giovedì 19 luglio 2012

La strage di turisti avvenuta ieri in Bulgaria, a Burgas, e quella di alte cariche dello Stato, a Damasco (ma qualche persona "qualsiasi" ne avrà fatto le spese) sono state presentate l'una accanto all'altra dai media, per esempio da La 7. E in certo modo i morti sono tutti uguali, e anche i vivi, questi ultimi tuttavia non sempre innocenti.

Chi ha realizzato le due stragi non si sa, ma i media han fretta di saltare alle conclusioni.

I turisti uccisi oppure feriti oppure terrorizzati provenivano da Israele, quindi presumibilmente erano ebrei. Colpisce che il capo del governo di quel Paese abbia proclamato che i suoi connazionali debbano continuare a viaggiare, ad andare in vacanza: al posto suo noi saremmo più prudenti. Israele è una fabbrica sempre attiva nel produrre nemici, 24 ore al giorno da oltre sessanta anni. Invece di fare il gradasso, il capo del governo di Israele farebbe bene a rallentare, almeno, i ritmi produttivi di cui sopra.
Al contrario sproposita, e con lui i nostri media peggiori, che la strage di turisti è opera dell'Iran, e minaccia quel Paese. Avanti così.

E in Siria? Chi lo sa. Qui era un attentato difficile da realizzare, interno al governo del Paese.

P.S. Il peggior quotidiano nazionale italiano, penosamente isterico, si può dire che avesse pronto all'aeroporto il suo inviato in Bulgaria, non è strana questa efficienza?


Etichette: , ,

lunedì 21 maggio 2012

I media si divorano le dita dalla rabbia, infatti due ghiotti bocconi da servire alle masse in fatto di paura e morbosità sono venuti insieme, che spreco!

Etichette: , ,

mercoledì 16 maggio 2012

Quando i giornali (e i media in genere) usano loro spazi per trattare temi che li riguardano direttamente,  per esempio quando sono colpiti da qualche provvedimento restrittivo, se non dalla prospettiva di dover chiudere le pubblicazioni, bene: si mettono nella condizione di mescolare i loro interessi con gli interessi, non necessariamente convergenti, di chi li acquista in edicola, degli abbonati, dei lettori (dei videoascoltatori), in altri termini si pongono in una condizione di privilegio rispetto alla stragrande maggioranza dei singoli e dei gruppi che, invece, non possono far conoscere le loro proteste se non commettendo infrazioni o reati.

Etichette: ,

lunedì 2 febbraio 2009

Condominio (lite di).

Non è detto che una lite tra condomini finita con l'uccisione di un uomo dipenda dal razzismo, se l'uccisore ha la pelle di colore diverso dall'ucciso. Attribuire come causa il razzismo denota razzismo.

La stampa di ieri titolava "Poliziotto spara, senegalese muore". Quando è un "servitore dello stato" a fare il cattivo, vedete un po' che genere di prudenza descrittiva, lui spara, l'altro muore, il nesso lo lasciamo a voi...

Etichette: ,

giovedì 29 gennaio 2009

Ti vogliamo bene: si può scrivere senza essere importunati dalla cronista di turno, o no?

Deve restare chiaro che, se siamo in democrazia, e se democrazia non significa solo andare a votare ogni qualche anno, qualsiasi opinione è da considerare liberamente esprimibile, così, quando ieri sera ho visto il TG3 su la notizia della solidarietà ( espressa su striscioni di stoffa attaccati a una rete lungo una strada) degli amici di quartiere a un ragazzo reo confesso di violenza sessuale commessa la notte di fine anno ai danni di una ragazza, quando ho visto una giornalista tentare insistentemente di far parlare questi amici del colpevole, magari rivelando il viso, ho pensato che, com'è ovvio, non c'è solo la violenza sessuale, ma anche la violenza giornalistica. Ti vogliamo bene, avevano scritto tra l'altro su uno striscione gli amici del colpevole. Dev'essere chiaro che tutti hanno diritto di voler bene a chi vogliono, e di scriverlo, ed hanno diritto di non volerne parlare con la stampa. Altrimenti vorrebbe dire che siamo in una dittatura travestita da democrazia, che è esattamente quel che penso.

Ieri ho letto (siamo al 22 marzo) che il reo di violenza sessuale è stato scagionato.

Etichette: ,