giovedì 5 dicembre 2013

Un po' di giustizia?

Un referendum venti anni fa uccise il sistema proporzionale, semplicemente il più giusto, ora i giudici costituzionali bocciano lo spaventoso sistema inventato dai funzionari berlusconiani nel 2006 e ridanno spazio al proporzionale, quindi evviva, per una volta. Certo, noi amiamo ben altro che le elezioni, ma ci si deve accontentare di un po' di giustizia, alla fine. E questa lo è. Cosa inventerà la banda degli opportunisti, in nome del "bipolarismo", per annegare di nuovo il proporzionale?

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mercoledì 12 giugno 2013

Con un sistema elettorale normale la destra avrebbe perso anche le elezioni di febbraio, nonostante che i molti seguaci di Silvio Baba alle politiche corrano a votare per il Volto: mentre alle amministrative restano  fuori dalla politica, di cui normalmente non capiscono un cazzo, del resto a Silvio Baba delle amministrative non importa niente, infatti gli basta avere il di dietro al caldo di un seggio in parlamento  allo scopo di evitare la legge, perché lui è uno Speciale, deve stare al di sopra della legge.
Invece Beppone Grillo, che si è divertito a mandare una mandria di senza nome in parlamento, poi ha capito che il divertimento in questo modo era finito, ora dovrà inventarsi qualcos'altro, siamo in attesa. Resta di grande interesse il silenzio elettorale di circa la metà degli aventi diritto, anche nella coltissima Capitale, costoro sono presi in esame da vari tipi di esperti, i quali ricordano che qua e là nel vasto mondo si vota come da noi e pure meno, insomma tutto bene! A noi che esperti non siamo viene da pensare che molti non votino semplicemente per disinteresse, perché hanno di meglio (secondo loro) da fare. Per lo stesso motivo noi abbiamo ignorato del tutto la fiera delle vanità organizzata a Firenze dal quotidiano per signora progressista La Repubblica.

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mercoledì 7 novembre 2012

Dopo essersi fatti nel 2008 una legge allo scopo di avere, dopo le politiche, grande maggioranza in parlamento, la cosiddetta Lega Nord e il cosiddetto Popolo della libertà oggi vorrebbero un cosiddetto porcellum modificato, così da andare incontro, alle politiche del 2013, ad una sconfitta contenuta: propongono, con l'apprezzamento della cosiddetta Unione di Centro, una legge elettorale che prevede un "premio di maggioranza" solo nel caso che la coalizione vincitrice arrivi al 40 ed oltre per cento.
I probabili vincitori delle prossime elezioni (PD e SEL), certi di non arrivare a tale soglia, non ci stanno, e dal loro punto di vista non hanno torto.
Ma questo punto di vista è sbagliato, infatti la legge elettorale corretta (giusta) sarebbe solo quella che prevedesse il metodo proporzionale puro (da tutti comprensibile) e limitasse la rappresentanza dei partiti solo al numero dei voti validi; non ai seggi disponibili. In questo modo il parlamento sarebbe rappresentativo della realtà (cattiva o decente) del Paese, ed anche diminuirebbe, con ogni probabilità, il numero dei parlamentari, visto che da molte parti si sostiene che costoro siano "troppi".
A noi piacerebbe, lo ripetiamo, che ogni eletto rappresentasse almeno 200 mila voti raccolti ovunque, quest'ultima sarebbe la cosiddetta soglia di sbarramento.
In questi giorni abbiamo udito elogi del sistema vigente in Usa, dove ci sono solo due partiti, uno più di destra, uno meno di destra, e dove gli elettori "sanno subito" chi li governerà. Si tratta di una concezione ipersemplificata della politica, che finge di dare voce diretta al "popolo". La concezione della politica, da noi, non è ancora del tutto rovinata, per fortuna ci sono ancora differenze di qualche importanza tra i partiti (se vogliamo continuare a chiamarli con il loro vecchio nome), ed ancora sfumature interessanti in seno al "popolo". 5 Stelle, Destra, Lega, UDC, IDV, SEL, eccetera, rappresenatno tali sfumature.
Un sostenitore di Romney, mesi or sono, affermò che gli americani sarebbero i "padroni" del Paese, e "i politici" sarebbero loro "dipendenti". Non dev'essere così: il personale politico non deve "dipendere", ma deve guidare, formare, orientare, cambiare, insegnare al "popolo" ad essere meno bestia di quello che è; ed il "popolo" dovrebbe guardare al personale politico di suo gradimento come alla parte migliore di sé.

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