martedì 25 agosto 2015

Amnesia storica

Il danneggiamento da parte dell'Isis di importanti siti archeologici e d'altro materiale antico considerato prezioso è presentato dai media in stato di amnesia storica, se non di banale ipocrisia, infatti non c'è guerra che non abbia comportato danni ad edifici di valore. Oltre a tutte le altre distruzioni. 
Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi danneggiarono in vario modo tutti i Paesi da loro bombardati dal cielo, invasi od occupati, e lo stesso fecero gli anglo-americani, che distrussero in particolare l'intera Germania. Si pensi solo, venendo all'Italia,  all'Abbazia di Monte Cassino, distrutta dai bombardieri alleati in quanto sospettata di essere sede di forze tedesche - che però si trovavano al suo esterno. Nei sotterranei si erano rifugiati invece molti molti civili, e pochi ne uscirono vivi. 
Durante una delle due guerre dette del Golfo gli Usa non risparmiarono i siti archeologici o museali irakeni. 
Correndo indietro, i trionfanti mongoli di Gengis Kahn radevano al suolo le città da loro conquistate.
In guerra non si fanno sconti, i nemici siamo noi - riflessi da uno specchio deformante.
Tornando all'Isis, le sue distruzioni spesso non sono effetti secondari della guerra, ma suoi obbiettivi primari di genere propagandistico-mediatico-religioso. Se non prede di guerra, che come si sa sono oggetti in assoluto "disponibili" al vincitore.

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venerdì 14 febbraio 2014

15 febbraio 1944

Il 15 febbraio 1944 i bombardieri americani distrussero l'abbazia di Monte Cassino (basso Lazio), sede antichissima dei benedettini, costruzione di gran pregio e storia, dove si erano rifugiate centinaia di persone scappate dalla battaglia in corso, in prossimità della linea difensiva "Gustav", tra tedeschi da una parte ed alleati (americani, inglesi, neozelandesi; marocchini, tunisini algerini comandati dai loro padroni francesi; gurka nepalesi comandati dai loro padroni inglesi; canadesi eccetera) dall'altra *. La battaglia, durata mesi, avrebbe visto morire circa trentamila soldati delle due parti in causa. Gli alleati sostenevano che l'abbazia fosse stata occupata dai tedeschi, mentre invece oramai è noto che dentro l'abbazia di tedeschi non ce ne erano. Frustrati dalla resistenza formidabile, gli alleati vollero distruggere l'abbazia, sotto le cui macerie trovarono la morte almeno duecento persone, felici, noi crediamo, di essere schiacciate in nome della libertà e della democrazia. Chi è interessato a questa enorme battaglia, che ebbe termine solo nella primavera inoltrata, ha da leggere molto. Noi, per motivi personali che qui non contano, abbiamo letto un libro recentemente uscito che s'intitola appunto "Monte Cassino 1944", autore Nando Tasciotti, editore Castelvecchi. Non abbiamo trovato quel che cercavamo, ma abbiamo imparato qualcosa. Per esempio che la distruzione dell'abbazia fu crudele, stupida e controproducente.

* Circa millecinquecento soldati italiani combatterono in quell'occasione sotto il comando tedesco; un certo quantitativo era già agli ordini degli alleati, come esercito del "regno del sud". Per quest'ultima forma d'impiego di pezzi dell'esercito italiano v. "La pelle", interessante racconto di Curzio Malaparte.

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