lunedì 22 maggio 2017

"Società aperta"

Il perseguitato politico Angelo Panebianco continua, nonostante la penosa clandestinità cui è costretto dai "nemici della società aperta", a diffondere la sua testimonianza facendo circolare i suoi scritti tramite il giornale clandestino "Corriere della sera". Ne abbiamo trovato una consumata copia in un contenitore per gelati Popper sotto una panchina dei giardinetti antistanti la stazione ferroviaria di Q. - dove ci trovavamo in attesa dell'ultimo treno prima del coprifuoco. E' la dittatura, ammettiamolo. E ne abbiamo scorso le righe, quasi illeggibili a causa delle numerose letture dal foglio subite, o godute. Il Panebianco ritiene, in breve, che gli Usa siano un esempio di "società aperta" e che Trump sia un nemico; ritiene altresì che coloro che "odiano" gli Usa amino Trump ed insieme Putin. Non è così, funziona in un altro modo: si è stufi dell'arroganza Usa e ci si guarda intorno sperando che vi sia qualche contrappeso.
Gli Usa comunque sono una società aperta al dominio del capitalismo ed all'imperialismo

Etichette: , , , ,

domenica 5 febbraio 2017

Innocenza

Do you think that our country is so innocent?
Più o meno ha pronunciato questa domanda retorica, Trump, durante un'intervista, rivolgendosi a chi gli ricordava che "Putin è un assassino".

Nessuno è innocente.

Vediamo se e come i nostri media accoglieranno l'uscita di Trump, che forse inaugura la pratica della trasparenza in fatto di atti colpevoli.

Etichette: , ,

venerdì 27 gennaio 2017

Correa & Trump

Ai tempi della propaganda elettorale Trump aveva prospettato la costruzione di una barriera anti immigrazione clandestina lungo il confine (pare che si tratti di 3.400 chilometri) tra Usa e Messico, i cui costi enormi sarebbero stati a carico del governo messicano. Il presidente di quel Paese aveva risposto che non avrebbe pagato. Ora Trump ha dato il via alla costruzione della barriera, alta e metallica, poi vedremo se sarà completata; quanto ai costi, come noi avevamo previsto e scritto qui, saranno pagati dal Messico in termini di un aumento, a quanto sembra del 20%, delle tasse sui prodotti messicani esportati in Usa, ha promesso Trump in questi giorni. In effetti noi avevamo dubitato non solo riguardo alla fondatezza del rifiuto del governo messicano di sostenere i costi, ma anche riguardo alla fondatezza della costruzione della barriera. Sul primo dubbio avevamo visto giusto, sul secondo forse no, chissà.
La costruzione di muri o barriere divisorie ci richiama in ordine confuso il Vallo di Adriano, realizzato, contro gli irriducibili oppositori del nord, dai prepotenti romani - in Gran Bretagna, che ai tempi non si chiamava così; la Muraglia cinese, su cui Kafka scrisse un testo splendido e inarrivabile, costruita a cura dell'impero contro i pericolosi mongoli (anche sui mongoli Kafka ha scritto un breve testo, eccellente, intitolato "Una vecchia pagina", dove segnala narrativamente l'attrito tra i costumi dei mongoli e quelli dei cinesi; non abbiamo capito però se il testo rappresenta criticamente la eterofobia oppure è eterofobico); ci viene in mente il famosissimo Muro di Berlino, che ebbe la caratteristica di rinchiudere i tedeschi dell'est della città, come fossero ragazzini durante l'orario scolastico, per impedir loro il transito nelle zone occidentalmente organizzate di Berlino ("Berlino è un poco triste e molto grande, ma adesso mi son rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande", cantava Lucio Dalla); ci viene in mente anche il Muro di cemento, altissimo, che il governo ebraico sta costruendo o ha costruito allo scopo di impedire visite palestinesi, considerate pericolose, rendendo ai palestinesi la vita ancora più difficile di quanto non lo fosse già. Di recente in Europa abbiamo visto barriere in fase di costruzione, che hanno o avevano lo scopo di fermare i migranti provenienti dall'Asia. 
Del resto i muri o le barriere sono qualcosa di cui ognuno ha esperienza, negativa o positiva che sia, ci riferiamo a muri e barriere materiali, non metaforiche, altrimenti non la finiremmo più. 

Etichette: , , , , , , ,

venerdì 20 gennaio 2017

Nella vetrina dei tacchi a spillo di cui è tenutaria Utelinde Gruber ieri sera 20 gennaio si parlava dell'inizio della cosiddetta Era Trump. In effige Severgnini, che si crede spiritoso, di cui apprezziamo però il nuovo look, meno da cane pechinese, ed uno scrittore che si sforzava di nascondere l'accento toscano - parlava di bagatelle. Oltre all'espertologo Caracciolo, c'era in studio un'americana che esponeva il suo falso sé (Unreal Self) da cerbiatta - non più adolescenziale da un pezzo. Nessuno dei convenuti aveva pareri divergenti rispetto a quello che domina, di deprecazione della vittoria elettorale di Trump, che del resto passerà alla Storia solo per la aurea complessa acconciatura della sua chioma.
A proposito dell'uscente Obama, ricordiamo che la pronuncia corretta del nome del lager più famoso dopo Auschwitz è Guantanàmo; e che la riforma dell'assistenza sanitaria fu un favore alle assicurazioni private, infatti obbliga ad assicurarsi, cioè a pagare a prescindere.

Etichette: , , , ,

martedì 10 gennaio 2017

Trump ha vinto? Colpa dei russi!

Nei giorni scorsi siamo stati toccati ripetutamente da chiacchiere su l'influenza russa nella campagna elettorale in Usa. Se tale influenza ci fosse stata, essa avrebbe solo rispecchiato quella, segreta o meno, degli Usa nella vita politica di ogni Paese del globo. Il problemino vero che gli Usa hanno sta nel regolamento elettorale, per cui la Clinton ha perso pur avendo avuto ben due milioni e mezzo di voti totali più di Trump.

Etichette: , , ,

martedì 13 settembre 2016

Colonialmente

Grande rilievo danno i media al tema della salute fisica della candidata "democratica" alla presidenza degli Stati uniti, Paese che invase l'Italia nel 1943, la conquistò e da allora la domina, ciò che ci fa ribadire l'affermazione seguente: ne siamo, certo in buona compagnia, una colonia. Questo e non altro spiega l'accanimento dei media locali attorno ad un fatto trascurabile come la salute fisica di una signora di una certa età che vive dall'altra parte dell'oceano Atlantico. Destinata a dare corpo visibile ad un potere planetario che vige e funziona per conto proprio -  che il corpo visibile sia di Clinton o di Trump non conta.

Etichette: , ,

giovedì 1 settembre 2016

Muri

Il candidato repubblicano alla presidenza Usa, Trump, intende aumentare la lunghezza del cosiddetto muro divisorio tra il suo Paese ed il Messico, e dichiara che sarà lo stesso Messico a pagare "for the Wall". Il presidente messicano nega che il suo Paese pagherà questo muro, ma dimentica che si può pagare anche in modo indiretto, quindi straparla. Straparla anche Trump, dal momento che lungo assai è il confine tra i due grandi Paesi. Tutti i Paesi, giusto o ingiusto che sia, hanno comunque diritto di proteggersi o di credere di proteggersi con un "muro", tranne un Paese, che è abusivo ed anzi fondato sulla prevaricazione e l'esproprio: Israele. Che ha il suo muro, senza virgolette.

Etichette: , ,

domenica 15 maggio 2016

Jew York Times

Il candidato repubblicano alla presidenza USA è stato attaccato dal NYT, il giornale più fico del bigoncio imperialistico di sinistra, detto anche Jew York Times, perché si comporterebbe con le donne in modo "molesto". Non sanno a che santo votarsi, contro questo tipo dalla facciotta rossa, cotonata la chioma: sarà un impresentabile in società, vattelappesca, ma noi ci domandiamo: la signora dell'altra parte, che in definitiva non differisce dalla repubblicana che per i modi e qualche dettaglio, perché dovrebbe vincere? Per continuare? Non è comprensibile che si voglia una discontinuità? 
Senza contare che il presidente Usa conta finché gioca la partita che vogliono i militari, la Cia, dopo va a sbattere. A proposito: si dice Guantanàmo, non Guantànamo.

Etichette: , ,