mercoledì 2 ottobre 2013

Iva

L'aumento dell'Iva su alcune merci di un punto percentuale, che in teoria significherebbe far pagare solo qualcosina in più agli acquirenti, in pratica comporterà da parte di molti commercianti un "arrotondamento", quindi un qualcosona in più. Invece, visto che in questi ultimi undici anni di euro i facitori di prezzi hanno rubato a man bassa, per cui si paga un caffè circa 2 mila lire, o un chilo di fichi poco meno di 8 mila lire, o un'auto di cartone circa 20 milioni di lire, sono esempi della ruberia che le sanguisughe hanno realizzato in questi anni di euro, visto che le cose sono arrivate a questo punto è doveroso che i facitori di prezzi si facciano carico dell'aumento, rinunciando a qualcosina del tesoro accumulato. 

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giovedì 13 giugno 2013

A quanto pare i commercianti si stracciano le vesti a causa dell'aumento del costo degli affitti dei negozi, talvolta folle, e per il prossimo aumento dell'Iva...Mai uno che ammetta che il calo delle vendite dipende dall'altezza raggiunta dai prezzi delle merci, di tutte le merci, di tutti i servizi...I prezzi devono scendere, Iva o non Iva, se quest'imposta cresce dell'uno per cento semplicemente i commercianti devono neutralizzarne l'aumento non scaricandolo sui prezzi al pubblico, invece di arrotondare in su, come certo faranno...quanto agli aumenti dei costi degli affitti commerciali: chi sono i proprietari cattivoni che chiedono cifre pazzesche? I Puffi ?

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giovedì 18 ottobre 2012

La prospettiva di aumento dell'IVA, comunicata dal governo, ha suscitato proteste da parte delle associazioni dei commercianti, le quali si stracciano le vesti, in nome dei loro iscritti, a causa di un 1 per cento di aumento obbligatorio dei prezzi! Si sostiene da parte di tali associazioni che l'aumento "inevitabile" dei prezzi, date le circostanze attuali di "crisi" del consumo, sarebbe una ulteriore "mazzata" sui consumi medesimi.
Apparentemente il discorso non fa una piega; in realtà i prezzi delle merci (anche i servizi lo sono) sono stati e sono da sempre abbandonati all'arbitrio più spaventoso dei commercianti, che sono "liberi" di praticare prezzi secondo le loro esigenze, anche di follia; non solo: essi hanno accumulato nei decenni talmente tanto "grasso" da potersi permettere, in questi anni di vacche magre, di non abbassare i loro prezzi. Le poche eccezioni confermano tale regola.
C'è dell'altro: come in occasione dell'introduzione dell'euro i commercianti aumentarono i loro prezzi       "traducendo" spesso mille lire in un euro (1936,27 lire), così, all'aumento dell'IVA costoro ci daranno dentro, "arrotondando" il totale, indovinate a favore di chi.

I prezzi devono scendere. Tutto qui. Campa cavallo!

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