domenica 3 gennaio 2016

Tra i due litiganti il terzo gode, ed il quarto anche

L'uccisione di un oppositore esponente della minoranza sciita in Arabia Saudita, effettuata come esecuzione di una condanna a morte, ha suscitato reazioni forti, ufficiali e non, in Iran, Paese a maggioranza sciita, e tra gli sciiti sparsi nel mondo, per esempio in Libano (Hezbollah). A proposito delle crudeli difficoltà di convivenza tra correnti religiose diverse, eppur facenti parte dello stesso ceppo: noi europei ci siamo religiosamente incarcerati, ammazzati, torturati, bruciati vivi per secoli, e dunque sappiamo di cosa si tratta. In merito alla corrente musulmana sciita rimandiamo i lettori interessati a certe pagine che l'ottimo Elias Canetti le dedicò nel suo libro Massa e potere (Masse und Macht), e ricordiamo che vi sono sottocorrenti delle due correnti. Non è facile capirci qualcosa, mai, nelle diatribe dottrinarie, anche quando sono politiche o d'altra natura. Invece è abbastanza facile considerare che l'Arabia Saudita è amica degli Stati Uniti e che l'Iran, il maggiore centro sciita, è sotto tiro non soltanto degli Usa, ma anche dell'Arabia Saudita, e naturalmente di Israele, un Paese cui non dispiace che i musulmani si ammazzino tra loro e che i loro Paesi si dissanguino in guerre e attentati. A proposito di guerre tra musulmani, ricordiamo quella spaventosa tra Iraq e Iran (1981-1988). E quella attuale, in corso in Siria. Senza dimenticare l'attività dell'Isis, organizzazione sunnita, sia in Africa settentrionale che nella stessa Siria, e in Iraq, dove gli sciiti, dopo la eliminazione da parte degli Usa di Saddam, hanno messo in minoranza i sunniti.

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mercoledì 25 settembre 2013

"Non sono uno storico"

Ieri sera i media tv (quelli che vediamo di solito) davano un certo risalto a cose dette all'Onu dal capo del governo iraniano in merito al cosiddetto olocausto, così come ne dettero, ai tempi, ad altre dette dal precedente capo del governo iraniano, il terribile Ahmadi Nejad, così terribile che adesso non se ne sente più parlare. Tra le altre dichiarazioni del presente capo del governo iraniano ci è piaciuta la seguente: io non sono uno storico. Ecco, lui non è uno storico, come non lo era il terribile Ahmadi, né lo sono le varie ruffianelle che blaterano su argomenti seri come se fossero la pelle del c., notoriamente mobile a piacere. Almeno per i non circoncisi.
Non essere storici sarebbe il meno, tuttavia, in quanto i più non solo, com'è ovvio, non sono storici, ma di storia non sanno niente, se non quello che i media narrano che sia accaduto, soprattutto in merito ai gravi fatti occorsi nel mondo tra la fine degli anni trenta e la metà degli anni quaranta dello scorso secolo. I quali fatti non dovrebbero essere fatti scadere al livello di opinioni.

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mercoledì 15 agosto 2012

"Dice che Israele vuol bombardare l'Iran perché ha paura che l'Iran la bombardi!"

"Ora sarebbe il momento buono, in Iran c'è stato un terremoto e saranno distratti, sai com'è!"

"Eh già! ganzo!"

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domenica 21 giugno 2009

Iran.

L'Iran è uno dei paesi sotto speciale tiro da parte dell'imperialismo, con il giro di vite dell'attenzione omicida del piccolo chiassoso alleato israeliano della superpotenza americana, dunque ogni notizia che ci viene sull'Iran è da guardare con il massimo sospetto, esattamente come un anno fa bisognava stare attenti a non farsi soffocare dalla vagonata di stupidaggini che la spazzatura mediatica imperialista emanava sul Tibet.
Giorni or sono ho letto su Repubblica uno scritto molto ispirato (non so quale fosse la sostanza) di un certo TGA, un giovanotto inglese che si finge democratico mentre è solo un funzionario dell'impero, il quale TGA dava per scontato quello che non è neppure sicuro, cioè che le votazioni in Iran siano state truccate.
Una menzogna ripetuta cento, mille volte, 24 ore al giorno da centinaia di media, fa carriera e diventa verità, un morto ammazzato rivisto da sera a mettina a sera diventa un massacro... I massacri veri non ce li fanno né vedere né sapere, sono massacrati i viventi a centinaia di milioni che soffrono sotto il dominio dell'imperialismo, spremuti dal FMI, sfruttati e buttati via, anonimi servi della gleba al servizio della ditta dura del libero mercato.

In alcuni quartieri della megalopoli Teheran scorrono manifestazioni di protesta che la polizia reprime con la durezza di tutte le polizie del globo, i manifestanti sono giovani arrabbiati in lotta per conquistare una vita simile a quella che fanno centinaia di milioni di giovani in tutto il mondo: libera (di portare l'orecchino e i jeans bassi) e bella (la bellezza dell'asino), dolce e gabbana... Ne hanno diritto, certo...Anche di non essere catechizzati dai preti, certo...

Ahmadi Nejad durante il suo periodo di governo ha aumentato del 30% le pensioni, ha migliorato il trattamento degl'impiegati statali, ha allargato a 22 milioni di persone l'assistenza sanitaria gratuita...

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martedì 29 gennaio 2008

Palestina scancellata dalla carta geografica.

Quando gl'ipocriti segnalano scandalizzati il progetto del presidente iraniano Ahmadi Nejad di scancellare Israele dalla carta geografica, dimenticano che il movimento sionista, nel corso del ventesimo secolo, sostenuto poi dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, ha scancellato dalla carta geografica la Palestina.

La propaganda iraniana (e non solo) allude, in verità, ad un progetto diverso, quello di dar luogo, in quella che fu la Palestina, ad un solo paese dove possano convivere palestinesi e israeliani, ebrei, musulmani ed altre minoranze, terminando la pratica neocolonialista che, da sessant'anni a questa parte, schiaccia i palestinesi.

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