domenica 11 gennaio 2015

Muraglia di conformismo

In questi giorni abbiamo seguito Rai news 24, tg Rai3, tg La7, Il Corriere. Ebbene, non  abbiamo individuato, nella muraglia di conformismo eretta da tali media attorno ai fattacci francesi, che un mattoncino appena appena fuori posto, quello portato da Massimo Cacciari, un conoscitore della filosofia e della sua storia alquanto rinomato e che non ci è antipatico; il quale, chiarita l'importanza pubblica della "libertà di espressione", ha osservato che in un Paese come la Francia, dove la componente islamica è così forte, chi fa satira dovrebbe privatamente tenere responsabile conto delle sensibilità che può ferire. 

Del resto anche sul Corriere leggiamo, è vero, con interesse e qualche onesto divertimento, l'editoriale di Sergio Romano, un conoscitore della politica internazionale degli ultimi centocinquanta anni almeno che stimiamo molto per la sua indipendenza. Si tratta d'un avversario, certo, ma avversario non significa verme. Sergio Romano sostiene che, allo scopo di battere i malvagi estremisti islamici di cui i più pugnaci sono quelli dell'Isis, "noi" dovremmo poterci alleare anche con il "diavolo", così come ai suoi tempi Churchill si alleò con Stalin allo scopo di sconfiggere Hitler. All'incirca. Chiediamo venia di questa semplificazione brutale. Sergio Romano menziona alcuni "diavoli", per esempio i capi dei governi di Siria ed Iran, con cui "lavorare" ai danni di Isis e compagni, e, nella sua argomentazione, tralascia assolutamente di toccare il ruolo che, invece, Israele ha e potrebbe avere nell'intero guazzabuglio che ci affligge tutti. Proprio non lo considera, Israele. Sbaglia, naturalmente, ma forse in questo "errore" si nasconde la sua "provocazione". Che ci piace. Perché un'alleanza contro gli estremisti islamici che comprenda Siria e Iran è costitutivamente antitetica ad Israele.


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sabato 20 aprile 2013

In merito alle esplosioni di pentole a pressione trasformate (a quanto pare da due giovani di nazionalità Usa originari della Cecenia) in ordigni sparanti materiali metallici atti a far male (pensa te), che hanno salutato il termine di una corsa podistica nella città statunitense di Boston causando alcuni morti e molti feriti, il presidente locale avrebbe affermato che coloro che usano bombe contro i civili sono "terroristi". Ne consegue che il presidente locale, se ha detto quanto abbiamo riassunto, considera "terrorismo" gran parte delle attività militari che le truppe del suo paese svolgono in numerose parti del pianeta con l'assistenza di alleati subordinati - uccidendo centinaia e migliaia di civili da tempo immemorabile. Cogliamo l'occasione per ricordare che il termine "terrorismo" connesso all'uso di bombe sganciate dal cielo sui civili fu reso celebere verso la fine della seconda guerra mondiale (1939-1945) dal primo ministro britannico Winston Churchill. Difatti le popolazioni di Germania, Giappone e Italia rimasero terrorizzate. Logicamente molti altri paesi usano ed usarono bombardare civili senza sentire il bisogno di coniare formule impudenti come quella di "terrorismo": oggi Israele e Russia contro i loro "sudditi" riottosi; ieri Germania e Giappone nei continenti che intendevano assoggettare. L'Italia in Etiopia e durante la guerra di Spagna (seconda metà anni trenta). In Siria oggi. In effetti dal secolo scorso le guerre hanno avuto la tendenza crescente a coinvolgere i civili in battaglia, più di quanto era avvenuto prima. Tornando ai due giovani che a quanto pare hanno fatto esplodere le pentole a pressione in quel di Boston, non serve dire che hanno agito male, è ovvio; meno ovvio è tuttavia ricordare che non mancavano di modelli che essi hanno imitato a modo loro. 

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