venerdì 20 gennaio 2017

Nella vetrina dei tacchi a spillo di cui è tenutaria Utelinde Gruber ieri sera 20 gennaio si parlava dell'inizio della cosiddetta Era Trump. In effige Severgnini, che si crede spiritoso, di cui apprezziamo però il nuovo look, meno da cane pechinese, ed uno scrittore che si sforzava di nascondere l'accento toscano - parlava di bagatelle. Oltre all'espertologo Caracciolo, c'era in studio un'americana che esponeva il suo falso sé (Unreal Self) da cerbiatta - non più adolescenziale da un pezzo. Nessuno dei convenuti aveva pareri divergenti rispetto a quello che domina, di deprecazione della vittoria elettorale di Trump, che del resto passerà alla Storia solo per la aurea complessa acconciatura della sua chioma.
A proposito dell'uscente Obama, ricordiamo che la pronuncia corretta del nome del lager più famoso dopo Auschwitz è Guantanàmo; e che la riforma dell'assistenza sanitaria fu un favore alle assicurazioni private, infatti obbliga ad assicurarsi, cioè a pagare a prescindere.

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domenica 15 maggio 2016

Jew York Times

Il candidato repubblicano alla presidenza USA è stato attaccato dal NYT, il giornale più fico del bigoncio imperialistico di sinistra, detto anche Jew York Times, perché si comporterebbe con le donne in modo "molesto". Non sanno a che santo votarsi, contro questo tipo dalla facciotta rossa, cotonata la chioma: sarà un impresentabile in società, vattelappesca, ma noi ci domandiamo: la signora dell'altra parte, che in definitiva non differisce dalla repubblicana che per i modi e qualche dettaglio, perché dovrebbe vincere? Per continuare? Non è comprensibile che si voglia una discontinuità? 
Senza contare che il presidente Usa conta finché gioca la partita che vogliono i militari, la Cia, dopo va a sbattere. A proposito: si dice Guantanàmo, non Guantànamo.

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mercoledì 3 settembre 2014

Lutto e silenzio

I filmati che mostrano esecuzioni di prigionieri "occidentali" da parte di boia del Califfato scandalizzano - non solo gli ipocriti - per la forma ed il contenuto, vero o falso che esso sia. La rete è inondata dai filmati, del resto, e celebra se stessa in ogni modo possibile ed immaginabile, dal privato più idiota al pubblico più atroce. E noi ne sappiamo poco, infatti la frequentiamo appena per scrivere note come questa e per leggere la posta. Ah, sì! ci divertiamo anche a scoprire se la Tale o la Talaltra persona famosa hanno la nostra età o no. Ma torniamo alle decapitazioni. Abbiamo già scritto qui che le teste, nel mondo, son strappate via anche in altri modi meno diretti e da macellaio: dalle bombe e dagli effetti delle bombe, per esempio. Dice: ma questi sciagurati erano prigionieri, ed i prigionieri mica si trattano così! E' vero. Allora ripensiamo all'esecuzione di Saddam Hussein, o alle scenette di Guantanamo, o alla sparizione del corpo di Bin Laden. Ed all'effetto che devono aver fatto questi eventi e la loro eventuale diffusione mediatica ai musulmani.
E dunque! Lutto e silenzio.

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