domenica 3 luglio 2016

Ciechi e colpevoli

Un adolescente palestinese è stato ucciso da una guardia posta a protezione d'un cosiddetto insediamento di coloni ebrei, giorni or sono: aveva ucciso un'adolescente ebrea dopo essere penetrato nella casa di lei. Grande rilievo ha avuto nei media questa notiziola doppiamente, triplamente orrenda. Notizie orrende giungono anche da Istambul e da Dacca, e da Bagdad, dove attentatori musulmani hanno fatto fuori un notevole numero di innocenti*. Tutto sta insieme, chi non lo vede è cieco, chi lo vede e tace è colpevole.

*Nei limiti entro cui si può esserlo.

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venerdì 25 dicembre 2015

Non è ping pong

I media, anche i meno sbilanciati dalla parte di Israele, incorrono nella fallacia di presentare il conflitto come una partita ad armi pari ed a pari motivazioni, invece le armi non sono affatto pari, il bilancio dei morti è in modo pesante "a favore" di Israele, e le motivazioni sono incomparabili come il buon diritto e l'abuso. Infine: si abbia il coraggio di smettere di chiamare gli ebrei in divisa o senza divisa che vivono in Israele come "israeliani", infatti vi sono moltissimi israeliani che ebrei non sono e non partecipano all'osceno banchetto. Non è finita qui: anche la formula "Territori" senza l'attributo "occupati" è eufemistica a favore degli ebrei, e mastica la verità. 

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giovedì 19 novembre 2015

Ogni olivo segato

Uno dei mali che tormentano da decenni i musulmani in genere, gli arabi in particolare, si chiama Israele, la cui esistenza rappresenta una forzatura di cui molti Paesi "cristiani", a partire dalla Gran Bretagna (detentrice del protettorato in Palestina seguito alla perdita della regione da parte dell'Impero Ottomano dopo il 1918) per finire con l'Unione Sovietica, si resero responsabili dopo il 1945. Forzatura a dir poco: molti Paesi "cristiani" hanno continuato a sostenerla, in particolare tramite il finanziamento perenne da parte degli Usa. La nascita, lo sviluppo, il rafforzamento, l'allargamento di Israele costituiscono il motore più poderoso della rabbia musulmana e araba in particolare - noi crediamo che sia così e sappiamo che pochi lo dichiarano perché dire come stanno le cose è violare un tabù. Ogni nuovo insediamento di coloni ebrei nei territori palestinesi occupati militarmente da quarantotto anni da Israele dopo la guerra vinta in "sei giorni" è un colpo antiarabo e antimusulmano. Ogni olivo segato, ogni metro di muraglia, sono calci in bocca agli arabi ed ai musulmani. Ogni palestinese ucciso (e sono oramai migliaia e migliaia) da ebrei con o senza la divisa è un boccone di veleno per ogni arabo, per ogni musulmano. E, in definitiva, per chiunque non abbia cuore e cervello in catalessi.

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mercoledì 23 settembre 2015

Posto di blocco/Check Point

Ieri sera 23 settembre il Tg rai 3 ha dato notizia di un assassinio commesso da alcuni soldati israeliani grandi e grossi, armati e corazzati. Costoro hanno sparato su una figuretta nero velata che attendeva di passare a uno degli infami posti di blocco (Check Point) che gli usurpatori adoperano allo scopo di rendere impossibile la vita ai palestinesi, loro vittime - secondo il decreto della Storia. I soldati, corazzati e armati fino ai denti, si sono sentiti giustificati dal fatto che la fanciulla li avrebbe "minacciati" con un coltello. Dopo averla colpita e stesa, si è visto che la hanno spostata trascinandola per i piedi, tanto che la testa della fanciulla è stata scossa al passaggio dal marciapiede alla strada. Siamo per una volta grati al Tg rai 3.

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venerdì 19 dicembre 2014

Imbroglioni

La prospettiva dei due Stati in Palestina con riferimento territoriale al 1967 è il "minimo sindacale" secondo noi che siamo favorevoli invece ad uno Stato aperto a tutti, arabi ed ebrei, focolarini, juventini, amministratori condominiali eccetera. Ma l'imbroglione Netanyahu e molti altri suoi pari si sono inviperiti per la presa di posizione del parlamento europeo, favorevole appunto ai due Stati. Netanyahu ha parlato anche della cancellazione legale di Hamas dalla "lista delle organizzazioni terroristiche" (la Cia non c'è?), altra presa di posizione (giuridica) a livello europeo, ed ha affermato che "l'olocausto non ha insegnato nulla agli europei". 
No, l'olocausto non ha insegnato nulla agli ebrei. 
E comunque è ora di finirla con questo paravento copristronzate.

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venerdì 27 giugno 2014

Il treno dei desideri

Perché il nostro autore se la prende tanto per l'ingiustizia che avviene da più di sessanta anni in Palestina

lestina, perchè ho poco tempo, ma prendere me la prendo anch'io

in Palestina, e non se la prende per tante altre ingiustizie che avvengono nel mondo?

chiedilo a lui

e te che mi dici?

io ho fretta, mi parte il treno

dei desideri?

sì, appunto, i desideri che sono spezzati in Palestina e imposti da Israele agli arabi del posto, cioè ai palestinesi

sì vabbè

me la prendo per la Palestina perché è lì che il mio desiderare si arresta, si arresta anche su altri punti che fanno male, ma quello è cruciale per i miei desideri, e credo che lo sia anche per centinaia di milioni di altri esseri viventi e pensanti

e desideranti

è il male maggiore del mondo

quindi non sei antisemita?

me ne frego, il mio desiderio se ne frega


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mercoledì 28 novembre 2012

Oggi si vota all'ONU ...

Lo so, sulla Palestina da promuovere a Stato osservatore...

La maggioranza è favorevole...

Anche Israele?

No, Israele è contro...

Ma pensa! E chi è contro, a parte Israele?

Gli Usa, la cosiddetta Gran Bretagna, la Germania...altri minori...

E l'Italia?

Che t'importa dell'Italia? Non sarai nazionalista, per caso?

Ma noi siamo italiani!

Noi... tu sarai italiano, io no...

Ah no? E cosa sei?

Sono kurdo!

Strano. E il Kurdistan come vota?

Il Kurdistan non è uno Stato, è una composizione! Il Kurdistan è una dimensione esistenziale!

All'ONU c'è posto per i romantici?

Sì, certo, ovunque c'è posto per i romantici.

Hai letto cosa scrive Bernardo Valli su Repubblica? Che la votazione è surreale!

Meglio un voto surreale che un voto da servi...

Stamani sei strano, maestro...




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mercoledì 28 gennaio 2009

Memoria

E' probabile che l'insistenza sulla memoria da non perdere in merito agli eccidi di persone ebree commessi durante la seconda guerra mondiale, scarsamente accompagnata da preoccupazioni inerenti altre stragi di "innocenti" (penso alle bombe atomiche sganciate dagli Usa su due città giapponesi nel 1945...) sia stata anche causata dalla necessità di mantenere vivo un contrappeso di colpa collettiva all'abuso formalizzato dal 1948 in Palestina con la nascita dello stato di Israele. Come reazione, altrettanto discutibile, non pochi, allo scopo di togliere quel contrappeso, hanno iniziato a mettere in dubbio l'entità degli eccidi, talvolta negandoli. Bel risultato: accecamento e ingiustizia.

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martedì 29 gennaio 2008

Palestina scancellata dalla carta geografica.

Quando gl'ipocriti segnalano scandalizzati il progetto del presidente iraniano Ahmadi Nejad di scancellare Israele dalla carta geografica, dimenticano che il movimento sionista, nel corso del ventesimo secolo, sostenuto poi dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, ha scancellato dalla carta geografica la Palestina.

La propaganda iraniana (e non solo) allude, in verità, ad un progetto diverso, quello di dar luogo, in quella che fu la Palestina, ad un solo paese dove possano convivere palestinesi e israeliani, ebrei, musulmani ed altre minoranze, terminando la pratica neocolonialista che, da sessant'anni a questa parte, schiaccia i palestinesi.

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