giovedì 18 luglio 2013

Idem, Kienge...

Le porcate colonialistiche commesse dalle potenze europee anche in nome della cosiddetta superiorità dell'uomo bianco, ovunque, e quelle realizzate, in nome della cosiddetta purezza della razza cosiddetta ariana, dal fascismo intorno alla metà del secolo scorso in Europa a carico della minoranza ebraica, limitiamoci a queste, hanno reso infrequentabile il concetto di "razza", che era tranquillamente usato, a torto o a ragione, dagli scrittori e dagli uomini di scienza (anche da Freud!), e lo hanno confuso con il suo peggior derivato, il razzismo. 
Le differenze tra gruppi umani sono indiscutibili, però, in fatto di colore della pelle e di lineamenti, capelli e così via. In certi casi si tratta di piccole differenze, in altri di grandi differenze. Le seconde non possono essere ignorate in nome delle prime.

A proposito di ministri: avevamo Idem, e abbiamo Kienge. Sono uguali?

Gli umani sono tutti uguali in fatto di diritti e doveri. Per il resto possono essere anche diversissimi. Chi lo nega sbaglia.

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lunedì 3 giugno 2013

hai letto l'articolo di Adriano Sofri sul femminicidio?

Sì...

No, sul serio lo hai letto?

Certo, ed ha ragione...

Ragione? Tu mi sorprendi!

...ha ragione di scrivere su Repubblica, con le idee che coltiva...

Su, dimmi, illuminami...

io non illumino, io oscuro; annotto, non aggiorno...

va bene, maestro, annottami...

detto così fa pensare ad altro, mia cara...ma ti dirò in breve: la conquista che conta, naturalmente  da perfezionare, è l'uguaglianza, tutti siamo uguali davanti alla legge, la legge è uguale per tutti, questa è la vera giustizia; tutti abbiamo il diritto di vivere al meglio nei limiti in cui questo meglio non divenga il peggio per gli altri, questa è la vera equità sociale. Non ci sono politicamente né donne né uomini né giovani né anziani né  bianchi o neri o di diverso colore della pelle, siamo tutti uguali, e, per venire all'ammazzare: se qualcuno uccide o ferisce una donna o un uomo, è la stessa cosa. Questa è la meta, che vive come tale, ancora non raggiunta, da più di due secoli, l'uguaglianza, con la giustizia...

e la fraternità? e la libertà?

non sono un modello da seguire, i fratelli  ... quanto alla libertà, bisogna meritarla, suvvia! Intanto è necessario toglierla ai mangiauomini, cioè ai capitalisti...

e Sofri?

Sofri sbaglia, lavora per erodere il principio dell'uguaglianza in politica, nel nome delle differenze, ed ecco che scrive per la Repubbica, giornale che vorrebbe mettere al posto della politica, del collettivo, il personale, i diritti "umani". Certo che una donna per me è diversa da un uomo, ed anche per te, per ciascuno, nella sua vita, ma non politicamente, non collettivamente, e non nell'ambito della legge.

Scrive Sofri: gli uomini che uccidono donne sono assai di più delle donne che uccidono uomini...

Sì, l'ammazzare in genere è soprattutto maschile, sono gli uomini che uccidono, molto di più delle donne, questo è un fatto: ma non è un fatto politico, è biologico, sociologico, psicologico, e deve restare in questi ambiti. Non è politico, e se appare politico è perché i pensatori alla Sofri, e sono tanti, ci stanno lavorando da decenni, a sostituire il principio dell'uguaglianza con quello della differenza...Hai capito?

Mica tanto, mica tanto...E' scuro! La politica e la legge sono due cose diverse...

Sì, ma la seconda dipende dalle decisioni della prima.

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