giovedì 10 marzo 2016

Il presidente Usa ha criticato Francia e Gran Bretagna per la distruzione della Libia (2011), cui per altro parteciparono anche gli Usa. Ha inoltre rivendicato il non bombardamento Usa della Siria (2013). Il dinoccolato giovanotto, che tanti cuori fece palpitare ai suoi inizi e che ora si trova sulla porta in procinto di uscire di scena per entrare nel magico mondo delle conferenze pagate centinaia di migliaia di dollari l'una, si è dimenticato di dire qualche altra cosetta: per esempio che in Egitto il suo Paese ha favorito un colpo di Stato allo scopo di confermare i militari da sempre al potere, e che la causa prima dello stato di malattia inguaribile che tormenta l'intera zona è Israele.
Comunque: in seno all'Avversario si agitano serpenti. Bene.

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lunedì 8 febbraio 2016

Islamofobia

Il governo installatosi in Egitto è una dittatura militare che eliminò gli eletti dal popolo, i cosiddetti Fratelli musulmani, con un golpe approvato dagli Usa, desiderosi di non perdere un "alleato" finanziato profumatamente da loro stessi ed altrimenti pericoloso per Israele. Ciononostante la morte del giovane studioso italiano Giulio Regeni, certo non definibile persona "pericolosa" solo perché si occupava di rapporti sindacali in loco come dottorando di una università britannica, avvenuta in modo misteriosamente violento in Egitto, non può essere attribuita alle autorità egiziane, magari segrete,  in mancanza di prove. Il giovane è stato picchiato, forse torturato, ucciso ed infine abbandonato mezzo nudo lungo una strada extraurbana - perché e da chi non lo sappiamo. L'islamofobia rende ciechi e scemi i media. E naturalmente nessuno nota che in un Paese vicino all'Egitto coloro che sono ritenuti pericolosi per lo Stato vengono fatti fuori con la massima disinvoltura, talvolta tirando giù un intero fabbricato per colpire il cattivo di turno.

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sabato 29 gennaio 2011

il Nord Africa si muove, scorgiamo egizie bandiere rosse con su la falce e martello, che bello, non glielo hanno detto che si segnalano, ste falci e martello, come segni "sinistri" da stigmatizzare? O forse glielo hanno detto, ma fa lo stesso, del resto come in Italia, dove si scrive "padroni", "servi", e si usa la sigla maledetta dai padroni e dai servi, appunto, e pure la stella rossa. Che non finisca mai, finché non finisce la rapina.

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lunedì 14 dicembre 2009

Barare in nome dell'equidistanza.

Ex Stampa, adesso passato al CDS, vicedirettore ai tempi di Mieli, ora non saprei, me ne fotto, formidabile finto moderato, in realtà estremista di centro - scava scava e si trova sempre a risbucare a destra, in nome dell'oggettività, dell'equilibrio - difensore delle cause in cui subodora l'ingiustizia, voi lo trovate a fianco dei deboli e degli oppressi: gente come Berlusconi, popoli come gl'israeliani.
Questo tizio, cui devono aver fatto vedere i sorci verdi da bambino, risentito frustrato com'è, giorni fa sul corrierone, anima e zampa liscia al padrone, ha rilasciato un pezzo contro chi non s'indigna per il "muro" che il governo egiziano sta realizzando, pare, anche sottoterra, al confine con la cosiddetta striscia di Gaza, contro il contrabbando di armi, si capisce: il governo egiziano sta dalla parte dell'imperialismo; e contro chi invece s'indigna contro l'altro muro che il governo israeliano ha, senza dubbio, fatto erigere per proteggersi contro infiltrazioni nei "suoi" territori da parte dei palestinesi.
Poi leggi il giornale, lo stesso numero del CDS, e vedi (uno) che la notizia è fresca, nuova, insomma: chi lo sapeva di questo muro egiziano? E vedi (due) che non è neppure sicura.
Senza contare che, mentre il governo egiziano ha il diritto di erigere tutti i muri, antipatici o meno, sui suoi confini, il governo israeliano non ha nessun diritto di trasformare in muro confini territoriali che sono assolutamente abusivi e che reggono soltanto grazie alla protezione in soldi e in armi del governo Usa.
Questo si chiama barare.


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