lunedì 15 dicembre 2014

Fidanzati

Durante la riunione del PD di ieri 14 dicembre l'ex viceministro dell'economia Fassina si è rivolto all'attuale presidente del consiglio e segretario PD Renzi con toni più adatti ad una lite condominiale o a una disputa tra fidanzati che non a ad una assemblea di partito. Quel che ha detto Fassina qui non conta, su ciò che invece era fuoriuscito dalla boccuccia di Renzi non merita passare un solo secondo. La scenetta è stata penosa, imbarazzante. Il personale politico attuale è indecente.

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martedì 7 gennaio 2014

Boschi?

Il viceministro Fassina si è dimesso dalla sua carica, a quanto sembra, per una battuta fatta da Renzi durante una conferenza stampa. Avendogli domandato un giornalista qualcosa in merito all'eventualità di un rimpasto del governo, eventualità sostenuta da Fassina, Renzi ha risposto: Chi?
Se la battuta fosse venuta da Letta, capo del governo, avremmo capito le dimissioni di Fassina, così invece non le capiamo. 
Forse Fassina ha messo in pratica quel po' di rimpasto su cui poteva incidere?

Fermo restando che si tratta di bagatelle, non ci si dimette dal governo per una battuta fatta da una personalità politica che non ne fa parte. Forse Fassina ha voluto togliersi da una posizione governativa diventata difficile, quella di bersaglio degli spari di Renzi, forse ha voluto indicare una via anche a Letta. Forse la battaglia tra gli sconfitti e i vincitori, nel PD, è appena iniziata.

Quanto ai vincitori, riaffermiamo che i giovani ora in carica nel PD azzerano gli equivoci "di sinistra" che gli sconfitti prima alimentavano in base a riflessi nostri diremmo pavloviani.

Tuttavia vedi una certa Boschi (della nuova segreteria) e pensi: va bene, non è una vecchia strega come la Finocchiaro, o una befana come la Bindi, ma dove l'hanno presa questa? 
Alla Upim? Nella lingua di Renzi: "all'upimme"


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venerdì 26 luglio 2013

L'evasione fiscale, di cui in questi appunti in pubblico ci siamo preoccupati spesso, è un fenomeno che alimenta l'iniquità sociale: non la crea. Riguarda ogni settore ed ogni livello, dai più modesti ai più ricchi, dai più semplici ai più complicati.
L'iniquità sociale, cioè l'ingiusta distribuzione dei beni (e dei mali), è il primo obbiettivo da colpire, senza questa priorità la "lotta all'evasione fiscale" è uno slogan vuoto.
Dobbiamo decidere, siamo radicali o no? Se siamo radicali dobbiamo andare alla radice del male, quindi la "lotta all'evasione fiscale" ci fa ridere.
Pare che una figura di secondo piano del blando riformismo nostrano abbia ieri parlato di evasioni fiscali dettate dalla necessità. In astratto non ha torto, costui. In certi casi esse sono necessarie, sì, alla sopravvivenza.

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