giovedì 15 giugno 2017

Coniglietti

Innegabilmente

"accarezzo la tua ombra"(*)

Innegabilmente il nostro autore ha cambiato parecchie delle sue opinioni rispetto a dieci anni fa

facciamo una festa?

Rispetto a dieci anni fa, quando iniziò a scrivere questo blog

cioè?

Secondo me si è spostato a destra

con la freccia o senza?

Si è spostato a destra, prendi il tema dei migranti

e dove lo metto?

Prendi il tema dei migranti, il nostro autore ha cambiato le sue opinioni e forse anche le sue idee

sono passati dieci anni, otto, sei, quattro, il mondo è cambiato: vedi, un paio di coniglietti fanno tenerezza, duemila coniglietti generano inquietudine

Coniglietti?


* Salvatore Adamo, "Lei".

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lunedì 18 maggio 2015

A quanto pare i Paesi europei effettueranno coordinatamente azioni militari in mare allo scopo di ostacolare i cosiddetti barconi che traghettano migranti in territorio italiano, imbarcazioni che sono stipate brutalmente, ma a caro prezzo, di persone desiderose di trasferirsi in Europa. Approfittando della forte "domanda" di passaggi via mare, numerose organizzazioni "offrono" la loro opera - si tratta di imprenditoria particolarmente priva di scrupoli.
Ne vedremo di tutti i colori.
Intanto si nota che diversi Paesi europei non hanno intenzione di condividere distributivamente con l'Italia la "accoglienza" dei migranti (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Danimarca ed altri). 
Il nostro Paese, del resto, "accoglie" tanti migranti per il motivo semplice che è il più vicino alla Libia, da dove partono i suddetti barconi. Siamo i primi in senso geografico, non etico.

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sabato 16 maggio 2015

Accoglienza

Ieri il Corriere ha pubblicato un articolo di Donatella Di Cesare sul tema dell'accoglienza. L'autrice, impegnata in modo forse scomodo nella vicenda editoriale e filosofica inerente le opinioni di Martin Heidegger, il famoso e difficile pensatore tedesco, sull'ebraismo e sugli ebrei - ciò l'ha segnalata alla nostra pigra attenzione - ha scritto sull'accoglienza un libro che certo proveremo a leggere, nell'ipotesi che esso ci venga sotto mano. 
Dal momento che qua e là nella fittamente abitata Europa, colma di nababbi possessori di immobili e terreni bell'e pronti per accogliere schiere di immigrati africani e d'altro genere, si levano obbiezioni anche fobicamente colorite in merito all'accoglienza dei medesimi, controfobicamente si erogano, da parte di personalità di spicco vario, prediche dirette a persuadere gli europei a schiodarsi dalle loro ambasce proprietarie e nazionalistiche, ad abbandonare il loro attaccamento ai beni terreni, mobili e immobili, e a dare accoglienza ai cosiddetti disperati che pervengono avventurosamente (ma anche avventuristicamente) in Europa. 
La Di Cesare contesta, nell'articolo ieri pubblicato dal Corriere nella pagina centrale dei commenti, proprio l'ideologia che consiste nell'atteggiamento proprietario di appartenenza a una terra, a una nazione, magari a un "sangue", e così via. Insomma, per la Di Cesare affermare che "qui c'ero io, questa è casa mia", sarebbe un errore da correggere. In nome dell'ibridazione, o, se non in tal nome, dell'apertura, dell'accoglienza. 
Tre cose abbiamo da dire: la prima è che le prediche servono solo a se stesse, invece è utile gestire secondo ferrea giustizia l'emergenza immigrati con lo strumento del governare. Il buon cuore è un optional, il buon governo è obbligatorio. La seconda è che siamo troppi, e che nei Paesi da cui provengono i migranti ci si riproduce a mo' di conigli. Anche in questo caso bisogna governare per limitare le nascite. La terza è che vi è un celebrato Paese, affacciato nella parte sud orientale del Mediterraneo, che è nato proprio sul principio del "qui c'ero io" (magari alcune migliaia di anni or sono) e dove si "accoglie" solo chi è omologo, mentre chi è "altro" e però sul posto ci abitava non tremila, ma settanta anni fa, è preso a calci in culo. 

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