giovedì 30 agosto 2012

Sceglietelo voi come presidente così come io l'ho scelto per marito 40 anni fa, avrebbe detto la signora Romney davanti ai congressisti repubblicani. E' quel che si dice un argomento forte. A proposito dello sbando della politica nel privato.

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domenica 8 luglio 2012

Nel supplemento della domenica di un quotidiano nazionale ho letto un articolo in merito al fenomeno del rifiuto che alcuni scrittori operano o hanno operato in merito a certi loro lavori aventi come oggetto politiche e leader politici oggi considerati in genere "negativamente". Così una poetessa che abbia scritto tanti anni fa dei versi su Stalin, può preferire che tali versi siano dimenticati, per esempio abolendoli da una nuova raccolta dei  suoi lavori. Fatti suoi. Qualche studioso può invece conoscere tali versi rifiutati e ritorcerli contro la poetessa in questione, secondo l'attuale spirito anticomunista.
D'altra parte uno scrittore può rivelare al pubblico di aver da giovane servito come soldato di un esercito oggi universalmente esecrato in quanto espressione del nazionalsocialismo e di Hitler. Ed essere criticato non solo per la sua adesione giovanile, ma per averla fin qui taciuta.
Oppure ad una scrittrice può esser rinfacciato di aver lei contribuito alla manutenzione della sicurezza del socialismo nel suo Paese, ai tempi.
Non va mai bene, insomma.
Secondo il nostro parere, uno scrittore, poeta, artista, ha pieno diritto di rinnegare o non rinnegare certe sue opere ed ha pieno diritto di raccontare (o non raccontare) quel che ha fatto da ragazzo, da giovane, o semplicemente in altri tempi, non importa che in questione siano Stalin, Lenin, Mao, a sinistra; o Hitler e Mussolini, a destra: infatti potrebbe trattarsi anche d'altri argomenti, magari autobiografici e del tutto privati. Come ha diritto di distruggere le sue carte inedite. Quanto al materiale edito, esso da qualche parte sopravvive e chi ne è in grado può leggerlo e di nuovo pubblicarlo, senza bisogno di inchiodare l'artista al suo passato in nome del ruffianissimo presente.
E infine: queste cacce alle streghe "estremiste" fanno pensare che oggi l'unico artista che può dormire tranquillo sia quello che ha sempre avuto idee politiche "moderate".

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mercoledì 23 maggio 2012

Gaio popolo, che opta per un movimento chiamato "cinque stelle", i cui sostenitori sono denominati "grillini" e il cui leader è un comico! Che non partecipa alle votazioni se non a metà! Bisognoso di maghi, tramontati Berlusconi e Bossi (per fortuna!), ora si rivolge al Grillo, che sa far ridere. Altro non sapremmo dire di lui.
Gaio popolo, che se ne frega: forse gli sta bene che resti tutto com'è.
Diciamolo: le votazioni  non sono certo uno strumento molto efficace, ma quando si legge che a Sesto San Giovanni (Milano) il 60% non ha partecipato al voto, bene: non ci si raccapezza più.
Sappiamo che l'astensione accende la fantasia di non pochi illusi, che vedono un capitale di voti, di forza potenziale, dove non è altro che indifferenza (di destra, di centro, di sinistra), acquiescenza, mancanza della minima coesione  sociale.

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martedì 29 marzo 2011

piuttosto interessante: è intervenuta in una trasmissione tv (della Biscia) come persona danneggiata dal terremoto de L'Aquila e dintorni, ed ha elogiato il cosiddetto premier per i risultati dell'impegno del governo nell'area del terremoto, ma era pagata (trecento euro, pare) per apparire, insomma recitava una parte a scopo di promozione del governo e della protezione civile bertolasiana. Tale scoop (scavo) ci permette di dar nuova forza alla nostra diffidenza per tutto quello che i media presentano come vero: tutto. L'unica certezza è invece che la vera autenticità appartiene alla promozione del sistema che ci domina, dunque: il primato di verità ed autenticità appartiene agli spot pubblicitari in quanto promuovono il sistema e lo stile di vita che il sistema vuole che adottiamo (compriamo). E' inutile guardare tg e simili: è utile guardare gli spot pubblicitari, invece.

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lunedì 10 novembre 2008

Divieto di "Buuuuuu".

Sul Manifesto quotidiano sedicente comunista ho letto due giorni orsono un articolo non ricordo di chi sul razzismo, occasione era l'ultima (internazionale) fuoruscita di materia verbale dalla bocca del presidente del consiglio italiano. Questo giornalista del Manifesto tra l'altro ciarpame di robe politicamente corrette sostiene che ai tifosi che ululano "Buuuuuuu" contro quei giocatori di color (di pelle) diverso dal loro, oggidì detti "neri", dovrebbe essere vietata o addirittura impedita tale espressione razzistica. Come? Dicci, caro, come?
Il divieto, lo sanno i sassi, stimola, se non produce, la trasgressione del medesimo.

Ogni accenno al razzismo che salti argomentativamente le sue radici anche nell'ingiusta distribuzione della ricchezza va rigettato come mistificatorio. Parlare di razzismo senza parlare di ingiustizia sociale, senza toccare il cuore del dominio, il Capitale, non è da comunisti.

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