venerdì 2 gennaio 2015

Un liberale atlantico

Di Napolitano presidente ricordiamo il gioco di prestigio - far sparire Berlusconi e tirar fuori dal cilindro Monti, senatore a vita fatto espresso. Con il suo governo di professori universitari incompetenti. Ricordiamo il suo disattendere il risultato delle elezioni politiche non dando ad un rappresentante del M5S l'incarico di esplorare la formazione d'un governo - dopo che Bersani aveva fallito. Ricordiamo l'orribile iniziativa del governo delle cosiddette larghe intese, presieduto da Letta; ricordiamo l'avallo all'attuale  governo del non eletto Renzi e della sua band. Ricordiamo che lui stesso, Napolitano, aveva dichiarato che non avrebbe fatto di nuovo il presidente, mentre invece lo ha fatto, eccome. Ricordiamo che questo personaggio, un tempo lontano "comunista", o almeno dirigente del Partito comunista italiano, da anni blatera di interesse comune nazionale, con ciò dimostrando di aver dimenticato, se non rinnegato, perfino l'ombra pallida delle idee d'un tempo. Partito comunista italiano, arrivato liberale atlantico.
E però sappiamo che il prossimo presidente potrebbe essere anche peggio di Napolitano. 

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martedì 2 dicembre 2014

Sophia Loren

Chi sarà presidente della repubblica dopo Napolitano, che non ne può più?
Ieri sera in un tg locale abbiamo sentito il direttore d'orchestra Muti, onorato a Firenze per i suoi trascorsi nella città e per un suo momentaneo  ritorno, schermirsi scherzoso dopo che gli era stato domandato se lui farebbe il presidente.
Ed abbiamo pensato: perché non Sophia Loren?

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venerdì 26 aprile 2013

perché il nostro autore non scrive niente sul momento postelettorale?

non lo so, chiediglielo...

e dove lo trovo?

scrivigli a spinnic@libero.it - vedrai che ti risponde...

ma di persona, di persona...

di persona ho paura che sia difficile vederlo...

perché?

io non l'ho mai visto, tanto per dire...

e tu che ne pensi del momento postelettorale?

che tutto ruota intorno al deretano di Berlusconi da salvare, il resto sono chiacchiere...

e di Bersani cosa mi dici?

Bersani è un ex Pci, allevato alla rinuncia, allenato a non vincere mai, quindi ha concluso la sua carriera (perché l'ha conclusa) secondo la regola: sempre più presentabili, affidabili, responsabili, mai tentare nulla di azzardato.... Peccato che le masse da tener buone il Pd non ce le ha più, come le aveva il Pci! Resteranno soli con i loro cazzo di elettori delle primarie, e amen...

no, no, io voglio sentire il nostro autore, mica te! Sei troppo distruttivo...

distruttivo è Napolitano, non io...e l'hanno pure rieletto, e lo hanno pure, hai visto? applaudito mentre li cazziava...

ciao...

ciao!

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lunedì 24 dicembre 2012

Tra le gesta del presidente Napolitano, pochi mesi e sarà consegnato a vita al suo seggio senatoriale, è da sottolineare che abbia ricevuto in pompa magna i due sparatori di marina, in affitto antipirateria su una nave privata, che hanno fatto fuori due pescatori hindu da loro scambiati per "pirati", che sono stati arrestati e verranno processati, se torneranno in India (Kerala), con l'accusa di omicidio volontario; finita la "licenza" che le autorità del Kerala  hanno loro stupidamente concesso.
Ricevere questi due sparatori pasticcioni in pompa magna, come se fossero qualcos'altro che due sparatori pasticcioni, tra le iniziative del presidente Napolitano noi speriamo che sia l'ultima -  di grave mancanza di riguardo per la decenza.

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venerdì 21 dicembre 2012

Graziato dal presidente Napolitano il giornalista condannato alla terribile pena (per diffamazione ai danni di un magistrato) degli arresti domiciliari, 14 mesi a casa della "fidanzata" (due ore al giorno di libera uscita e possibilità di ricevere parenti): praticamente Papillon all'Isola del Diavolo (v. Steve McQueen nel celebre film con Dustin Hoffman). Potrà tornare, questo giornalista, a dirigere di persona il suo celebre quotidiano in cambio del pagamento di una penale di 15 mila euro, poco più di mille euro per ogni mese di arresto da scontare. Il presidente Napolitano evidenzia, con questo provvedimento, qualcosa che gli zelatori della magistratura forse non vedono: che chi ha i soldi (chi appartiene alle classi provviste di denaro) è molto difficile che finisca, non si dice in galera, ma neppure agli arresti domiciliari. Chi ha i soldi non solo può ingaggiare gli avvocati più "bravi" e costosi allo scopo di imbrogliare le carte processuali nell'attesa delle prescrizioni piazzate da Berlusconi a mo' di salvagente personale (e di classe); può anche comprarsi la libertà, se condannato. Almeno fosse stata, la penale, di 150 mila euro! La giustizia è bendata, dicono, ciò che significa che è uguale per tutti, ma non è così. Nelle prigioni, che noi in genere non apprezziamo e che, tra l'altro, in Italia sono invivibili, ma che dovrebbero essere "aperte" a tutti, finiscono quasi sempre soltanto coloro che appartengono alle classi sociali più sprovviste di denaro.

A proposito di giustizia: i due famosi sparatori italiani di marina trattenuti in India in un residence (v.sopra) con l'accusa di aver ucciso (in "acque internazionali" secondo l'Italia, in "acque indiane" secondo i giudici indiani) due pescatori del Kerala scambiati per "pirati" (indiscutibilmente defunti), mandati dalle autorità indiane (non si sa se ingenue o ipocrite)  in "licenza" in Italia per il santo Natale, leggiamo stamani, potrebbero essere candidati alle prossime elezioni da un certo avvocato fascistoide, recente fondatore di un cosiddetto partito, "Fratelli d'Italia", ciò che, a quanto pare, scioglierebbe i due sparatori di marina dall'obbligo "giurato" (dall'ambasciatore italiano in India) di far ritorno nel loro terribile residence. I due, affittati dallo Stato, anche questo è bene che si sappia, a compagnie private di navigazione, certo non sono facoltosi maneggioni come coloro cui si accennava qui sopra, sono invece divenuti due "icone" da usare nella campagna elettorale dalla destra nazionalista, imperialista e razzista. Il concetto vigoroso di "figura di merda" nazionale italiana, se le cose andranno così, incombe, è ovvio.

Dice una vocina: anche da sinistra si è, nel passato, fatto uso di quest'ultimo strumento pseudo politico: candidare qualcuno al parlamento per salvarlo dalla prigione ed insieme per raccattare voti dai tifosi di quel qualcuno.

Ogni parte ha le sue "icone" da spendere.

Come se ne esce?, domanda la vocina: non se ne esce, rispondiamo, scusandoci della lunghezza e della farraginosità. Non se ne esce.

Di galera sì, però.

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martedì 29 marzo 2011

il presidente Napolitano ha letto (con pronuncia alquanto casereccia) un testo scritto in inglese di adesione alle pratiche dell'imperialismo, ieri a New York, sede Uno (detta da queste parti Onu). Sulle banalità sorvoliamo, invece atterriamo sull'obliterazione della lingua italiana da parte del presidente della repubblica italiana, vero atto di genuflessione ai Padroni.

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