lunedì 14 febbraio 2011

... intanto bisogna chiarire che l'Italia è un bordello, affermare che non lo è fa solo tenerezza. Che lo abbia scritto Dante (1265-1321) dà alla definizione radici profonde. Di seguito è necessario esprimere della perplessità circa le manifestazioni contro il cosiddetto bordello berlusconiano ("apartitiche") svoltesi ieri 13 febbraio con maggioritaria partecipazione "delle donne". Trattasi di sessismo.

Politicamente non è interessante essere donna o uomo, bianco o nero, vecchio o giovane, turco italiano o norvegese: conta dove sei piazzato, se tra i mangiatori di uomini o tra i mangiati.

(27 febbraio) ieri sul Manifesto un articolo su "donne" e "nazione": a un tratto leggo che le donne "formano un tutto unico"....

quotidiano comunista?

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giovedì 7 ottobre 2010

Adriano Sofri, di cui si potrebbe dire che aspiri non alla grazia da parte del presidente della repubblica, ma alla santità, ha scritto recentemente sulle mutilazioni genitali riconoscendo, è già qualcosa, che esse riguardano anche i bambini, non solo le bambine. Della circoncisione, la quale viene praticata all'interno delle comunità ebraiche anche nel nostro paese, tra l'altro da personale non medico e in ambienti non adatti, e nel vasto mondo da altri gruppi etnici, non si parla, di solito, come se non fosse una mutilazione tagliare il prepuzio e lasciare il glande scoperto, ciò che ne diminuisce la sensibilità. Si tratta di una mutilazione meno grave di quelle riservate alle bambine, certo. Non se ne parla per la semplice ragione che la circoncisione riguarda gli ebrei, i quali sono divenuti intoccabili, dopo Auschwitz, alla rovescia...sacri...
Sofri ha scritto anche sui numerosi assassinii di donne commessi da uomini, pochi giorni fa, in un contesto mediatico segnato dalla semplificazione (sessista) "crimini contro le donne", come se i crimini contro gli uomini contassero meno.
Pare sicuro che l'omicidio sia praticato più dagli uomini che non dalle donne, ma i morti sono ben distribuiti, e probabilmente sono uccisi più uomini che non donne, dappertutto. Dunque: il problema sta nella violenza omicida (tendenzialmente maschile), non nella morte violenta di tante donne. E' una discriminazione sessistica  che ha la funzione di obnubilare le distinzioni serie: quelle di classe.

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