domenica 21 maggio 2017

Italia senza muri

Il nutrito ed eterogeneo corteo milanese di sabato 20 maggio per l'accoglienza dei migranti* e contro il razzismo ha ricevuto l'approvazione da parte del presidente del Senato, Grasso; l'ex magistrato ha proposto l'immagine di un'Italia "senza muri". In diversi luoghi del Paese i muri sono crollati da mesi ed anni ed attendono la loro riedificazione.

*"migrare" è verbo di moto, nei fatti molti dei pervenuti in Italia vorrebbero muoversi verso altri Paesi che tuttavia non sembrano troppo favorevoli ad "accoglierli".

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mercoledì 15 gennaio 2014

Razzismo alla rovescia

L'inquisitore Merlo, su Repubblica, depreca molto un'iniziativa del quotidiano La Padania, che ha diffuso in una sua pagina i prossimi appuntamenti pubblici del ministro Kyenge. Non ha diffuso, La Padania,  dati o date di tipo privato del ministro, ma occasioni pubbliche ed istituzionali, ciò che rientra in pieno nei diritti di un giornale di partito, che intenda organizzare i suoi militanti o simpatizzandi  in vista di manifestazioni dirette a un ministro la cui politica non condivide. L'inquisizione, con il suo organo principale, La Repubblica, è antidemocratica ed è affetta da patetico razzismo alla rovescia. 

Dal momento che oggi 16 gennaio un altro inquisitore della Repubblica, Lerner, finge di non sapere che cosa significa "razzismo alla rovescia", chiariamo: con il concetto di "razzismo" in questa fase storica si intendono unicamente opinioni o pratiche che svantaggiano persone o gruppi in nome della loro supposta razza; ne risulta che con "razzismo alla rovescia" si intendono opinioni o pratiche che avvantaggiano persone o gruppi in nome della loro supposta razza. Il razzismo alla rovescia è dunque una reazione razzista al razzismo - non meno imbecille.

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domenica 11 agosto 2013

La borsa

Che la bandiera dell'antirazzismo sia, nella società capitalistica, mistificante è dimostrato bene dal caso di cui riferiscono la Stampa di sabato 10 agosto, e la Repubblica: ad una riccona americana, tale Winfrey, sarebbe stato negato, in un negozio di Zurigo, l'esame di una costosissima borsa "di coccodrillo" perché l'articolo sarebbe stato giudicato dalla commessa troppo costoso. La Winfrey, dotata di megafono in quanto "star" della tv Usa, ha sollevato la questione del razzismo, cioè secondo lei la commessa non l'avrebbe considerata capace di spendere 35 mila franchi (28 mila euro) per la suddetta borsa in forza d'un pregiudizio procedente dal colore della pelle - della Winfrey.

Chissa?

Lo scandalo sta però nel prezzo della borsa, anzi: nel fatto che vi sia chi può spendere tanto per una borsa, non conta che sia nero o giallo o bianco o verde.

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giovedì 18 luglio 2013

Idem, Kienge...

Le porcate colonialistiche commesse dalle potenze europee anche in nome della cosiddetta superiorità dell'uomo bianco, ovunque, e quelle realizzate, in nome della cosiddetta purezza della razza cosiddetta ariana, dal fascismo intorno alla metà del secolo scorso in Europa a carico della minoranza ebraica, limitiamoci a queste, hanno reso infrequentabile il concetto di "razza", che era tranquillamente usato, a torto o a ragione, dagli scrittori e dagli uomini di scienza (anche da Freud!), e lo hanno confuso con il suo peggior derivato, il razzismo. 
Le differenze tra gruppi umani sono indiscutibili, però, in fatto di colore della pelle e di lineamenti, capelli e così via. In certi casi si tratta di piccole differenze, in altri di grandi differenze. Le seconde non possono essere ignorate in nome delle prime.

A proposito di ministri: avevamo Idem, e abbiamo Kienge. Sono uguali?

Gli umani sono tutti uguali in fatto di diritti e doveri. Per il resto possono essere anche diversissimi. Chi lo nega sbaglia.

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giovedì 23 maggio 2013

Il ministro Kyenge sembra che abbia rifiutato di stringere la mano ad un esponente della Lega; dal momento che da quell'ambiente sono venute manifestazioni di vero razzismo contro la presenza di Kyenge nel governo, e, visto che la mano non si dà a casaccio, Kyenge ha esercitato un suo diritto in piena regola. 
Pare che costei abbia commentato, inoltre, il "caso" di Balotelli, quel calciatore afroitaliano che negli stadi i tifosi avversari irridono sonoramente, osservando che il razzismo è qualcosa di diverso. Noi diremmo che la contumelia da stadio ha regole sue. E' teatro collettivo. 
Comunque, eventualmente, è la forma della contumelia che va considerata. Noi abbiamo sentito apostrofare dai locali, una ventina di anni or sono, i tifosi romanisti, a Firenze, come segue: "razza romana, figli di puttana"; e, sempre nello stesso stadio, i tifosi laziali gridare ai locali: "merde siete e merde resterete". 
Non è peggio del celebrato "buu"?

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lunedì 7 gennaio 2013

La predicazione "antirazzista", slegata da parametri seri (chi ha il potere, chi i soldi?), scade nel comico dei giorni scorsi, quando i principali giornali italiani hanno riempito pagine sulla reazione di un milionario "nero" del Milan ai rumoreggiamenti di un gruppo di tifosi avversari durante un'amicheviole con la Pro patria, squadra di Busto Arsizio (Va). Non siamo in Alabama negli anni sessanta.
Quelle paginate, puntualmente da noi non lette, sono servite a distrarre i lettori dalle cose importanti (v.sopra), la copertura dello pseudoevento è servita nei tg allo stesso scopo, se non a occupare un po' di tempo del tira a campare di questa professione ripugnante che è il giornalismo asservito.

Puzza come un pesce morto da una settimana, questa grande sensibilità "antirazzista", dato che è espressa in un mondo infame come quello in cui viviamo, sempre più infame, e che non siamo in Alabama. Ci dev'essere una ragione più profonda. Naturalmente noi la sappiamo.
Comunque, mentre siamo in attesa che i nascosti dietro la maschera "antirazzista" abbiano il coraggio di mostrare la loro faccia, l'unica di cui gl'importa davvero, noi non ci uniamo al coro stonato del "no al razzismo", noi diciamo "no al capitalismo", perché è dalla radice che si strappano le erbacce, quando si vuol fare sul serio.

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lunedì 18 ottobre 2010

v'è qualcosa di imbecille nel nascente divieto di emettere muggiti o barriti all'indirizzo dei giocatori di colore scuro, o di etnia invisa alle masse, appartenenti alla squadra avversaria durante le partite di calcio, che fino a prova contraria si svolgono dentro stadi talvolta occupati da decine di migliaia di spettatori-tifosi, non in salotti o studi televisivi...naturalmente non è vietato gridare, come abbiamo udito noi l'ultima volta che siamo stati allo stadio, magari "razza romana, figli di puttana"...o insolentire l'arbitro, eccetera...i muggiti o comunque i rumoreggiamenti ("buuuuuu") sono definiti come razzistici, e molto probabilmente lo sono...ma non si capisce perché debba essere privilegiato, come oggetto di punizione, il razzismo, a discapito dell'intolleranza in genere e delle pessime maniere..."merde siete, e merde resterete", udimmo molti anni or sono allo stadio, rima lanciata da pochi ospiti contro i tifosi di casa...o si proibisce e punisce tutto, oppure non si proibisce e punisce in modo selettivo, secondo la moda...in Spagna il calciatore Figo, già in forza al Barcellona e passato alla grande rivale storica, Real Madrid, anni fa si vide oggetto, per sua fortuna soltanto allusivo, del lancio di una testa di maiale in campo...logicamente, Figo essendo un cosiddetto bianco, la cosa finì lì...
V'è qualcosa di imbecille, di falso, in definitiva di razzista (alla rovescia)...

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lunedì 5 ottobre 2009

Scambio prigionieri.

Lo scambio tra un breve video interpretato, per i suoi cari e per i cervelloni governativi del suo paese, dal celebre soldato israeliano fatto prigioniero durante la lurida guerra scatenata, dalla repubblichetta abusivamente cresciuta in Palestina, contro il Libano, anni or sono, e la liberazione di alcune decine di donne palestinesi tenute in galera nella menzionata repubblichetta, mi fa pensare.
Al valore delle persone, che, contrariamente alle favole sui "diritti umani", non valgono per niente tutte lo stesso - lo si nota nell'arcinoto frangente dello "scambio dei prigionieri", tipico di ogni guerra o guerriglia.
Al razzismo implicito nello sbilancio tra un video e decine di persone in carne ed ossa.
Al tirar sul prezzo, da mercato, tra i due contendenti (Hamas e Israele), quando in questione sono persone.
All'infamia che tutti avvolge.

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lunedì 2 febbraio 2009

Condominio (lite di).

Non è detto che una lite tra condomini finita con l'uccisione di un uomo dipenda dal razzismo, se l'uccisore ha la pelle di colore diverso dall'ucciso. Attribuire come causa il razzismo denota razzismo.

La stampa di ieri titolava "Poliziotto spara, senegalese muore". Quando è un "servitore dello stato" a fare il cattivo, vedete un po' che genere di prudenza descrittiva, lui spara, l'altro muore, il nesso lo lasciamo a voi...

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lunedì 10 novembre 2008

Divieto di "Buuuuuu".

Sul Manifesto quotidiano sedicente comunista ho letto due giorni orsono un articolo non ricordo di chi sul razzismo, occasione era l'ultima (internazionale) fuoruscita di materia verbale dalla bocca del presidente del consiglio italiano. Questo giornalista del Manifesto tra l'altro ciarpame di robe politicamente corrette sostiene che ai tifosi che ululano "Buuuuuuu" contro quei giocatori di color (di pelle) diverso dal loro, oggidì detti "neri", dovrebbe essere vietata o addirittura impedita tale espressione razzistica. Come? Dicci, caro, come?
Il divieto, lo sanno i sassi, stimola, se non produce, la trasgressione del medesimo.

Ogni accenno al razzismo che salti argomentativamente le sue radici anche nell'ingiusta distribuzione della ricchezza va rigettato come mistificatorio. Parlare di razzismo senza parlare di ingiustizia sociale, senza toccare il cuore del dominio, il Capitale, non è da comunisti.

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martedì 7 ottobre 2008

Razzismo e giustizia sociale

Il razzismo italiano, di cui i media a me noti e abituali vanno dando conto in queste settimane puntando su singole notizie di varia serietà, ignoro se sia tanto o poco, nuovo o solito, infatti i media hanno la prerogativa di dare o togliere rilievo ai fatti secondo l'estro e la convenienza sensazionalistica. Mi spiego: se il giorno in cui un ragazzo ghanese è stato preso a botte dalla polizia municipale di Parma fosse scoppiata la guerra tra Israele e Iran, ben poco ne avremmo saputo. Bisogna invece rifarsi a ricerche serie.
Ciò premesso il razzismo è un fenomeno inerente la categorizzazione, "meccanismo" mentale fondamentale e inevitabile, ma nutrito di elementi culturali e religiosi. L'unico modo di combattere il razzismo è costruire sempre più giustizia sociale, allo scopo di limare le unghie della categorizzazione culturale e religiosa. Le prediche, invece, servono solo a fare altre prediche la prossima volta che qualcuno è fatto oggetto di violenza razzistica.
Inutile dire che la giustizia sociale in Italia, già scarsa, è in via di demolizione progressiva. Il socialismo è l'unica arma contro il razzismo.

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lunedì 15 settembre 2008

Nazisti in Afghanistan.

Gli imperialisti e i loro servi variamente nascosti sotto sigle e imbrogli diplomatico-mediatici ammazzano in Afghanistan persone innocenti con la scusa che i taleban "si nascondono" tra i civili. Esattamente come fanno i colonialisti sionisti in Palestina, ammazzando bambini, donne, vecchi, persone intente alla loro vita, con la scusa di colpire i "terroristi". I taleban in Afgha e i "terroristi" in Palestina sono patrioti in casa loro, come i partigiani italiani nel 43/45 erano patrioti in casa loro - definiti ribelli e banditi.
L'indifferenza nei confronti dei morti altrui, senza nome e volto, segnala un forte disprezzo razzistico di tipo nazista, solo che i nazisti avevano esplicite teorie di superiorità razziale, cioè non si vergognavano di essere crudeli, mentre gl'imperialisti, i sionisti e i loro servi sono degli ipocriti, politicamente corretti, ma ammazzano come se fossero nazisti. E' il progresso.

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giovedì 22 maggio 2008

Infamia razzista del governo.

Perseguire una o più persone o gruppi non per ciò che fanno d'illegale ma per ciò che sono, nel caso specifico Rom, cioè zingari, è razzismo.

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