, lavorano e fanno lavorare conquistandosi quelle posizioni di prestigio e potenza politico-economica che tanto spaventano gli "occidentali". Il ragionamento di Tremonti, sintetizzato dai tempi della trasmissione, manca di completezza. A noi pare che il lavoro messo in moto dai cinesi (leggi: imprenditoria cinese) dovrebbe attirare parte di quei "duecento milioni" di africani dei quali parla futurologicamente Tremonti. 

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venerdì 14 luglio 2017

Percentualismo

La sera del 14 luglio Emma Bonino ha parlato, senza alzare i toni, del fenomeno della migrazione durante una trasmissione che va in onda dopo le 20,30 su La7 in sostituzione della vetrina dei tacchi a spilllo di Lilli Gruber. Emma Bonino, che sembra consapevole della mutata dimensione del fenomeno, ha usato l'argomento percentualistico per affermare che non si è davanti ad una "invasione". Il percentualismo deriva da un metodo non disprezzabile di misurazione che però ha il noto limite illustrato una volta per tutte con l'immagine dei polli (tu ne mangi tre, io zero, percentualmente ne mangiamo uno e mezzo a testa). Emma Bonino è stata anni or sono ministro degli esteri, nel frattempo il flusso dei migranti è aumentato: tale aumento tende a spazzare via gli argomenti fin qui non rifiutabili in favore della accoglienza. Tutto è quindi da ridiscutere. Comunque sia, noi siamo tra coloro che interiormente portano il lutto in merito alla perdita rapida, troppo rapida, della identità dei luoghi dove sono nati, cresciuti e diventati vecchi. Tale disidentità crescente tende a farci sentire stranieri dove non avremmo mai pensato di sentirci. Si dirà che si tratta di "percezioni" e si proporranno numeri a mo' di calmanti. Non va bene, non va per niente bene.

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lunedì 11 aprile 2016

Crediamo che le masse in marcia da Africa e Asia dentro l'Europa occidentale costituiscano un fenomeno fatto di tanti colori, come una treccia di fili da cucito, meno ordinato però, anzi: intrigato. Gli Stati europei non sanno organizzarsi per gestire il fenomeno, ma questo dipende dal fatto che quegli Stati esistono ancora, ciò che non è del tutto deprecabile, se si guarda all'embrione di Europa unita che già c'è. Prepotente, invasiva e comandata dalla Germania. Il flusso degli affamati africani ed asiatici rinforza dunque la funzione dei singoli Stati europei e indebolisce la prospettiva dell'Europa unita; ciò non è affatto un male, eppure il flusso deve essere gestito per quello che è: una invasione pacifica. Noi vogliamo qui esprimere la nostra convinzione, che in forma di reazione emotiva ci visitò molti anni or sono quando alcune navi cariche di albanesi impazziti attraccarono ai porti italiani dell'Adriatico: è inaccettabile ogni tipo di invasione, ogni tipo di sconfinamento, ogni tipo di prepotenza.

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venerdì 8 aprile 2011

L'ultima morte collettiva (in ordine di tempo) avvenuta nel canale di Sicilia interroga tutti, noi che abitiamo in Europa e siamo abituati a contare i morti e feriti che ci riguardano da vicino con la massima precisione mentre non contiamo i morti e feriti che appartengono all'altro continente; e interroga i migranti, che contano sulla fortuna in modo indiscutibilmente eccessivo, o forse sono spinti da una forza migratoria che trascende il loro attaccamento alla vita, esponendoli a rischi pazzeschi. Ieri sul Manifesto una certa Anna Maria Rivera, commentando i fatti, ha usato, per indicare una delle cause dell'avventurismo cieco (queste com'è naturale sono parole nostre) di molti migranti, il concetto di "proibizionismo". Le leggi che regolano l'immigrazione in Eurpa di fatto la rendono quasi impossibile, quindi sono leggi "proibizionistiche". In effetti sappiamo che il proibizionismo in fatto di alcolici (Usa, novanta anni fa) e in fatto di altre sostanze "psicoattive", cioè le leggi che rendono quasi impossibile far uso di tali sostenze, genera (generano) disastri. La vita in Europa, nella metafora di Anna Maria Rivera, è la "sostanza psicoattiva" proibita e quindi assai desiderata, non importa che i rischi di morire per ottenerla siano alti, da migliaia di africani. Va bene, può darsi, allora è necessario "ridurre il danno", cambiare le leggi che regolano l'immigrazione, legalizzare i passaggi per mare rendendoli sicuri, e così via. Senza dimenticare però che i "drogati" devono essere considerati corresponsabili del "danno".

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