domenica 9 novembre 2014

Vendetta?

Un giovanotto ha sparso la voce di aver ucciso Osama Bin Laden. Costui faceva parte del gruppo di soldati Usa che entrarono nel rifugio di Bin Laden, anni or sono. Non è il primo che sostiene, mettendoci faccia nome e cognome, di aver ucciso il suddetto. 
Non abbiamo letto la pagina dedicata a questa notizia, perché la vita è breve, tutto qui, ma abbiamo colto da qualche parte in essa le parole seguenti: ora si teme una vendetta.
Quando Stati più o meno importanti organizzano uccisioni di loro nemici, "omicidi mirati" eccetera, quelle non sono vendette?

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venerdì 1 giugno 2012

Su un quotidiano nazionale abbiamo scorso un testo che narra dei visti che il presidente Usa appone alle liste di persone da uccidere ovunque nel mondo che i funzionari dei servizi segreti gli sottopongono spesso e volentieri: si tratta di nemici degli Usa che prima o poi verranno fatti fuori in modo mirato, e se la mira talvolta non è precisa, pazienza.
In altra pagina del quotidiano abbiamo scorso però un articolo dove si stigmatizza la tendenza che certi gruppi clandestini armati, in Italia, hanno: quella di indicare in certi personaggi più o meno noti altrettanti simboli del sistema che i gruppi clandestini armati intendono colpire, trascurando il fatto che tali personaggi sono persone che hanno una loro vita, parenti, figli, coniugi e così via.

Anche i cosiddetti nemici degli Usa sono persone che hanno una loro vita, parenti, figli, coniugi e così via, no?

Dice: vuoi paragonare il governo degli Usa con un piccolo gruppo di militanti clandestini armati?

Sì, perché i morti sono tutti uguali. Come i vivi.

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