lunedì 12 giugno 2017

Tv, sorrisi e astensioni

I conservatori in Gran Bretagna hanno perso le elezioni che Theresa May credeva di poter vincere; hanno la maggioranza, ma non sufficiente a governare da soli. I laburisti invece hanno guadagnato seggi, ma restano all'opposizione. Se i conservatori non riescono a racimolare alleati, gl'isolani dovranno votare ancora. Hanno partecipato poco più di quattro aventi diritto su dieci.
Cinque francesi su dieci aventi diritto al voto hanno fatto stravincere il "partito" di Macron. Batosta colossale del Front national e dei socialisti. La moda Macron tira da matti.
Sei italiani su dieci aventi diritto al voto hanno bastonato il M5S e messo in bilico il risultato in molte città, a parte Palermo, dove ha stravinto Orlando, che fa riferimento al PD. Renzi contento, infatti temeva di affogare: restare a galla gli è sembrato un buon risultato. Bene la "destra".
Perché è accaduto quanto sopra descritto in fretta? 
In Gran Bretagna il prurito della cosiddetta Brexit deve aver influito, insieme alla paura delle carneficine messe in atto dagli estremisti musulmani. In Francia è interessante la astensione, enorme come in Gran Bretagna, e il fenomeno Macron (moda); quanto alla sconfitta immane dei FN, potrebbe esserne un motivo l'annacquamento operato dalla Le Pen delle caratteristiche tradizionali del movimento, nazionalismo, giovannadarchismo, tradizionalismo, vivelafranceismo, razzismo. Non a caso la bella Marion Marechal Le Pen ha mollato sua zia.
In Italia, a parte l'astensione, forte, colpisce la sconfitta del M5S (che Grillo prevedeva, infatti ha votato con il casco in testa - ciò che a chiunque altro sarebbe stato impedito secondo la legge), forse dovuta alla propaganda mediatica messa in atto da un anno contro la giunta romana e contro Virginia Raggi. Il buon risultato della "destra" (in attesa del risultato dei ballottaggi) dipende certo dal timore che la "gente" ha dei troppi immigrati che ciondolano nel nostro Paese e che non accennano a diminuire - anzi. 

P.S. Molti usano il termine "astensionismo" a sproposito, infatti "astensionismo" significa uso politico dell'astensione. Il fenomeno osservabile è solo l'astensione. Per l' "ismo" serve ben altro.

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martedì 10 dicembre 2013

Tacete!

Sembra che abbia fatto scandalo l'invito di Grillo ai suoi sostenitori affinché segnalino un giornalista meritevole di riprovazione, soltanto uno al giorno, mica venti o trenta, e forse proprio quell'unicità, a pensarci bene, ha scandalizzato la losca combriccola del giornalismo italiano.
Vediamo: un giornalista scrive peste e corna di tizio o caio, lo ridicolizza, lo sputtana, in quanto i giornali sono roba che va in mano a milioni di persone, può anche darsi che tra questi milioni qualcuno legga l'articolo sputtanatorio e così via. In nome di ciò che nella losca combriccola del giornalismo italiano si chiama libertà di stampa, d'espressione, quel che si vuole, nessuno può alzarsi e dire, scrivere, per esempio in un blog letto come quello di Grillo, che il tal giornalista è uno stronzo, perché il coro inizia a piangere lacrime finte ed a parlare di "squadrismo".

Venduti, ruffiani, spie, delatori, servi, tacete!

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giovedì 30 maggio 2013

Sembra che Grillo abbia criticato duramente il comportamento elettorale degli italiani in occasioni delle recenti votazioni, che hanno visto il M5S perdere consensi rispetto a quest'inverno. Usiamo la formula "sembra che" in quanto non abbiamo l'abitudine di leggere i testi che il simpatico ricciolone eroga tramite il suo blog.
E' lecito criticare gli elettori? Certo che lo è! Anzi, un partito, o movimento che sia, deve giudicare "il popolo" . Non arruffianarselo.
Quanto alla teoria espressa da Grillo, che (1) vi sarebbe una parte di italiani che teme di perdere i suoi "privilegi" e quindi vota per il PD e per il PDL conservativamente, mentre la parte non "privilegiata" (pensionati poveri, disoccupati, giovani in cerca di lavoro, precari eccetera) avrebbe votato il M5S o si sarebbe astenuta; e che (2) il PD e il PDL sono la stessa cosa, tale teoria è sicuramente sbagliata nel punto (2), almeno per il fatto che PDL significa Berlusconi; ed è probabilmente sbagliata anche nel punto (1), infatti non si vede perché chi ha votato in massa per il M5S tre mesi fa, visto che la miseria non è diminuita, stavolta avrebbe cambiato opinione - né si può interpretare l'enorme astensione solo come rifiuto o disgusto, ma si può interpretare anche come "consenso passivo".
Le componenti della teoria di Grillo, quindi, sembrano fatte del comprensibile disappunto di chi ha perso la metà dei suoi voti in tre mesi. 
Perché è successo ciò? Forse perché le amministrative non sono abbastanza influenzabili dalla propaganda politica "pura", forse perché a molti elettori M5S di quest'inverno non è piaciuto lo "star sull'albero a cantare" dei grillini.
Quanto poi alla critica di cui sopra, siamo lieti che l'ultrasessantenne Grillo abbia scoperto che chi vota lo fa anche seguendo i suoi interessi pratici.

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