domenica 16 aprile 2017

Infinità

La vittoria di Erdogan in Turchia spaccherebbe in due parti quel Paese, ha detto qualcuno, dimenticando che spesso i referendum istituzionali "spaccano" in due parti i Paesi, vedi quello che decise (1946) da noi tra monarchia e repubblica. Comunque sia, a quanto pare la presenza di Erdogan al potere rischia per i turchi di diventare un incubo senza fine, o una lagna, abbiamo udito ieri parlare del 2034 come limite legale della sua potenziale presenza al potere. In molti rivolgeranno ad Allah preghiere affinché provveda a dare una scorciatina all'incubo. La vittoria di Erdogan è stata non smisurata, risultato  che per le opposizioni rappresenta un vanto, dato che la campagna elettorale non pare essere stata per loro molto prodiga di spazi mediatici di propaganda. Avrebbe perso in città grandi o colossali (Istanbul), vinto in provincia, Erdogan, che, non dimentichiamolo, non ignora gli interessi degli strati poveri della popolazione. Vedremo, o non vedremo.

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sabato 10 dicembre 2016

Erdogan contro Erdogan

Abbiamo letto un'intervista che, tramite il suo avvocato, una scrittrice turca che si chiama Erdogan ha rilasciato al Corriere (sabato 10 o venerdì 9) in merito ai danni politici e morali che il presidente Erdogan sta causando alla Turchia soprattutto dopo il fallito colpo di Stato della scorsa estate. La scrittrice è in carcere a quanto pare perché collaborava con un giornale che è stato chiuso in quanto sospettato di simpatie e legami con il movimento combattente curdo, e rischia di restarci, in carcere, per molti anni. Riferisce che il cattivo presidente ha fatto incarcerare circa 40 mila persone dopo i fatti dell'estate scorsa e sta trasformando la Turchia in un inferno ai danni di chiunque non si limiti a tirare a campare ed a bersi il suo raki pensando agli affari suoi. Almeno, questo abbiamo capito noi, che della Turchia sappiamo quanto non basta e che abbiamo trascorso diverse settimane - non in Kappadocia, ma sui romanzi di Pamuk.
In effetti Erdogan sta entrando nella schiera di coloro di cui, alla morte, si dice che "hanno lasciato il mondo peggio di come lo avevano trovato". Costui abbiamo però idea che goda l'appoggio di vaste masse di popolo in particolare al di fuori dei grandi centri urbani, le quali com'è naturale sono attaccate a tradizioni che le minoranze cosmopolite considerano all'incirca "medievali", in fatto di costume e in fatto di religione. Ricordiamo a noi stessi che la Turchia è un Paese musulmano. 
L'opposizione combattente curda (o kurda) d'altra parte agisce, per motivi ragionevoli e razionali, ma anche in modo stupido, terroristicamente - qualche volta, dopo un attentato, forse ci si potrebbe chiedere se sono stati i kurdi oppure sono stati dei provocatori, o magari gli attentati sono ispirati dal governo.
In più, naturale, c'è la guerra civile in Siria, che provoca morti in loco e cefalee politico-diplomatiche nel vasto mondo, ma le provoca soprattutto a Erdogan, il cattivo presidente, che forse sta impazzendo, troppe sono le variabili, e noi ne abbiamo menzionate solo una parte.
Un nostro vicino parecchi anni fa, su un certo personaggio politico italiano, diceva: "morirà anche lui". Sì, perché sono anche i singoli a incidere, non solo le situazioni.
Auguri alla signora in prigione che porta il nome del suo persecutore.

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venerdì 22 luglio 2016

Accalappiacani

Diverse centinaia di cani turchi filmati durante loro scodinzolamenti ai militari golpisti sono stati accalappiati ed avviati ai canili competenti in materia.

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martedì 19 luglio 2016

Ombre e nebbia

Il tentativo militare di colpo di Stato in Turchia è preso molto sul serio da Erdogan, a giudicare dai provvedimenti che il suo governo sta mettendo in opera a carico di categorie (magistrati, insegnanti universitari e non) apparentemente distanti dal concreto agire militare. D'altra parte Erdogan sta mobilitando i dipendenti dello Stato con il richiamare al lavoro gli assenti per ferie, e i suoi sostenitori invitandoli ad una manifestazione che duri fino a venerdì. 
Assai meno sul serio in molti, a ovest di Istanbul, prendono il tentato golpe (trattasi di termine spagnolo, in quanto è nell'America del sud e del centro che tale pratica fu intensa), alcuni fin dal primo momento, altri via via che considerano i provvedimenti di Erdogan, in effetti assai pervasivi. In sintesi molti ritengono che il tentato golpe in realtà sia stato un autogolpe messo in atto allo scopo di neutralizzare gli oppositori. Noi non ne sappiamo abbastanza per essere incompetenti (Woody Allen). 

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venerdì 27 novembre 2015

Scodinzolamento

Può darsi che l'abbattimento di un bombardiere russo da parte della "contraerea" turca sia frutto di un errore, o di leggerezza, può darsi che il bombardiere russo abbia "sconfinato", oppure no; le armi sono pericolose anche quando si trovano in mano agli Stati, non solo quando le hanno i singoli. Comunque sia, ci pare che il gesto, certamente ostile nei fatti, sia da vedere come una sorta di scodinzolamento turco atto ad ingraziarsi chi, Usa in testa, ritiene in fondo che i russi in zona Siria non dovrebbero operare.

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