giovedì 1 novembre 2012

Della riduzione del numero di province che mi dici?

Non so niente delle amministrazioni provinciali, non so se valgono qualcosa o no, a parte il concreto dei territori, diciamo delle contee, va'! - che ha la sua consistenza, lo sai: l'Europa è un'arlecchineria di contee piene di sugo, di dialetti, di bevande, funghi, pesci, fiori, pani, formaggi, chiese, parchi, fiumi, villaggi, paesotti, cittadine, città - tutti differenti.....

Frena, frena, ho capito! E quindi?

Quindi far finta che quest'arlecchineria non esista, e accorpare territori che tra loro hanno poco a che fare, salvo tutto quello che li accomuna di moderno, è una forzatura fatta nel segno del risparmio, come si è fatto nell'università, dove al posto delle contee c'erano i dipartimenti....

Quindi?

Quindi niente, me ne frego, le contee seguitano a vivere in barba a Monti, solo mi domando come un cosiddetto governo tecnico non eletto si possa permettere di incidere su assetti diciamo istituzionali come sono, erano, le province....

E del sindaco di Prato che si è fatto intervistare, in merito alla fusione della sua provincia con quelle di Firenze e Pistoia, seduto sulla tazza di un cesso, come dire che la prospettiva lo fa cacare....

Sì?...

Sì, che mi dici?

Questo è un altro discorso, compagno Fritz, riguarda il linguaggio politico, non le province....

A proposito: tu come lo scrivi, 'sto plurale, con la i o senza?

Nella mia contea si scrive come si dice: senza i.

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mercoledì 5 agosto 2009

La lingua cinese non piace all'amministrazione comunale pratese.

A Prato, una delle meno piccole città dell'Italia centrale, situata a meno di venti chilometri da Firenze, a nord ovest, la nuova giunta comunale PDL ha dato luogo in questi giorni a provvedimenti di oscuramento, tramite fogli di plastica nera, di insegne commerciali scritte in caratteri cinesi, ed altro di persecutorio nei confronti di questa minoranza di cittadini. Io credo che in un mondo come il nostro, pulsante di scritte commerciali e non in lingua inglese, spesso opache per i più, che le usano senza conoscerne il significato, penalizzare la lingua cinese sia una manifestazione d'ingiustizia e di ostilità - di sinofobia.

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