martedì 13 gennaio 2015

Cofferati

Alle primarie del PD in Liguria Sergio Cofferati, già segretario della CGIL, già sindaco di Bologna, oggi parlamentare europeo PD ed oppositore della linea di maggioranza in quel partito, è stato piuttosto nettamente battuto dalla candidata "renziana", una piacente giovane signora di cui noi non avevamo mai sentito parlare. Orbene, Cofferati, che in una certa fase (2002) sembrò poter capeggiare un movimento di sinistra alquanto massiccio e popolare, ma che invece non capeggiò alcunché accettando invece di fare il sindaco a Bologna, ha segnalato che la sua sconfitta attuale dipenderebbe dalla partecipazione al voto di numerosi ignari prezzolati stranieri convogliati ai seggi e di altrettanto numerosi elettori di "centro-destra". Evidentemente le primarie in Liguria sono state del genere "aperto" a tutti, genere che noi preferiamo definire vespasiano e che comunque rappresenta bene l'abisso in cui molti dirigenti del Pd si muovono lieti. 
Cogliamo l'occasione per ribadire che siamo contrari alle primarie aperte ai non iscritti al partito che le organizzi. Il fatto è che un partito come il PD oramai ha pochissimi iscritti, il che, a fronte del suo discreto successo elettorale, significa che il PD è una sigla che indica un cartello elettorale su cui convergono per le più varie ragioni gli elettori, i quali ultimi partecipano all'incirca uno su due alle votazioni.
Ci dispiace che Cofferati, un uomo non privo di qualità, sia incappato in questo inghippo.  

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giovedì 17 settembre 2009

Deserto.

Il nostro paese, come la stragrande maggioranza dei paesi del mondo, è afflitto dalla dittatura del capitalismo (ditta dura del libero mercato), e fa parte del fronte imperislista, questo conta. Tuttavia il nostro paese è particolarmente malato anche di una forma subdola di impostura mediatica che continua a crescere. La guida di questo processo del far accettare come vera ai cittadini , per mezzo della moltiplicazione ed iterazione delle menzogne, una realtà che non esiste, in ogni settore, è in mano al presidente del consiglio. Il quale ha raggiunto questo alto livello di concentrazione di potere mediatico grazie alla complicità e alla debolezza delle forze politiche che avrebbero dovuto opporglisi, anche mobilitando, quando ancora era possibile, i cittadini svegli.

L'ultima occasione, qualcuno se ne ricorderà, fu il movimento di milioni di cittadini interessati a ciò che sembrava una nuova guida, un ex sindacalista CGIL di cui ora non ricordo neppure il nome, sarà l'età: Cofferati, Sergio Cofferati, sì. Sappiamo com'è finita, e com'è finito lui, che del resto era sempre stato un moderato.

Adesso tutto è da ricostruire, perché il capitalismo e i suoi servi, con il giro di vite aggiuntivo dell'impostura mediatica berlusconiana, hanno fatto il deserto.

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