lunedì 28 marzo 2016

A rate, fratres

Nel corso della guerra europea 1915-1918 (cui parteciparono tuttavia anche le forze armate Usa) e nel corso della guerra mondiale 1939-1945 morirono milioni e milioni di persone, durante la seconda anche civili, come si sa. Inclusi i morti di stenti. I morti civili e militari che pure contiamo a fatica in questi anni di guerra mondiale tra virgolette, in confronto, sono assai pochi e, come dire, rateizzati. A rate, fratres.

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martedì 5 novembre 2013

4 Novembre

Ieri 4 novembre, festa della "vittoria" nella guerra 1915-1918, e delle forze armate, mentre il presidente Napolitano a Roma sfoggiava il suo look militarista* il sindaco di Messina, in jeans e maglietta rossa, ha invece sciorinato la bandiera a strisce della pace e ha detto cose giuste: che secondo la costituzione l'Italia ripudia la guerra. Bravo, il sindaco di Messina, che ha fatto incazzare i militari presenti, caramba e c.!

* ricordiamo agli ignari che Napolitano fu dirigente comunista per decenni.

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lunedì 23 luglio 2012

L'euro e la prospettiva di una UE compatta deve aver fatto ai dollaristi speculanti di tutto il mondo (guidati dalle agenzie di valutazione), effetto analogo a quello esercitato settanta anni fa da Hitler & c.: invece di invasioni militari, bombardamenti, stavolta i dollaristi usano la speculazione, "bombardando" i Paesi uno alla volta. Irlanda, Grecia, Spagna ....
I governi europei, succubi e complici, reagiscono come se la speculazione avesse come obbiettivo unico la socialità residua, e lavorano a distruggerla, ma alla speculazione non basta allargare il campo della dittatura del libero mercato, no: vogliono distruggere la prospettiva di una Europa con moneta forte, con un'economia forte, con un governo che possa dire la sua.
Come se ne esce?
Smettendo di affamare i popoli in nome del liberismo, e lavorando a unire le forze di tutti quelli che ci stanno, contro i nemici.

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mercoledì 27 giugno 2012

Tzvetan Todorov, scrittore bulgaro fiorito in lingua francese, a noi ben noto soltanto per una sua opera giovanile d'introduzione alla letteratura fantastica (che abbiamo avuto cara una trentina di anni or sono), in seguito ha conseguito notevoli risultati in termini di fama lavorando a temi meno particolari, diremmo meno "accademici". Ieri su Repubblica abbiamo letto, con qualche iniziale riluttanza, ed alla seconda scorsa del giornale, un suo articolo che consigliamo, perché in esso Todorov (1939) prende posizione contro le guerre di cui le cosiddette democrazie "occidentali" si compiacciono con eccessiva facilità. Spargendo morte e distruzione e senza conseguire alcun risultato positivo, ammesso e non concesso che qualche risultato positivo le cosiddette democrazie "occidentali", quando partono armate fino ai denti per colpire Paesi e governi a loro invisi, se lo pongano.
Todorov afferma che in Libia, per citare l'esempio più recente, a fronte dei 300 morti causati dall'iniziante guerra civile, al termine delle operazioni favorite e sostenute dagli "occidentali", la cifra risultava moltiplicata per 100, il che dà 30.000  morti.
Per venire alla situazione in Siria, argomento che nel nostro ultimo "post" (sull'assassino xenofobico e nazionalista  norvegese in queste settimane sotto processo per aver lui ucciso svariate decine di persone inermi) curiosamente e contro la nostra intenzione è rimasto nascosto da una barra bianca - per venire alla Siria, Todorov pone la questione: gli oppositori del governo attuale di quel Paese sono manifestanti, come per esempio in Egitto, oppure sono gruppi armati?
C'è una bella differenza.

Concludiamo questa segnalazione facendo ricorso ad un modo di dire divertente: sembra che Todorov indichi, nelle cosiddette democrazie "occidentali", la tendenza a lasciare il mondo peggio di come l'hanno trovato.

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sabato 23 giugno 2012

"Hai visto che i giornali parlano di un viaggio necessario verso la confederazione europea, fiscale e da ultimo politica, insomma verso gli stati uniti d'Europa?"

"Sì, ho dato un'occhiata, ma sono sicuro che io non li vedrò, questi stati uniti d'Europa."

"Che c'entra, chiaro che noi saremo morti, ma che ne pensi?"

"Io veramente sarei per il comunismo in tutti i Paesi, governo mondiale; comunque, poiché sono realista, preferirei essere, in Italia, governato a livello continentale, quindi sì: viva gli stati uniti d'Europa, magari chiamati  Confederazione Europea, solo che..."

"Solo che?"

"Gli Usa e gl'inglesi ci farebbero la guerra."

"Già ce la fanno, già ce la fanno..."

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lunedì 3 gennaio 2011

Ventuno persone sono state ammazzate in Egitto, qualche giorno fa, per motivi, a quanto pare, religiosi. La strage, terrorizzante, sembra rientrare nello scontro tra maggioranza musulmana e minoranza cristiana (copta), interpretato in modo vile da qualche organizzazione insensibile alla ragione e soprattutto alla vita umana. Lo stesso, ci urta la sottolineatura mediatica (qui in Italia) sui "cristiani" uccisi, perché essa insiste sullo scontro tra religioni, come se ce ne fosse bisogno. Verosimilmente gl'innumerevoli morti ammazzati in Iraq, in Afghanistan, a Gaza, in Libano, e via dicendo, potrebbero essere definiti come "musulmani" sterminati da "cristiani" oppure da "ebrei". E lo sono, e da ciò deriva tutto il male del Medio Oriente. Del resto la storia è lunga, se non infinita, e i conti si fanno non solo quando fa comodo.

Ciò detto, non possiamo evitare l'espressione di tutto il nostro mortificato rammarico per l'abissale imbecillità di coloro (i più) che credono in qualche cosiddetto dio, comunque lo chiamino...

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