giovedì 1 dicembre 2016

Pannoloni

Sulla solita panchina sita nell'atrio della stazione ferroviaria di Q. abbiamo trovato, nascosto dentro una busta di pannoloni vuota, un articolo scritto dal noto oppositore politico perseguitato dal regime, A.Panebianco, ed abbiamo compreso che stavolta quel prode si occupava delle conseguenze della morte di Fidel Castro in termini di espressione, da parte di molti, di opinioni in merito alla rivoluzione cubana ed agli effetti del socialismo sulla vita degli isolani. Ciò ci ha indotto a infilare di nuovo l'articolo, stampato dal foglio clandestino Corriere della sera, nella busta. Senza leggerlo. Ci siamo chiesti: buttarlo in uno dei bidoni per i rifiuti di cui la stazione di Q. non abbonda, o lasciarlo sulla panchina?
Lo abbiamo lasciato sulla panchina, perché non è giusto privare il pubblico, per lo più ignaro, di un sicuro spasso.

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sabato 26 novembre 2016

La rivoluzione non è la festa della fett'unta

Dopo una lunga malattia è morto Fidel Castro, a quanto ne sappiamo si trattava dell'ultimo grande animatore del socialismo, ragione per cui la sua morte, all'incirca naturale, rispecchia la morte del socialismo, che in realtà non è tanto morto di malattia, ma è morto a causa della sconfitta da esso subita da parte dell'avversario, che è il capitalismo - ed insieme l'imperialismo, che del capitalismo è l'emanazione internazionale. Il socialismo, a Cuba ed altrove, è stato coraggioso e duro, non soltanto giusto, e profondamente. La sua durezza, la durezza della rivoluzione, dipende, dipendeva, dipese, dal fatto che non era in questione "un pranzo di gala", come disse un altro grande animatore del socialismo, Mao Tse Tung, né la Festa della Fett'unta, diciamo noi.

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domenica 20 marzo 2016

Cubba

La fine dell'embargo che danneggia da decenni Cuba non è ancora avvenuta e dovrà essere votata là dove Obama non ha la maggioranza, ragione per cui la visita a Cuba del presidente Usa in uscita, che tanto fiato fa sprecare in giro, ha valore platonico. L'embargo vendicativo della superpotenza ha contribuito a strangolare il progetto socialista cubano. E' già un  miracolo che qualche straccio di socialismo sopravviva. Non ci facciano illusioni: entro dieci anni Cuba sarà di nuovo il parco divertimenti che era fino agli anni cinquanta del secolo scorso, puttane, casinò, pardon: libertà e mercato. 

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mercoledì 20 febbraio 2008

Fidel Castro e il socialismo.

A Cuba la produzione di giustizia sociale (anticapitalistica) ha comportato perdite in termini di libertà, è ovvio. La dittatura della borghesia è così forte e ingannatrice, che per combatterla serve una dittatura, quella del proletariato, ancora più forte. Del resto la libertà dal bisogno materiale è quella fondamentale, ed è ciò che persegue il socialismo. Ringraziamo Fidel Castro per tutto quello che ha fatto. Che sia stato alla direzione della rivoluzione per sessanta anni non può scandalizzare che gli ipocriti sostenitori della dittatura della borghesia (la ditta dura del libero mercato), che inganna le masse sostituendo le facce dei governanti, ma solo le facce, mentre la sostanza, il capitalismo, resta immutata.

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