venerdì 30 novembre 2012

Che ne pensi dell'abbandono del Manifesto da parte di Rossana Rossanda?

Francamente leggo quel giornale troppo poco per saperne qualcosa, quindi mi limito a dirti che senza RR per me diventa ancora più difficile comprare il Manifesto.

E dell'abbandono di Vauro e di D'Eramo?

Lo stesso, con la precisazione che di Vauro e dell'altro m'importa poco.

E' da credere che i tre, se non ce ne sono altri, se ne siano andati soprattutto per motivi politici, più che  per motivi economici.

Veramente ho letto che D'Eramo si aspetta il TFR, cioè la liquidazione; non ha gradito un taglio fatto ad un suo articolo sulle elezioni presidenziali in USA. So che qualcuno avrebbe dato a Vauro del "venduto". Altri se ne sono andati dal Manifesto per approdare ad altri quotidiani più solidi: Gianni Riotta, Riccardo Barenghi, insomma: tra non essere pagati ed essere pagati c'è una bella differenza!

E Rossana Rossanda?

RR credo che sia pensionata dello Stato, perché ai tempi fu parlamentare del PCI. Su di lei credo che abbiano agito essenzialmente motivi politici.

Comunque la possiamo leggere tutti i venerdì su "Sbilanciamoci"!

Magari qualche volta faremo questo tentativo....

Ti piace Rossana Rossanda?

No, ma è molto esperta, vede lontano, è un'anziana signora che sa scrivere, per il Manifesto è una perdita grave.

Chi ti piace?

 Lascia perdere.......

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venerdì 12 ottobre 2012

Da decenni sfogliando il Manifesto abbiamo notato il gusto di questo giornale, nella scelta di foto colte durante manifestazioni di tipo politico o sindacale, per immagini di persone belle, sorridenti, aggraziate, garbate, intelligenti: mai una faccia arrabbiata, mai stravolta, mai bieca, mai bruttoccia.
Eppure, avrebbe detto Bertolt Brecht, l'odio contro l'ingiustizia stravolge il viso.
Che qualche giovane persona possa attrarre l'occhio (fotografico), noi lo capiamo, eccome, ma che c'entra questo con il comunismo?
L'impostazione (tra Edmondo De Amicis e Sandro Penna) del Manifesto, quanto alle foto, è l'altra faccia del gusto diremmo lombrosiano dei media che vanno per la maggiore.

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venerdì 24 agosto 2012

Nell'ultima pagina del Manifesto di ieri 23 VIII si leggevano due punti di vista sullo stesso fatto; il punto di vista di un uomo arrestato, processato per direttissima e condannato; e quello del vigile urbano che insieme ad altri vigili ha arrestato, portato in caserma e poi davanti al giudice l'uomo stesso.
Il fatto è successo la notte di ferragosto a Napoli, dove in un locale alle 03 si ascoltava musica, così narra l'arrestato (giornalista pubblicista); ma evidentemente in conflitto con l'udito di alcuni cittadini desiderosi di dormire. All'arrivo della polizia municipale il giornalista si è segnalato all'attenzione dei vigili, da qui il seguito.

Da una parte la versione del giornalista - martirologica; dall'altra quella del vigile (uno di sinistra che chiama "compagno" l'altro) - deamicisiana.

Non conosciamo gli usi di Napoli, ma abbiamo una mezza idea che per spostare la polizia municipale alle 03 di notte quanto a timpani rotti ce ne dovessero essere.

Le due versioni sono caratterizzate da presentazione soave di sé e della propria parte; severa dell'altro e dell'altra parte.


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mercoledì 15 settembre 2010

Ieri martedì 14 settembra l'ultima pagina del Manifesto era occupata interamente dalla pubblicità di un libro della nota giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, edito da RCS (Rizzoli Corriere della Sera). Cosa non si fa per i soldi...

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lunedì 11 maggio 2009

El pueblo asinaccio.

L'americanista D'Eramo ha scritto sul Manifesto un articolo sulla crisi della stampa tradizionale in USA...si è dimenticato di precisare che i giornali vendono poco e comunque meno di prima per la semplice ragione che fanno pena, altrimenti non si vede perché chi sa leggere non dovrebbe aver caro un oggetto leggero, pieghevole e di compagnia come il giornale, che oltretutto può servire per asciugare il pavimento involontariamente adacquato, per rinforzare la difesa dal vento freddo quando si va in bici o in moto (sotto il giubbotto)...
Il Manifesto costa in maniera speciale, il sabato due euro e mezzo, cioè tre dollaroni... ma è misero di pagine, spreca spazio e si spaccia per comunista, mentre non è affatto comunista.
Claro: el pueblo asinaccio sa sempre meno leggere, non lo nego...

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giovedì 25 settembre 2008

Manifesto in miseria.

Piange di nuovo miseria, Il manifesto, stavolta perché i finanziamenti (l'ultimo di 4,3 milioni di euro) verranno tagliati. Mi dispiacerebbe se Il manifesto chiudesse, ma nulla è interminabile: la morte prima o poi viene. Passino a un'uscita settimanale, se non possono quotidianamente! Facciano una rivista. Evitino di sprecare carta come fanno per la prima pagina, e di sprecarla al quadrato com'è succeso ieri, 28 settembre '08, in occasione della morte di un attore Usa del passato. "Lassù qualcuno lo ama": è un titolo da quotidiano comunista?

4,3 milioni di euro in un anno sono una bella sommetta, secondo me, una bella sovvenzioncina statale. O no?

Manderò dei soldi, certo, ma il pianto straziante ogni due anni mi ha rotto le scatole. Senza contare che invincibilmente penso che un giornale che si dice "comunista" non dovrebbe prendere i soldi da questo Stato. Né vendersi alla pubblicità. A meno che "comunista" non sia una etichetta tipo il giaguaro sulle Jaguar: nessuno si aspetta alcun felino.

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