venerdì 16 maggio 2014

Droghe

Quei raccoglitori di verdura che nel Lazio pare che facciano uso di anfetamine allo scopo di resistere alla fatica di molte ore di lavoro nei campi hanno suscitato qualche scandalo, tanto che il Manifesto ha titolato l'articolo relativo "i dopati della terra", un gioco di parole basato sul titolo di un interessante libro terzomondista di circa cinquanta anni or sono, scritto da Franz Fanon ed intitolato nella versione (pessima) in italiano "I dannati della terra". Si tratta di estrazione di plus valore da parte dei padroni che comandano il lavoro dei suddetti raccoglitori, e come dovremmo ricordarci l'estrazione del massimo plus valore possibile è la meta dei padroni che comprano il lavoro dei loro operai. In parole povere, lo scopo dei padroni è quello di pagare chi lavora meno che possono, per guadagnarci di più. Ogni tipo di lavoro salariato è sottomesso allo sfruttamento. Quando si esagera, come nei campi del Lazio di cui sopra, può essere che i lavoratori debbano far uso di droghe per sopportare la loro condizione. Molti sfruttati normalmente acquistano beni di consumo che non servono e s'indebitano, questa la loro droga, altri si fanno di anfetamine od altro. Cocaina per esempio. Non sapremmo chi è messo peggio. Talvolta ciò non basta, e talvolta si muore di lavoro ("omicidi bianchi"), com'è accaduto in una miniera sita in Turchia, dove centinaia di minatori sono morti orribilmente.

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domenica 28 aprile 2013

L'accaduto in Bangladesh ci richiama al concreto atto di masticazione cannibalica capitalistica; l'edificio a più piani colmo di lavoranti che si chiude su centinaia di corpi vivi schiacciandoli dentro è la bocca dell'accumulazione selvaggia di capitale ad ogni costo
I responsabili diretti dell'abuso che ha causato la tragedia, esposti alla rabbia locale e messi internazionalmente alla gogna, sono nient'altro che imprenditori intenti a massimizzare il loro profitto, per dirla con un pensatore tedesco del diciannovesimo secolo: ad estrarre il massimo di plus valore dalla forza lavoro da loro comprata. 
Non è la "cattiveria", in questione, ma il capitalismo.
I media hanno accennato anche alla paga dei lavoratori schiacciati, pari a "poche" decine di "dollari" al mese: ma questo non significa niente, se non sappiamo quanto costano le merci di prima necessità a Dacca (Bangladesh); da noi mille euro al mese, venti volte di più della paga di quei morti ammazzati, danno luogo ad una mala sussistenza....

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