venerdì 20 gennaio 2017

Nella vetrina dei tacchi a spillo di cui è tenutaria Utelinde Gruber ieri sera 20 gennaio si parlava dell'inizio della cosiddetta Era Trump. In effige Severgnini, che si crede spiritoso, di cui apprezziamo però il nuovo look, meno da cane pechinese, ed uno scrittore che si sforzava di nascondere l'accento toscano - parlava di bagatelle. Oltre all'espertologo Caracciolo, c'era in studio un'americana che esponeva il suo falso sé (Unreal Self) da cerbiatta - non più adolescenziale da un pezzo. Nessuno dei convenuti aveva pareri divergenti rispetto a quello che domina, di deprecazione della vittoria elettorale di Trump, che del resto passerà alla Storia solo per la aurea complessa acconciatura della sua chioma.
A proposito dell'uscente Obama, ricordiamo che la pronuncia corretta del nome del lager più famoso dopo Auschwitz è Guantanàmo; e che la riforma dell'assistenza sanitaria fu un favore alle assicurazioni private, infatti obbliga ad assicurarsi, cioè a pagare a prescindere.

Etichette: , , , ,

martedì 27 dicembre 2016

Abe a Pearl Harbour

Il progetto di sloggiare gli europei dall'Asia, e di dominarla al posto loro, ebbe come conseguenza la partecipazione alla seconda guerra mondiale, a fianco di Germania e Italia, del Giappone. Quando si ricorda l'attacco che nel 1941 (17 dicembre) l'aviazione militare giapponese realizzò ai danni di navi militari Usa in località Pearl Harbour (porto delle perle) e che dette l'inizio alla guerra nel Pacifico, bisogna precisare che tale porto si trova in un'isola delle Hawaii, arcipelago non esattamente prossimo al continente americano. Ragione per cui tale attacco rientrò nel progetto imperialistico giapponese.
La cerimonia in questi giorni documentata dai media, con il capo del governo giapponese Abe insieme ad Obama, vuole alludere ad una definitiva pacificazione tra i due Paesi, uno dei quali, gli Usa,  fu il vincitore della guerra nel Pacifico e schiacciò lo sconfitto, asservendolo in modi diversi, tra i quali spicca la dettatura della costituzione. La cerimonia sembra bilanciare la visita di Obama ad Hiroshima, una delle due città giapponesi fatte oggetto nel 1945 di tiro a segno atomico. 
E' però evidente che mentre l'attacco di Pearl Harbour fu di tipo militare ed ebbe come obbiettivo la distruzione di navi militari Usa, il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki (1945) avvenne ai danni della popolazione inerme, oltre ad aver prodotto conseguenze non paragonabili con quelle di Pearl Harbour.

Etichette: , , , ,

sabato 28 maggio 2016

Hiro & Naga

In definitiva diviene nel ricordo un atto d'amore fisico, magari un po' violento, la bomba americana su Hiroshima, per adesso Nagasaki attende fiduciosa, poi ci si abbraccia, si guarda lontano nel passato e lontano nel futuro, al presente si assume un atteggiamento serio. Faccia falsa di tragedia vera.

Etichette: , ,

giovedì 10 marzo 2016

Il presidente Usa ha criticato Francia e Gran Bretagna per la distruzione della Libia (2011), cui per altro parteciparono anche gli Usa. Ha inoltre rivendicato il non bombardamento Usa della Siria (2013). Il dinoccolato giovanotto, che tanti cuori fece palpitare ai suoi inizi e che ora si trova sulla porta in procinto di uscire di scena per entrare nel magico mondo delle conferenze pagate centinaia di migliaia di dollari l'una, si è dimenticato di dire qualche altra cosetta: per esempio che in Egitto il suo Paese ha favorito un colpo di Stato allo scopo di confermare i militari da sempre al potere, e che la causa prima dello stato di malattia inguaribile che tormenta l'intera zona è Israele.
Comunque: in seno all'Avversario si agitano serpenti. Bene.

Etichette: , , ,

giovedì 6 novembre 2014

Lucky to be alive

Obama è così "di sinistra" che gli americani interessati, poco più di un terzo (36%) dell'elettorato, lo hanno sepolto sotto un mucchietto di voti di destra, in altre parole il GOP ha stravinto. A proposito di sepoltura: noi continuiamo a pensare che Obama sia lucky to be alive, fortunato ad essere vivo, in un Paese simile. Potrebbe dare le dimissioni e dedicarsi a tenere seminari. In definitiva guadagnerebbe di più, in soldi, e sarebbe più sereno. Noi, che mai gli abbiamo accordato alcuna fiducia, questo blog ne è testimone, gli auguriamo ogni bene e ci rallegriamo del fatto che ancora qualche killer solitario sbucato da un film hollywoodiano non lo abbia fatto fuori. Un negro che propone un po' più di giustizia sociale, roba da matti - in Usa. 

Etichette: ,

venerdì 1 agosto 2014

Cazziatone a salve

Gli Usa finanziano lautamente Israele per motivi strategici, per servilismo nei confronti dei produttori di armi e per essere, loro, infiltrati da potenti lobbies ebraiche(espressione ridondante - una lobby ebraica è potente per definizione). Obama, che secondo "La Repubblica" avrebbe cazziato Netanyahu per gli eccessi israeliani compiuti ai danni dei civili palestinesi assiepati nella striscia di Gaza, dev'essersi perduto qualcosa. 
Non ha capito che è fortunato ad essere ancora vivo. Che non conta nulla.

Etichette: , ,

sabato 20 luglio 2013

Cameriere, due Negroni...

Il tipo che uccise un ragazzo in quanto lo sospettava di male intenzioni, da qualche parte degli Stati uniti d'America, perché era incappucciato, perché in definitiva chi ha un'arma la usa, e il tipo aveva un'arma in dotazione, era una guardia, il tipo: è stato assolto. Si protesta da parte di molti, infatti l'uccisore è un bianco, l'ucciso era un negro, come si diceva una volta qui da noi prima che la nostra parlata fosse colonizzata dalle paturnie americane: ora si dice nero*.
Si crede che in questione sia il razzismo, anche stavolta, ma questa bandiera dell'antirazzismo è piena di buchi, attraverso i quali alcuni vedono le solide mascelle dell'imperialismo modernizzato. E' magari un errore giudiziario, in questione, come tanti ne succedono, ogni volta che una guardia fa fuori un "sospetto", anche qui da noi, e viene assolta. Un errore giudiziario favorito dall'iniquità sociale, infatti la banca o il gioielliere e simili sono sacri. La ricchezza è sacra, gli individui sono casuali.
Il razzismo esiste, certo, si tratta di un errore collettivo, ma altri ce ne sono, di cui non si parla più.

Per errore razzistico lieve, ma tipico, un tale scambiò anni or sono Obama per un cameriere, durante un ricevimento, e gli si rivolse, insceniamolo qui, in questo modo: "Ragazzo, due Negroni"...

*In americano "nigger" è dispregiativo, etimologicamente alieno, mentre "black" è comune, comodo, noto. Il latino "niger, nigra, nigrum" è lontano dagli americani. Dall'italiano, che ne deriva, no. Dire "nero" da noi è servile, quindi.

Etichette: ,

venerdì 5 ottobre 2012

E' giusto diffondere l'analisi che un corrispondente italiano ha proposto ieri, sulla Stampa, a proposito del dibattito tra i due candidati alla presidenza Usa. Il corrispondente ritiene, come molti, che l'attuale presidente abbia avuto la peggio durante il dibattito. Perché?
"Una prima possibile risposta arriva dal colore della cravatta indossata . Il celeste rappresenta, nel linguaggio elettorale americano, la volontà di rassicurare. Doveva essere il segnale all'elettorato incerto (...) l'intento era di apparire tranquillo, calmo, sicuro."
E' giusto diffondere l'analisi che il corrispondente della Stampa ha proposto.

Dalla disperazione ci salva il comico.

Etichette: , ,

sabato 15 settembre 2012

Leggiamo su La Stampa, giornale specie durante questi giorni post "11 settembre" mobilitato a petto in fuori dalla parte dell'imperialismo senza se e senza ma - che Obama avrebbe detto, commentando la morte del diplomatico Usa e addetti vari, a Bengasi - terra di petrolio conquistato - che gli Stati uniti non si ritireranno mai "dal mondo" e continueranno a difendere la libertà ovunque essa sia calpestata. Citiamo a memoria. In campagna elettorale ogni scherzo vale.

Etichette: ,

mercoledì 25 maggio 2011

Aipac significa am israel public affairs comm, cioè "comitato americano per gli affari pubblici d'Israele": si tratta di una ricca confraternita molto influente cui il presidente Usa ha reso compunta visita poco dopo aver dato aria ai suoi polmoni in merito alla "pace" tra gli usurpatori o meglio colonizzatori della Plaestina e gli usurpati, ovvero colonizzati, scacciati, concentrati e così via. Promettendo che il suo governo non lascerà che i palestinesi proclamino la loro indipendenza come Stato coinquilino della Palestina.
Quella dei due Stati, si badi, è una soluzione che lascia molto amaro in bocca e legalizza ancora una volta il furto perfezionato nel 1948 e continauto nei decenni, tuttora florido; ma è, oggi, l'unico obbiettivo ragionevole cui puntare. Ebbene: manco questo!

Etichette: ,

mercoledì 21 ottobre 2009

Nobel/Nebel.

Perché non scrivo niente sul conferimento del premio Nobel "per la pace" a Obama?
Il fatto è che una volta, tanto tempo fa, lo hanno dato anche a Kissinger...sul serio, a Kissinger........
Non seguo gli altri tipi di premi Nobel, a parte quello "per la pace" e quello per la narrativa....A Borges non hanno mai dato il premio Nobel per la narrativa....Neanche a Thomas Bernhard: lo han dato a Dario Fo....a Dario Fo......

Etichette: ,

mercoledì 16 settembre 2009

Si dimetta presto, o si metta a tacere.

Il giovanotto dinoccolato e fotogenico che "presiede" il maggior bordello del pianeta ama da matti parlare, non ho ancora capito se sta lì per questo, per chiacchierare di "riforme", per dare una rinfrescata al volto ripugnante del paese più bellicista della storia, dopo anni di faccia da GWB, oppure se si è trovato a "presiedere" a dispetto degli orribili gruppi imperialistici che tedengono il vero potere. E che mi pare abbiano iniziato da tempo a cucinarlo.

Se non è un pagliaccio, si dimetta.

Etichette:

venerdì 4 settembre 2009

Una foto.

Dagli Usa su Repubblica ieri  una quantità di parole a partire dall'immagine fotografica di una bambina distesa dietro un divano all'interno di un salone, mentre un uomo sta sullo sfondo seduto a una grande scrivania. Scattata, la foto, in un noto sito del potere mondiale. Pare, sembrerebbe, non si sa mica.
Toccante, non c'è che dire.

Etichette:

lunedì 27 luglio 2009

Obama si rimangia pian piano quel che ha vomitato.

Povero cocco, ha osato dire che la pula è stupida e razzista e subito se l'è dovuta e voluta rimangiare, e non è nulla, pensino i suoi innamorati d'ambo i sessi a quando dovrà rimangiarsi la riforma dell'assistenza sanitaria, povero cocco, perfino sui jeans lo schiaffeggiano. Parlare, parlare, questo sì, lo lascian fare, purché non dica che la pula è stupida e razzista.

Etichette: ,

lunedì 2 marzo 2009

Ritiro dall'Iraq delle truppe imperialiste.

Su un quotidiano romano ho letto ieri che in Usa i "democratici" si sentono delusi da Braccobaldo in fatto di tempi e modi del "ritiro" dall'Iraq delle decine di migliaia di proletari armati americani per l'imperialismo. Vorrei ricordare che gl'imperialisti non mollano mai la presa, dove hanno piantato la bandiera della ditta dura del libero mercato ("democrazia"), come in Europa, per esempio, dal lontano 1945. Dall'Italia non se ne sono mica andati, certo, tirano via la truppaglia dalle strade, che diamine, e i carriarmati, ma restano con le loro "basi" impenetrabili, a farla da padroni. Fino a quando gli pare.

Etichette:

martedì 24 febbraio 2009

Finita la sbornia?

Che mal di pancia, ora, gli obamofili, dopo che il loro eroe ha deciso di rinforzare la presenza occupante in Afghanistan, 17.000 proletari armati per l'imperialismo in più, che mal di pancia, e di testa: come dopo una sbornia.
Si consolino con le tasse a carico "dei ricchi" che Braccobaldo ha annunciato, Robin Hood...E con il ruggito "mai più lussi personali con soldi pubblici"... Mamma mia che impressione!

Etichette: ,

mercoledì 21 gennaio 2009

Braccobaldobama e i padroni veri.

Mentre non riesco a nascondere il mio sconcerto per la coglionissima eccitazione ( anche sul Manifesto, ragazzi, ma siete diventati scemi?) intorno all'entrata in servizio di Braccobaldobama, leggo e ascolto oscenità e cazzate su l'ultimo episodio della serie horror in onda da sessant'anni in Palestina. Ieri alla radio (rai3) ho sentito parlare di "danni" subiti dai palestinesi concentrati nella striscia di Gaza (km40Xkm5), come se in questione fosse un uragano, d'altra parte non ho avuto il cuore di leggere un'intervista realizzata dall'ultras B.H.Lévy a un militare israeliano e pubblicata dal Corriere, faziosamente schierato dalla parte del torto il giornale, sionista e mistificatore il Lévy. Sono morti ammazzati dai soldati israeliani più di 1300 esseri, il che significa che Israele ha fatto fuori l'uno per mille della popolazione di Gaza. Tornando a Braccobaldobama, finite le buffonate inaugurali, vedremo cosa farà quando si troverà davanti i padroni del vapore, quelli che decidono cosa si fa e quando e dove, vedremo se toglierà le mostruose forniture annue di armi e soldi a Israele, tanto per dirne una.

Etichette: ,

mercoledì 5 novembre 2008

Gaudium magnum vobis nuntio: habemus Obama.

Mi ero sbagliato: in Usa è stato eletto presidente un uomo che non porta un nome e cognome anglosassone, indubbiamente è una novità. A quanto pare è la seconda volta che si verifica un evento simile: la prima riguardò il presidente numero otto, l'olandese Van Buren.

Etichette: ,