venerdì 14 settembre 2012

Monti ha in questi giorni menzionato lo statuto dei lavoratori riconoscendone le motivazioni di natura sociale ed insieme proponendo l'ipotesi - "da professore" - che i vantaggi conquistati dai lavoratori abbiano tuttavia frenato la creazione di nuovi posti di lavoro da parte di imprenditori atterriti, diciamo noi, dalla prospettiva di non licenziabilità degli assunti.
Monti dal suo punto di vista di colto dirigente che milita da sempre dalla parte del capitalismo, ha ragione. Ogni conquista della classe lavoratrice - come lo statuto dei lavoratori di cui v. l'articolo 18, recentemente eroso e vanificato proprio dal governo Monti - è un colpo inferto ai capitalisti, i quali, attraverso il personale politico che li rappresenta, mirano a riconquistare il comando sul lavoro.
Il comando sul lavoro: più cresce e più aumenta l'accumulo di plus valore da parte dei capitalisti.
Monti è un "marxista", contrariamente a coloro che male si oppongono al suo governo. In questione è la lotta tra le classi.

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sabato 25 febbraio 2012

In fatto di "articolo 18" i rappresentanti dei capitalisti al governo (as usual) esercitano la loro missione, che consiste nell'accrescimento del comando del capitalista sul lavoratore suo dipendente, allo scopo di ricavarne il maggior plus valore possibile, cioè: pagarlo poco, il meno che si può in un dato paese. In Serbia un metalmeccanico è pagato un quarto rispetto ad un metalmeccanico italiano.
Il licenziamento libero è uno strumento ricattatorio nel segno del comando del capitalista sul lavoratore suo dipendente.

A non esercitare bene il loro compito sono i sindacati, i quali, invece di passare mezze o intere giornate a parlare con Madame Fornero e compagni, dovrebbero dichiarare scioperi generali uno per settimana.
I partiti di sinistra, messi fuori dal parlamento a cura di Veltroni, non hanno forza.
Alcuni sfruttati s'immolano più o meno narcisisticamente, lasciati soli dalle loro organizzazioni, vendute o inesistenti, arrampicandosi in luoghi alti e gelidi, nuocendo alla loro salute anche con scioperi stupidi della fame, e catturano l'attenzione - qualche decina di secondi - sui tg: invece dovrebbero scendere a terra e combattere contro il capitalismo che li spreme prima di buttarli via.
Ma, molti di loro, sono stati rincretiniti dal consumismo e sono diventati piccolo borghesi.

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