domenica 10 aprile 2016

Ci aspettiamo che il governo italiano rompa le relazioni diplomatiche con se stesso, con i suoi segreti di Stato, denudandoli, dopo che le ha rotte con il governo egiziano - perché ritiene di essere da quel governo preso in giro per quanto riguarda l'indagine sulla morte di Giulio Regeni. Il governo italiano deve "rompere le relazioni diplomatiche con se stesso" perché una quantità assai consistente di morti ammazzati di Stato in gruppo o singoli, in Italia, nei decenni non ha trovato decente spiegazione, ciò che significa che quei morti non sono stati ben sepolti e ritornano. Per esempio nella forma di intransigenza con l'Egitto. 

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lunedì 15 febbraio 2016

In effetti calano le probabilità che la morte di Regeni, lo studioso italiano ucciso in Egitto, non abbia cause politico-poliziesche. La nostra impressione espressa nel post precedente, che i sospetti dei media italiani fossero e siano di natura islamofobica, rimane forte, ma dobbiamo al defunto la presente precisazione.

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lunedì 8 febbraio 2016

Islamofobia

Il governo installatosi in Egitto è una dittatura militare che eliminò gli eletti dal popolo, i cosiddetti Fratelli musulmani, con un golpe approvato dagli Usa, desiderosi di non perdere un "alleato" finanziato profumatamente da loro stessi ed altrimenti pericoloso per Israele. Ciononostante la morte del giovane studioso italiano Giulio Regeni, certo non definibile persona "pericolosa" solo perché si occupava di rapporti sindacali in loco come dottorando di una università britannica, avvenuta in modo misteriosamente violento in Egitto, non può essere attribuita alle autorità egiziane, magari segrete,  in mancanza di prove. Il giovane è stato picchiato, forse torturato, ucciso ed infine abbandonato mezzo nudo lungo una strada extraurbana - perché e da chi non lo sappiamo. L'islamofobia rende ciechi e scemi i media. E naturalmente nessuno nota che in un Paese vicino all'Egitto coloro che sono ritenuti pericolosi per lo Stato vengono fatti fuori con la massima disinvoltura, talvolta tirando giù un intero fabbricato per colpire il cattivo di turno.

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