martedì 12 gennaio 2016

Inferno

L'orribile massacro di Istanbul ieri commesso da un uomo-bomba ai danni di turisti europei (tedeschi) potrebbe richiamare l'attenzione dei governi europei sulla necessità elementare di cambiare politica nei confronti delle regioni dolenti di Africa e Asia Minore. Dovrebbe, se tali governi avessero a cuore la vita dei loro cittadini. Siamo nell'inferno, non soltanto lo abbiamo portato in Africa e in Asia Minore, ci siamo dentro. Vedi Parigi, e tutti i casi precedenti, gravi o meno gravi. Tuttavia ciò non conta, per i governi europei, che anzi approfittano dei rischi interni di attentati per ingabbiare ancor di più i cittadini nella rete del controllo, in nome della sicurezza. Mentre, come la Francia, continuano a bombardare in Libia.

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venerdì 25 marzo 2011

In prima di Repubblica ieri foto su un attentato che a Gerusalemme ha ucciso una donna e ferito diverse persone, attribuito a mani palestinesi. Niente foto di prima invece sui morti causati da un bombardamento israeliano a Gaza, giorni prima. I morti non sono tutti uguali, lo sappiamo bene, ma vale ribadirlo.
Porci!
Le morti provocate dai bombardamenti francesi, inglesi ed italiani sulla Libia, valgono meno delle morti provocate dalla guerra "civile" in atto nel Paese, tra tribù avverse, tra regioni avverse e così via. Valgono meno, secondo Adriano Sofri, come ricaviamo dalla lettura di un suo articolo di ieri su Repubblica, anche delle morti probabili, ipotetiche, che stavano per essere provocate dalle truppe governative, secondo le minacce di Gheddafi, nella città di Bengasi, capitale dell'insurrezione.

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