lunedì 9 novembre 2015

Lutto nazionale

Compattamente in lutto la nazione, da ieri, per la perdita da parte dell'eroe sportivo Rossi Valentino da Tavulia (Pe) del suo decimo titolo di campione mondiale di motociclismo, attribuita sembra da tutti a vile complotto ispanico perpetrato in Siviglia. "O Siviglia tu sia maledetta da ogni cuore che prova coscienza", si canterà in futuro. Forse no, comunque non sappiamo. Dimentichi certo che l'eroico Rossi si è messo da sé nella situazione di perdere il titolo, che aveva già in mano, grazie alla sua imbecillità ed alla sua prepotenza. 
Il caso è degno di nota non settoriale: nel corso degli ultimo quattordici giorni, cioè da quando la pedata plateale del Rossi Valentino è stata vista da tutti colpire l'avversario Marquez Marc, i media, o almeno molti media, hanno lavorato con lena a cancellare la verità, o ad edulcolarla, o a dissolverla in un lago di compiacenza familistica riversato su questo figlio della nazione. Degno. Non a caso menzionato da Renzi Matteo, vabbè, e spronato perfino dal Serra Michele! Per dire. E' un modello di mistificazione nazionalistica.

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lunedì 20 luglio 2015

English Hitler

La futura regina Elisabetta negli anni trenta, settenne, saluta a braccio teso insieme ad altri - filmino "domestico". Che fuori dalla Germania le idee diciamo alla Hitler avessero sostenitori si sapeva,  e si sapeva (Giorgio Galli insegna) che Hitler non avrebbe certo disdegnato una qualche alleanza con la Gran Bretagna, appoggiandola sui favori di cerchie altolocate inglesi. Nel film "Quel che resta del giorno" il link è ben rappresentato, vedere per credere. 
Inutile dire che quel che si fa con le braccia a sette anni politicamente conta zero: conta politicamente invece che i media mostrino stupore a causa delle simpatie novecentesche per le idee che Hitler tentò di mettere all'opera. 

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sabato 14 dicembre 2013

"Ruttare"

A proposito delle manifestazioni, dette "dei forconi", che stanno svolgendosi qua e là in Italia, a noi pare che manifestare sia meglio che non manifestare, che uscire dai luoghi chiusi, privati, sia meglio che non uscirne e parlar banalmente male, appunto in privato, "dei politici", "dei ladri", "dei partiti". Quanto all'insistenza con cui alcuni esponenti di questo movimento di protesta dichiarano la loro "apoliticità", oltre che "apartiticità", già l'abbiamo sentita, questa; significa che costoro sono molto ingenui oppure fingono. Lo sfoggio di bandiere tricolori, del resto, fa pensare, ebbene sì, che il movimento sia affetto da nazionalismo, cosa che lo colloca automaticamente "a destra". Veniamo da ultimo a ciò che avrebbe detto un esponente del movimento ieri, accennando, forse in merito alle politiche economiche internazionalmente guidate (FMI, FED, BCE), a "banchieri ebrei". Sul Corriere di oggi abbiamo letto la seguente definizione della espressione "banchieri ebrei": "rutto". Non sta bene ruttare, né scorreggiare, in pubblico! E' intervenuto sul tema anche il Pacifici, personaggio di primo piano della comunità ebraica italiana, definendo l'uscita del forconista "delirante". Tra psichiatria ed enterologia, noi non sappiamo se il forconista ha sbagliato di più usando il sostantivo o usando l'attributo: poteva dire solo "banchieri" e tutti sarebbero stati più o meno d'accordo, un po' troppo "di sinistra", però; poteva dire solo "ebrei" e ben pochi gli avrebbero dato ragione, troppo "di destra". Ha scelto un compromesso "politicamente scorretto": ecco, i forconisti sono "politicamente scorretti".

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