giovedì 27 settembre 2012

La losca combriccola del giornalismo italiano, in coro, depreca una condanna definitiva a 14 mesi di reclusione a carico del direttore di un giornale che ha pubblicato un articolo diffamatorio contro un magistrato. Non crediamo che il tizio farà un solo giorno di prigione, non ci piacciono le prigioni, ma i cittadini condannati in via definitiva finiscono in carcere, e non si vede perché un giornalista debba cavarsela in nome della libertà di espressione e di stampa, stampa che non è affatto libera, tra l'altro, ma asservita agli interessi economici e politici dei capitalisti. Non si vede perché sia lecito ad un giornale, con la sua potenza più o meno schiacciante, sputtanare un cittadino e non pagare il danno provocato a quel cittadino per mezzo di uno o più articoli persecutori e, diciamolo, disgustosi.

E' poi venuto fuori il vero autore dell'articolo diffamatorio, un tale che adesso siede in parlamento, dunque piuttosto al sicuro dal pagare dazio. Costui ha aspettato parecchio per dichiararsi responsabile, non c'è che dire. Aveva firmato l'articolo con uno pseudonimo ("Dreyfus") perché radiato dall'ordine professionale come giornalista spione.

Ma sappiamo che tra spie e giornalisti spesso il confine è debole.

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lunedì 2 luglio 2012

I taliban osteggerebbero i bravi operatori sanitari che vagano tra Afghanistan e Pakistan erogando vaccini antipoliomielite in base all'assunto che si tratterebbe di spie: vaccinando si guarderebbero intorno e segnalerebbero eventuali obbiettivi da colpire. Agli "occidentali".
L'articolo dove abbiamo letto di questa penosa situazione si dilunga, nella sua seconda metà, sul fatto che Bin Laden, il leader assassinato e fatto sparire dagli americani,  sarebbe  stato individuato per una traccia biologica da lui lasciata a un sanitario, ora in carcere in Pakistan ma rivendicato, vedi caso, dagli americani.
Dunque i taliban hanno ragione: i vaccini e l'assistenza medica potrebbero nascondere anche dello spionaggio, non solo della filantropia "senza frontiere".
L'articolista, tra parentesi, ebbe anni fa il suo momento di gloria perché sequestrato dai taliban in base all'assunto che i giornalisti "occidentali" sono spie.

Del resto le spie sono spie proprio perché non sembrano spie, altrimenti che razza di spie sarebbero?

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domenica 8 agosto 2010

...i duecentomila armati imperialisti (Usa e servi loro) attivi in Afganistan perdono la loro guerra, iniziata allo scopo di "vendicare" gli "attentati" alle cosiddette Torri gemelle di New York (2001), in realtà iniziata per piazzare la zampa imperiale in quella importante regione del mondo...la perdono contro forze partigiane che difendono il paese e combattono, esattamente come da sempre si combatte chi invade e occupa da parte di chi a ciò si ribella...
I tedeschi armati dal nazismo, in Italia, nel 1943-1945 definivano "Banditen" i partigiani, così oggi si tenta di dare un'immagine odiosa dei partigiani afgani, da parte dell'informazione "narrativa" militare imperialista e da parte dei media ad essa asserviti (come il Corriere della Sera, per esempio)...
Questo quotidiano, che noi leggiamo spesso a causa del fatto che esso è la voce del nemico, che quindi leggiamo come "agenti segreti in terra straniera", così come leggiamo la Repubblica, altro quotidiano del nemico, mentre non abbiamo quotidiani italiani amici, essendo tutti i quotidiani asserviti al capitalismo e all'imperialismo, tutti, ieri ha sparato la notizia che un certo numero di "medici cristiani" (per la serie "scontro di civiltà") sarebbe stato ucciso dai partigiani (i talebani, di cui noi non condividiamo il teismo, certo, ma condividiamo la causa indipendentista) per mezzo di un'esecuzione, a causa del sospetto che tali "medici cristiani" sarebbero stati spie e attivisti appunto "cristiani"...
Nel corso di una guerra le spie pullulano, ed anche i giornalisti spesso fanno dello spionismo...
Agenti segreti in terra straniera.
Un giornalista del Corriere in questi giorni all'opera sul posto come indoratore della pillola bellica imperialista, in altra parte del giornale ieri seguitava a raccontare che "Cristo è morto di sonno", presentando l'attività oppressiva ed omicida dei militari Usa come una delicata operazione chirurgica tesa a combattere i talebani senza fare troppe vittime civili, ciò che è assolutamente falso...
Da una parte si narra che i feroci talebani ipermusulmani ammazzano senza pietà i poveri medici "cristiani" di una qualche Ong (schiuma imperialista), dall'altra si presentano i militari Usa come ovattati ed ovattanti operatori che, per carità, non ucciderebbero mai un bambino, e se lo uccidono per sbaglio la notte non dormono dal rimorso...
Cristo, di cui c'importa qui solo come immagine, sia chiaro, non è morto di sonno, è morto in croce, inchiodato...

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