domenica 6 dicembre 2015

Marion, Marion, Maduro

La vittoria del Front National alle elezioni amministrative in Francia (primo round) e la sconfitta elettorale del partito chavista in Venezuela, grave assai questa perché le elezioni erano politiche, sono due eventi lontani tra loro che stamani (7 xii) ci sono balzati agli occhi insieme. Il FN arriva a questa vittoria dopo decenni di presenza all'opposizione, il partito chavista (da Chavez) esce sconfitto dopo essere stato al governo per molti anni. 

"Grand Hotel, gente che va, gente che viene".

Gli esiti delle votazioni dipendono dal grado di abilità propagandistica dei partiti e dalle opinioni degli elettori, molti dei quali in genere non partecipano. Di fatto coloro che non partecipano, pur essendo tanti e diversi i motivi della loro astensione, non hanno torto.
Il Venezuela è un paese ricco di petrolio, ma il petrolio oggi come oggi rende molto meno di quanto rendesse anni fa, per cui le rogne venezuelane sono tornate a galla. E forse il successore di Chavez, Maduro, non ha le capacità di mobilitazione del popolo che aveva il pittoresco Chavez.
La Francia è un paese ricco di passato - in questa categoria (il passato) rientrano anche le organizzazioni politiche che una volta stavano dalla parte dei lavoratori dipendenti sfruttati e spremuti e invece oggi, come in Italia, non esistono più o stanno dalla parte delle banche, intanto che dissimulano l'alito pesante con belle parole.

(14 dicembre) Il FN ha perduto al secondo round, o ballottaggio, quindi la sua vittoria resta diremmo "politica", infatti è il primo partito, se non contiamo il partito dei non votanti. Molti francesi hanno accettato di votare magari per i candidati di Sarkozy, se "di sinistra", qualcuno per quelli di Hollande, se "di destra", pur di sconfiggere Marine e Marion, le due pericolose femmine (delle quali la più giovane ci suscita pensieri non solo politici).
Non ci si aspetti qui che un domani noi si voti l'idiota per timore di Salvini o di Grillo: niente da fare! Poca vela! 

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 6 marzo 2013

Del presidente venezuelano Hugo Chavez, morto dopo lunga malattia ieri, basterà dire che ha nazionalizzato l'estrazione del petrolio, di cui il Paese è ricco, togliendola dalle grinfie delle cosiddette Sette Sorelle. Per capire come l'imperialismo lo aveva in simpatia.
E già che ci siamo: per imperialismo s'intende sistema capitalistico internazionalizzato e armato, ciò che significa: tra la polizia che manganella una manifestazione di lavoratori ed un intervento militare in trasferta (Afga, Iraq, Libia ecc.) non c'è alcuna differenza.
Ricordiamo tuttavia che diversi anni or sono apparve un libro (di A.Negri e M.Hardt) che sosteneva una tesi diversa da quella leninista qui schematizzata: proponendo l'immagine di un "impero" realizzato planetariamente, per cui i giochi internazionali si sarebbero oramai compiuti con la costituzione di un sistema complessivo di dominio guidato da potenze tutte nella sostanza capitalistiche: nessuna differenza tra Usa, Ue, Cina, Russia, quindi, tutte d'accordo e pronte a colpire quei Paesi e quei movimenti che in modo vario ed eventuale si oppongono all'impero...

Etichette: , , ,