giovedì 28 gennaio 2016

Licenziate fratres

Pare che sia stato licenziato un dirigente della Rai a causa dell'errore commesso durante una trasmissione tv - in fatto di orario - in occasione del capodanno. Auguriamo al dirigente ogni bene, e l'aiuto di bravi avvocati, siamo sicuri,  allo scopo di farla pagare alla dirigenza Rai, colpevole della suddetta oscenità licenziatoria. Ma non è questo il punto: il punto sta nella crescente foia che fa tremare di goduria i cani del padrone, pubblico o privato non conta: davanti alla salsiccia olezzante che è per loro la possibilità-voluttà di licenziare, oggi il tipo che timbrava il cartellino in mutande, domani il dirigente con l'orologio in anticipo, domani l'altro non so chi, magari il colpevole di toccamento di glutei della collega, non so. Licenziare, licenziare, questo è il verbo del 2016, nel segno del comando sul lavoro, su ogni lavoro, quando invece il punto sta nell'assumere, nel pagare bene, nel far lavorare bene.  

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venerdì 30 novembre 2012

Prima dell'incontro di calcio tra Juve e Napoli un certo intervistatore della Rai di Torino, tempo fa,  ha detto, prima di mettere il microfono davanti alla bocca di un sostenitore della Juve, qualcosa di offensivo sui tifosi napoletani che, a quanto pare, potrebbe costargli il posto di lavoro, leggiamo su Repubblica.
Costui ha peccato di volgarità, banalità e conformismo: potrebbe essere trasferito magari alla sede di Napoli della Rai, ma non dovrebbere perdere il posto di lavoro.
Cogliamo da quanto precede l'occasione per toccare la questione delle responsabilità penali dei giornalisti, divenuta famosa a causa del rischio che il direttore di un giornale italiano correva, di andare in prigione a causa di un articolo diffamatorio pubblicato sul suo giornale*.
Un conto è diffamare un'entità alquanto nebulosa come "i tifosi napoletani", diverso è diffamare una singola persona con preciso nome e cognome. Non si vede perché i giornalisti dovrebbero avere il salvacondotto della diffamazione in nome della cosiddetta libertà d'espressione e di stampa.
Un'opinione volgare, banale, conformistica come quella dell'intervistatore Rai rientra nella libertà
d'espressione, o di cazzata, se vogliamo; la diffamazione mirata, no.

*E' stato messo agli arresti domiciliari a casa della fidanzata, potrà telefonare, ricevere parenti, uscire due ore al giorno. Praticamente è la Caienna.

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