domenica 6 novembre 2016

L'ira di Dio

Nuova attribuzione causale postmoderna in merito ai terremoti che tormentano alcune province dell'Italia centrale: stavolta non è rabbinica, ma cattolica. Un religioso parlante da Radio Maria, quella che si può ascoltare pure sott'acqua, tanto ne è potente il segnale, avrebbe attribuito il terremoto all'ira di Dio, incazzatissimo con l'Italia a causa dell'approvazione della legge sulle "unioni civili", quelle per cui Filiberto convola a giuste cozze con Gualtiero, e Anna Maria con Lucrezia. Siamo in attesa del pronunciamento di qualche iman, facentesi portavoce di Allah.

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venerdì 28 ottobre 2016

Il terremoto, o Kara

Un esponente politico israeliano, tale Kara, avrebbe espresso una pia attribuzione causale in merito al recente terremoto avvenuto nell'Italia centrale. Secondo questo ebreo il terremoto sarebbe la punizione che l'Altissimo ha voluto dare all'Italia per il fatto che certi suoi esponenti Unesco si erano tempo fa astenuti nella votazione di un odg che sottolineava la palestinesità di certi luoghi "sacri" di Gerusalemme. Fortuna che si erano astenuti, se avessero votato a favore adesso avremmo avuto anche il maremoto. Chiediamo che il rabbinico idiota sia espulso dal governo di cui fa parte e che si rompano o si sospendano le relazioni diplomatiche tra Italia e Israele.

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sabato 11 gennaio 2014

Rivendicazione

Che una persona al telefono - cioè in privato * - dica cose di cattivo gusto del tipo "che culo il terremoto!", riguarda forse i giudici che indagano su tale persona - magari dotata di responsabilità amministrativa. Peccato che poi le cose di cattivo gusto dette in confidenza vengano esposte in prima pagina sui giornali dopo essere state rubate al segreto istruttorio, se da tale segreto invece non sono filtrate. Esse sembrano diventare "la" colpa, mentre in questione è semplicemente "un" reato. Il cattivo gusto è certo un guaio, ma rientra nella sfera delle libertà private. Non è un reato. 

* Se lo spazio telefonico non è divenuto uno spazio pubblico.

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mercoledì 15 agosto 2012

"Dice che Israele vuol bombardare l'Iran perché ha paura che l'Iran la bombardi!"

"Ora sarebbe il momento buono, in Iran c'è stato un terremoto e saranno distratti, sai com'è!"

"Eh già! ganzo!"

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mercoledì 30 maggio 2012

Il capo del governo italiano, nel suo stile pensato ma talvolta poco scorrevole, s'incarta affermando, a proposito della sciagura sismica in Emilia, che lo Stato deve considerare che i cittadini si aspettano dallo Stato di essere aiutati.
Trattasi di intuizione pressoché "geniale"?
 No, il capo del governo è una persona molto acuta, quindi non siamo davanti ad una ovvietà.
 Il capo del governo ha una concezione diminutiva dello Stato, nel segno del "liberalismo", della "libera iniziativa", ecco di cosa si tratta: quindi la sua curiosa affermazione costituisce una momentanea fuoriuscita dall'ideologia non statalista che lui si è concesso, in onore dei cittadini emiliani tormentati, sono ormai dieci giorni, da parte del suolo su cui poggiano piedi e vite e lavoro e tutto quanto.

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