sabato 1 luglio 2017

Sotto il tavolo

Lilli Gruber e Paolo Mieli hanno giorni fa ospitato un giovane esponente del M5S, Di Battista, nella vetrina dei tacchi a spillo che ogni sera va in onda su La7, da anni. (E', tale vetrina, in realtà una trasmissione di argomento politico durante la quale la regia fa inquadrare non solo i parlanti, ma anche la parte sottostante del rotondo tavolo cui essi siedono. Ignoriamo quale sia il numero di trasmissioni con la caratteristica ora descritta). Comunque sia, il Mieli e la Gruber hanno fatto una specie di materpaternale al giovane Di Battista, un tipo piuttosto fantozziano che apostrofa gl'interlocutori con il titolo accademico ("Dottoressa Gruber", "Dottor Mieli") e che forse è anche un po' coglioncello, come tutti i membri noti del M5S, gente semplice dalle idee chiare e forti, soprattutto poche. 
(Attenzione: costoro, a partire dal capo, hanno sostanzialmente ragione, dal celebre "vaffanculo" di anni fa in giù - o in su). 
Le due autonominate figure genitoriali l'altra sera hanno fatto notare al giovane sempliciotto 1) che altra cosa è governare, altra è stare all'opposizione, indicando come esempio della loro acuta raccomandazione il celebrato caso di Virginia Raggi eccetera. 
La padrona di casa ha 2) sottolineato, a proposito di un affare di governo piuttosto decisivo,  che chi, come i cosiddetti grillini o come i leghisti o i cosiddetti fratelli d'Italia, parla di invasione di migranti in Italia, ebbene, esagera. Non sarebbe un'invasione, semmai è un'invasione cosiddetta, pareva indicasse la Gruber al Di Battista. 
3) Ma poi perché, ha chiesto la dottoressa dai tacchi a spillo, Gentiloni, Renzi e compagni dovrebbero voler lasciare invadere l'Italia creandosi tanti problemi?
E' una domanda interessante, ma difficile. Proviamo noi a rispondere.
Chi sta dalla parte dell'invasione, con o senza virgolette, chi la difende (non chi la descrive come un qualcosa di ineluttabile) è secondo noi animato da un'ideologia oramai consolidata che è il vero oggetto da studiare, da analizzare, da cogliere in tutte le sue manifestazioni. Poco ha di politico, molto ha di etico. E' un'ideologia derivante dalle due religioni monoteistiche (il giudaismo e il cristianesimo) che, dopo essersi guardate in cagnesco per secoli, da una settantina di anni almeno hanno deciso di convolare a pubbliche nozze che hanno poi prodotto idee ed opinioni di grande interesse, sì, ma obbliganti. 
Tale ideologia, cui ovviamente è difficile prendere le misure, Vangelo, testi di Paolo di Tarso, Bibbia, Talmud, si articola, se non bene, benino con il capitalismo e l'imperialismo: in quale punto? In quello della coltivazione e fioritura dei "diritti umani", i quali son la vernice che uniforma il tutto.

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martedì 23 maggio 2017

Sempre le stesse cose

Nella vetrina dei tacchi a spillo di Lilli Gruber la sera del 23 maggio 2017 si è parlato della orrenda strage avvenuta a Manchester il giorno precedente in occasione di un "concerto" di una cantante adolescenziale. Era davanti alla padrona di casa, diciamo, Casini in persona, fantasmaticamente assistevano Severgnini e Travaglio. Solo Casini ha accennato al contesto politico internazionale, per il resto si è parlato di "sicurezza" e di "società aperta". Il fantasma di Severgnini ha affermato che in Corea del nord l'attentato non avrebbe avuto luogo. Buona questa.
Casini ha pure menzionato Israele e le "misure di sicurezza" colà efficaci come risposta alla nota turbolenza interna a quel grazioso Paese. In effetti Israele esporta know how  inerente la materia in ogni dove, facendoselo pagare.
Tutti e quattro hanno omesso l'ovvia considerazione che noi andiamo facendo da anni e che ora ripetiamo: il crimine politico sta sempre in rapporto alla quantità di ingiustizia ed infamia politica che è stata prodotta - non importa che abbia scopi diversi, evidenti oppure oscuri, e che agisca con crudeltà impensabile. Per combattere il crimine politico è necessario spegnere l'ingiustizia e l'infamia. Ciò non si fa perché ingiustizia ed infamia non sono dagli Stati che ne sono responsabili riconosciute come tali, ma sono invece ammantate ideologicamente (v. la cazzata alla Popper della "società aperta") ed agli Stati convengono in rapporto al sistema sociopolitico che servono.

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mercoledì 6 aprile 2016

Tacchi a spillo

Ieri sera i tacchi a spillo erano due paia, dalla Gruber, infatti oltre alla solita vecchia si vedeva una giovane bruna, presumibilmente alta, mora, fortina di naso, segno di carattere, forse romana, candidata a sindaco di Roma dal M5S. Testimone era un giornalista del Corriere di cui ora non ricordiamo il nome, del resto non sappiamo neppure quello della bella mora: lui, il testimone, ieri pareva meno silenzioso del solito, forse galvanizzato dalla novità dell'ospite, forse pavlovianamente impegnato ad azzannare chi, come la mora, si pone un poco fuori dall'area "moderata". Di cosa si parlava? 

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martedì 22 marzo 2016

Si paga in morti

Nella vetrina dei tacchi a spillo la cui tenutaria è Lilli Gruber stasera erano ospiti l'espertologo Caracciolo e una femmina in effigie, da Bruxelles, luogo della strage di oggi. Assisteva nella vetrina Mieli, divulgatore di storia, giornalista eccetera, una mente che il mondo c'invidia. Costui serafico ha segnalato che l'andazzo degli attentati in Europa dovrebbe far sì che da queste parti ci si attrezzi a farci l'abitudine, ha detto, come accade in Israele. Bel colpo, da intenditore! E' proprio così, l'Europa è una grossa Israele che come la piccola è colpevole di ingiustizia ai danni degli arabi e dei musulmani tutti. Ingiustizia che si paga in morti.

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