martedì 27 gennaio 2015

Ottimo risultato del Partito Comunista Greco

Ottimo risultato del Partito Comunista in Grecia - logicamente è ignorato dai media. Il partito che combatte contro il capitalismo e contro l'imperialismo dal lontano 1918 ha ottenuto, in elezioni alquanto drammatizzate dai media - che aborrono il "minimo sindacale" di giustizia sociale calpestato in Grecia ad opera del capitalismo europeo - un guadagno in termini di seggi e quindi un aumento possibile di influenza. Questo ci rallegra, ebbene sì, anche perché dimostra che quanti cianciano della fine del comunismo scambiano per la realtà i loro desideri. 

P.S.Gli amici del PMLI (Partito Marxista Leninista Italiano) scrivono che il KKE è revisionista, intendendo con ciò, ricordiamo agli ignari, la tendenza di molti partiti comunisti, cominciando da quello sovietico ai tempi di Kruscev, a rinnegare Stalin (Josip Vissarionovic Dugasvili) e il cosiddetto stalinismo. Ci documenteremo, intanto citiamo Ivan Della Mea:
"dar etichette è sempre da coglioni,
chi ci guadagna poi sono i padroni"

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domenica 11 gennaio 2015

Muraglia di conformismo

In questi giorni abbiamo seguito Rai news 24, tg Rai3, tg La7, Il Corriere. Ebbene, non  abbiamo individuato, nella muraglia di conformismo eretta da tali media attorno ai fattacci francesi, che un mattoncino appena appena fuori posto, quello portato da Massimo Cacciari, un conoscitore della filosofia e della sua storia alquanto rinomato e che non ci è antipatico; il quale, chiarita l'importanza pubblica della "libertà di espressione", ha osservato che in un Paese come la Francia, dove la componente islamica è così forte, chi fa satira dovrebbe privatamente tenere responsabile conto delle sensibilità che può ferire. 

Del resto anche sul Corriere leggiamo, è vero, con interesse e qualche onesto divertimento, l'editoriale di Sergio Romano, un conoscitore della politica internazionale degli ultimi centocinquanta anni almeno che stimiamo molto per la sua indipendenza. Si tratta d'un avversario, certo, ma avversario non significa verme. Sergio Romano sostiene che, allo scopo di battere i malvagi estremisti islamici di cui i più pugnaci sono quelli dell'Isis, "noi" dovremmo poterci alleare anche con il "diavolo", così come ai suoi tempi Churchill si alleò con Stalin allo scopo di sconfiggere Hitler. All'incirca. Chiediamo venia di questa semplificazione brutale. Sergio Romano menziona alcuni "diavoli", per esempio i capi dei governi di Siria ed Iran, con cui "lavorare" ai danni di Isis e compagni, e, nella sua argomentazione, tralascia assolutamente di toccare il ruolo che, invece, Israele ha e potrebbe avere nell'intero guazzabuglio che ci affligge tutti. Proprio non lo considera, Israele. Sbaglia, naturalmente, ma forse in questo "errore" si nasconde la sua "provocazione". Che ci piace. Perché un'alleanza contro gli estremisti islamici che comprenda Siria e Iran è costitutivamente antitetica ad Israele.


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sabato 22 marzo 2014

Josip

Lo so! 
Cosa? 
Ti conosco, lo so che tu hai goduto, e di recente! 
Ma cosa stai dicendo? 
Parlo della Crimea, non far finta di nulla, della Crimea... 
Mmmmm.... 
Tu hai goduto sfacciatanmente quando hai visto in tv le bandiere rosse con su la falce e martello, dillo, abbi il coraggio! 
E ancor di più ho goduto quando ne ho vista una con su il ritratto di Giuseppe! 
Giuseppe? 
Josip Vissarionovic Dugasvili... Stalin, cocca, Stalin! 
Stalin? 
Stalin, "terrore dei fascisti e dei falsi comunisti"...

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