lunedì 9 novembre 2015

Lutto nazionale

Compattamente in lutto la nazione, da ieri, per la perdita da parte dell'eroe sportivo Rossi Valentino da Tavulia (Pe) del suo decimo titolo di campione mondiale di motociclismo, attribuita sembra da tutti a vile complotto ispanico perpetrato in Siviglia. "O Siviglia tu sia maledetta da ogni cuore che prova coscienza", si canterà in futuro. Forse no, comunque non sappiamo. Dimentichi certo che l'eroico Rossi si è messo da sé nella situazione di perdere il titolo, che aveva già in mano, grazie alla sua imbecillità ed alla sua prepotenza. 
Il caso è degno di nota non settoriale: nel corso degli ultimo quattordici giorni, cioè da quando la pedata plateale del Rossi Valentino è stata vista da tutti colpire l'avversario Marquez Marc, i media, o almeno molti media, hanno lavorato con lena a cancellare la verità, o ad edulcolarla, o a dissolverla in un lago di compiacenza familistica riversato su questo figlio della nazione. Degno. Non a caso menzionato da Renzi Matteo, vabbè, e spronato perfino dal Serra Michele! Per dire. E' un modello di mistificazione nazionalistica.

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giovedì 15 ottobre 2015

Pago in contanti, capo?

Il cafoncello che Napolitano installò al governo tempo fa ha annunciato, tra le sue "innovazioni", quella di abolire il tetto dei mille euro per le transazioni in contanti, portandolo a tremila euro. Vedremo se all'annuncio seguirà qualcosa di meno scivoloso delle cosiddette slides. In futuro l'evasione fiscale si allargherebbe anche nell'ambito dell'acquisto di merci, dove è già presente, mentre è già spaventosa nell'ambito dei pagamenti delle prestazioni d'opera. Ieri abbiamo visto in tv un tipo, la cui stronzaggine è talmente colossale che quasi ci fa simpatia, parlare, a proposito dell'abolizione del tetto di mille euro, di "libertà" del cittadino di "pagare come vuole", compito dello Stato rimanendo quello di colpire l'evasione fiscale. Lasciamo però da parte questo Buster Keaton della stronzaggine e torniamo al cafoncello di Rignano. Noi abbiamo osservato le sue gesta dai tempi in cui egli tafanava la città di Firenze, che del resto se lo era voluto con il mezzo delle "primarie", e ci ricordiamo che una delle sue prime decisioni fu quella di abolire i cosiddetti guardiani della sosta, una sorta di vigili urbani disarmati che transitavano fuori dal centro della città e colpivano coloro che abusano dello spazio pubblico con le loro automobili. Adesso il cafoncello di Rignano* opera in grande stile allo scopo di "rilanciare l'economia", che tradotto significa avanti tutta, fate quel che volete, basta che circolino soldi, il resto non conta.

*Non è che a Firenze manchino le merde, tuttavia il cafoncello è nativo di Rignano, non di Firenze, come scrivono in tanti. Trattasi di paesello distante una trentina di chilometri dalla città. Neanche bruttaccio, tra l'altro.

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mercoledì 23 settembre 2015

Elezioni greche e minacce italiane

Installatosi alla testa del primo partito italiano con il mezzo delle primarie aperte a cani e porci, messo da Napolitano nella posizione di presidente del consiglio con un colpo di mano, Renzi Matteo ha commentato ieri in pubblico l'esito delle elezioni greche - che sono state vinte dagli astenuti (45 %), ma hanno visto prevalere il voltagabbana Tsipras - riferendosi alla sconfitta dell'ala sinistra di Siriza (accento sulla prima "i") come a qualcosa di prezioso, per lui, contro la sinistra del PD, che dovrebbe sentirsi minacciata, in caso di scissione, di sconfitta alle elezioni. 
No, la sinistra del PD deve uscire dal partito e unirsi con SEL, con Rifondazione comunista, con il PDCI e le altre forze che esistono nella politica vera, allo scopo di creare un insieme che sappia raccogliere i voti e l'energia dei milioni di italiani che restano antagonisti alla prepotenza dei padroni e dei loro servitori.
Comunque: meglio morire con in mano l'iniziativa che vivere facendo da controcanto alla banda Renzi.

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martedì 8 settembre 2015

Zoologia

Davanti a pochi intimi - anche divertiti - Renzi Matteo ha concluso il simulacro del festival de l'Unità che fu sbraitando, da quel buzzurro risalito che è, contro quelle che ha chiamato "bestie". Trattasi di avversari politici o meglio concorrenti, tra i quali spicca l'altro bel campioncino, Salvini Matteo. Che di conseguenza ha definito Renzi "verme". C'è ancora "colibatterio", da usare, in questo linguaggio da briachi.
Gl'intenzionati a non votare alle prossime elezioni intanto sono saliti al quaranta per cento degli aventi diritto (fonte La7).

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martedì 21 aprile 2015

Asilo di Rignano

Si nota che il rignanese indica in pubblico i suoi colleghi italiani e non, lì presenti, usando il nome di costoro, così, come si trovasse all'asilo, a Rignano, e con lui Pierino, Giacomo, Lucia, e la sora maestra, Valentina. Gli serve un bavaglio.

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sabato 22 novembre 2014

Politicità dello sciopero

Le grida di Renzi contro gli scioperi, come lui afferma, "politici", lo collocano con assoluta evidenza in quel quadro di miseria intellettuale e appunto politica che noi abbiamo imparato a conoscere da cinque decenni, da quando ragazzi scorrevamo il giornale reazionario di Firenze, La Nazione, o quando, per anni, le nostre giovanili orecchie dovettero udire le merdate antisindacali ed "antipartitiche" che spesso i mentecatti e i malafede lasciavano uscire dalle loro bocche.
Uno sciopero fa sempre politica, tutto ciò che esula dall'individuale privato è politico, uno sciopero generale fa due volte politica, uno sciopero sociale, cioè fatto anche da chi non lavora, è una forma, come e più delle altre, di protesta contro lo stato di cose presenti (o stato presente di cose).
Renzi è un povero individuo ignorante o in mala fede che assomiglia a Berlusconi, anzi: è un Berlusconi - senza averne i miliardi né la paraculaggine.

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domenica 26 gennaio 2014

Gianburrasca ?

Renzi Matteo è, come scrive qualcuno, un Gianburrasca? Giannino Stoppani, il protagonista del romanzo in forma di diario pubblicato oltre cento anni fa da Vamba (Luigi Bertelli), è un bambino "difficile" di dieci anni che si paragona ad "oppressi"come i protagonisti del risorgimento nazionale o i martiri dello zarismo in Russia. Fa da portavoce all'autore, e non solo, contro l'ipocrisia piccolo-borghese - anche in politica, si veda la rivelazione "candida" che Giannino fa alla stampa circa il matrimonio segretamente celebrato in chiesa da parte del cognato "socialista". Sputtanandolo. 
 Renzi Matteo con Gianburrasca ha in comune la lingua toscana; certi suoi modi di dire anche popolareschi come per esempio "fatti vedere, ma da uno bravo" e "posa il fiasco" (il primo indica all'interlocutore la prospettiva psichiatrica, il secondo gli consiglia di interrompere le bevute alcoliche), forse stridono nelle orecchie di certi giornalisti. Ciò ci diverte. 
Renzi Matteo tuttavia non è un personaggio della narrativa per ragazzi ed i guai che combina incidono ed incideranno sulla nostra vita, che sfortunatamente è fatta anche di politica.

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martedì 7 gennaio 2014

Boschi?

Il viceministro Fassina si è dimesso dalla sua carica, a quanto sembra, per una battuta fatta da Renzi durante una conferenza stampa. Avendogli domandato un giornalista qualcosa in merito all'eventualità di un rimpasto del governo, eventualità sostenuta da Fassina, Renzi ha risposto: Chi?
Se la battuta fosse venuta da Letta, capo del governo, avremmo capito le dimissioni di Fassina, così invece non le capiamo. 
Forse Fassina ha messo in pratica quel po' di rimpasto su cui poteva incidere?

Fermo restando che si tratta di bagatelle, non ci si dimette dal governo per una battuta fatta da una personalità politica che non ne fa parte. Forse Fassina ha voluto togliersi da una posizione governativa diventata difficile, quella di bersaglio degli spari di Renzi, forse ha voluto indicare una via anche a Letta. Forse la battaglia tra gli sconfitti e i vincitori, nel PD, è appena iniziata.

Quanto ai vincitori, riaffermiamo che i giovani ora in carica nel PD azzerano gli equivoci "di sinistra" che gli sconfitti prima alimentavano in base a riflessi nostri diremmo pavloviani.

Tuttavia vedi una certa Boschi (della nuova segreteria) e pensi: va bene, non è una vecchia strega come la Finocchiaro, o una befana come la Bindi, ma dove l'hanno presa questa? 
Alla Upim? Nella lingua di Renzi: "all'upimme"


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domenica 8 dicembre 2013

Fine dell'equivoco

La vittoria di Renzi Matteo da Rignano sull'Arno nelle primarie PD sperabilmente libererà la città di Firenze dalla sua presenza, ma rappresenta l'ultimo tombale momento di una rovina cominciata molti anni or sono, quando un altro piccolo opportunista, Achille Occhetto, liquidò il PCI. 
Del resto il PCI non era altro che un partito socialdemocratico camuffato da comunista.
La vittoria di Renzi Matteo da Rignano sull'Arno d'altra parte dimostra che il PD non è neppure più un partito, infatti perfino la Lega, nelle sue primarie, ha ristretto la partecipazione agli iscritti, mentre il PD la ha allargata a chiunque avesse almeno sedici anni, una carta d'identità, due euro e la ipotetica capacità di firmare, dopo averla letta (risate), una "dichiarazione d'intenti".
Molto bene, è finita una storia, completamente. Le brutte facce da rinnegati, alcuni dei quali addirittura innominabili, che qualche decennio fa iniziarono il loro squallido percorso da rinnegati nel PCI, poi PDS, poi DS, infine PD ("senza elle"), sono ora sostituite da facce di sconosciuti giovanotti e giovanotte che con il socialismo non hanno mai avuto niente a che fare, anzi: non sanno neppure che cos'è. Più nessun equivoco, cazzo! In definitiva di questo dobbiamo esser grati a Renzi Matteo da Rignano sull'Arno. Più nessun equivoco!

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martedì 19 novembre 2013

Bertoldino

Le votazioni riservate agli iscritti (perfino quelli dell'ultima ora) hanno dato come vincitore e prossimo segretario PD Renzi Matteo, il Bertoldino di Rignano sull'Arno. Noi riteniamo che un partito dovrebbe eleggere il suo segretario generale con più cura, intanto distinguendo tra gli iscritti i militanti: come? Dando luogo a congressi di sezione, non a pisciatoi elettorali. Tuttavia, com'è noto, il PD perfezionerà il suicidio il giorno 8 dicembre prossimo, quando la votazione sarà aperta a chiunque. Se il Bertoldino di Rignano sull'Arno ha vinto tra gli iscritti, noi prevediamo che tra le persone qualunque, coloro che di politica non capiscono un'acca, trionferà. Come conseguenza, il PD si romperà almeno in due pezzi, infatti non dimentichiamo che la recente vittoria del Bertoldino di Rignano sull'Arno ha visto due sconfitti, Cuperlo e Civati, assolutamente non privi di consenso. Tale consenso noi riteniamo che rispecchi impostazioni politiche ben diverse dal velocissimo nulla del Bertoldino di Rignano sull'Arno, Renzi Matteo.

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venerdì 12 aprile 2013

La non elezione di Matteo Renzi (incidentalmente: sindaco cioè ineleggibile se non facendone un'eccezione) tra i delegati toscani alle votazioni per il presidente della repubblica, dimostra che a "livello partitico PD" Renzi è nessuno; importante è solo per i media e per le mandrie che dai media si lasciano influenzare. 
Una ragione di più per farla finita con le "primarie", che costituiscono lo sfogo delle suddette mandrie. A quest'ultimo proposito noi apprezziamo quanto detto dal ministro Barca (recentissimo iscritto PD) ieri sera alla Gruber. Quando un partito lavora da partito e non solo da cartello elettorale, non c'è alcun bisogno di primarie. 
Le primarie hanno regalato a Firenze prima, all'Italia poi, questa gonfia nullità - Matteo Renzi.

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lunedì 26 novembre 2012

Il risultato ottenuto da Renzi Matteo dimostra che le primarie sono un errore, perché esse offrono agli incompetenti il diritto di esprimere la loro incompetenza e privano il partito, i suoi iscritti, soprattutto i suoi militanti, dello spazio giustappunto partitico, che serve a discutere, a insegnare, a decidere, a votare. Ma, oggi, esistono i militanti?
Il risultato ottenuto da questo individuo assurdo che parla in termini di "panchina", "tribuna", "allenatore", "squadra",  invece che di politica, esattamente come Berlusconi, dimostra che il PD non è un partito, ma è solo un cartello burocratico elettoralistico, se non un ingrediente da sciogliere nella melma politico-mediatica, la quale ultima in fondo decide.

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sabato 6 ottobre 2012

Da quando in qua ti interessi delle primarie PD?

Ma no, è delle primarie in genere come fenomeno di smobilitazione dei partiti, che m'interesso...

Sarà, secondo me hai paura che alla fine il Renzi le vinca... Tu che ne sai di lui?

L'ho visto in tv, l'ho sentito parlare, abito a Firenze, dove fa il sindaco da diversi anni...

E allora?

Ha abolito i guardiani della sosta...

E che cosa sarebbero questi guardiani della sosta?

Erano ragazzi in divisa più o meno da vigili urbani che transitavano fuori dal centro storico e mettevano le multe a chi parcheggiava a bacchiolo di cane, così facendo, il Renzi, ha segnalato il via libera...

Tutto qui?

E' stata una mossa di significato politico assoluto. E poi fa il furbo, ha la risposta troppo pronta per essere intelligente, ha la lingua più svelta del pensiero...

Ma è un giovane, almeno...

Non conta essere giovani, conta avere le idee giuste...

Ma no, essere giovani è importante, vuol dire essere collegati al presente, e non al passato, scusa tanto, proprio come te, che potresti essere suo padre...

Presente, passato, no, guarda, quel che conta è la Durata...

La durata?

Ma sì, siamo immersi in un'Era, non vale attaccarsi al decennio, magari al quinquennio...

Che cosa sarebbe questa Era con la e maiuscola?

E' una piega della durata. Noi siamo qui a dare importanza a degli anni, anch'io, che ti parlo dei guardiani della sosta...Ma ne parlo come emblema del liberismo!

Dunque il Renzi non significa niente...E allora perché te la prendi?

Non me la prendo con lui, me la prendo con l'Era, non mi piace, l'Era ... l'Evo, come vuoi chiamarlo, fa lo stesso...

Sei confuso, non ti capisco...il Renzi ti è antipatico, tutto qui...

A te piace?

Ma nemmeno per sogno, io qui faccio la parte che mi ha dato il nostro autore...

Il nostro autore?

Sì, quello che scrive, senza di lui non saremmo qui...

Ah, ecco, siamo due personaggi...E l'autore del Renzi, dimmi, chi sarebbe?

Berlusconi!















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giovedì 20 settembre 2012

Giorni addietro Scalfari, intervistato da Lilli Gruber, ha consigliato al candidato alle primarie PD Renzi un corso di economia e finanza alle "scuole serali", nel caso che lui vinca questo tipo di consultazione e poi divenga, chissà, presidente del consiglio. A parte il fatto che noi riteniamo Renzi inadatto perfino a fare il sindaco (forse potrebbe esercitare la nobile professione di giornalista in tv), e che consideriamo le primarie "aperte" come una certificazione politica dell'inconsistenza di un partito, se Scalfari con il suo sarcasmo intendeva dire che un presidente del consiglio dev'essere esperto di economia e finanza, ebbene, ha torto. Come i ministri, anche il primo di loro deve essere una guida politica, non un esperto settoriale. Del resto per "parlare con Mario Draghi", come direbbe Scalfari, c'è apposta il ministro dell'economia, o delle finanze. Il quale avrà i suoi, a questo punto sì, consulenti esperti.

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