lunedì 6 luglio 2015

Al peggio c'è limite

Nell'ipotesi che la Grecia sia costretta a uscire dall'euro ed a stampare la sua moneta, dracma o altro, allo scopo di poter pagare pensioni e compagnia bella, la certo conseguente inflazione, a due se non a tre cifre, in altre parole l'aumento vertiginoso dei prezzi ritradotti (in modo arbitrario da chi li fa) in dracme, potrebbe trovare qualche freno od ostacolo: ispirato da un governo, com'è quello capeggiato da Alexis Tsipras, orientato al rispetto (se non altro) degli oppressi, che sono coloro che i prezzi li pagano senza potersi rifare. 
Ciò ci ricorda che quando (2002) da noi la lira fu tradotta in euro governava una banda di mostri, con la conseguenza che una merce da mille lire passò a costare un euro circa senza freni od ostacoli.

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giovedì 8 novembre 2007

Euro, orsi, cavalli e dollari.

Dar la colpa della folle ascesa dei prezzi (ieri sera ho visto in vetrina presso un panettiere-pasticcere di semiperiferia marronglassé a 1,20 euro l'uno - non è importante, lo so, ma è divertente) all'euro è come dar la colpa alla lingua inglese nel caso di una traduzione di "horse" con "orso", e non con "cavallo". S'è tradotto un euro non con le 1936,27 lire, ai tempi, ma con meno, qualcuno dice la metà.
Un euro vale un dollaro e quarantacinque quando lo guadagni. Il dollaro ha perso da qualche anno quasi la metà del suo valore, forse ciò nascostamente rappresenta la perdita della nostra capacità di spesa.
Noi siamo il dollaro, amici, c'è poco da stare allegri.

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