martedì 3 gennaio 2017

Alla salute!

La strage di Istanbul, zona occidentale, Besiktas, non significa tanto che i cosiddetti terroristi islamici intendono impedire ai "crociati" ed ai loro alleati di "divertirsi", di riunirsi, di ballonzolare e sbevazzare; no, significa molto semplicemente che i cosiddetti terroristi islamici intendono ammazzare coloro che essi ritengono nemici, così come i loro nemici ammazzano, magari in veste di impiegati dello Stato volanti su aerei bombardieri, le popolazioni della Siria, dove russi e turchi sono alleati. Siamo al tentativo di replicare al dente con il dente, all'occhio con l'occhio. Migliora la salute dell'ingiustizia, dell'infamia, della morte.

N.B. In un contenitore di pandoro, vuoto, abbiamo oggi trovato una copia del giornale clandestino di opposizione Corriere della sera, in prima uno scritto del perseguitato politico Angelo Panebianco - dove? Dentro la stazione ferroviaria di Q., a sinistra entrando nell'atrio, su una panca. Il Panebianco ha scritto contro coloro che, secondo lui, negano che la religione sia in questione nei suddetti fattacci che si ripetono - "è religione, è religione", ripete. "E' l'Islam, è l'Islam", sottintende. 

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martedì 12 gennaio 2016

Inferno

L'orribile massacro di Istanbul ieri commesso da un uomo-bomba ai danni di turisti europei (tedeschi) potrebbe richiamare l'attenzione dei governi europei sulla necessità elementare di cambiare politica nei confronti delle regioni dolenti di Africa e Asia Minore. Dovrebbe, se tali governi avessero a cuore la vita dei loro cittadini. Siamo nell'inferno, non soltanto lo abbiamo portato in Africa e in Asia Minore, ci siamo dentro. Vedi Parigi, e tutti i casi precedenti, gravi o meno gravi. Tuttavia ciò non conta, per i governi europei, che anzi approfittano dei rischi interni di attentati per ingabbiare ancor di più i cittadini nella rete del controllo, in nome della sicurezza. Mentre, come la Francia, continuano a bombardare in Libia.

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